Italia

Traghetto in fiamme. Terrore nell’Adriatico

Sono le 8 di domenica quando l’appello drammatico di «abbandonare la nave», lanciato dal comandante del traghetto italiano Norman Atlantic, in viaggio tra Igoumenitsa e Ancona con 478 persone a bordo, risuona nelle centrali delle Capitanerie di porto dell’Adriatico e del mare Egeo. Una decisione disperata quella presa del capitano Argilio Giacomazzi, 62 anni ligure, a cui seguirà poche ore più tardi quella di dichiarare la Norman Atlantic, su cui all’alba è divampato un incendio, “ingovernabile”. Ieri, nel mare Adriatico si è vissuta una delle giornate più drammatiche dal dopoguerra. Un uomo di nazionalità greca è morto cercando di mettersi in salvo gettandosi dalla nave con la moglie, quattro persone sono rimaste ferite più gravemente, due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di porto. In ipotermia numerosi bambini e donne trasferiti con gli elicotteri negli ospedali. È stata una corsa contro il tempo per salvare centinaia di passeggeri rimasti intrappolati per quasi 24 ore, in condizioni estreme, sul ponte del traghetto su cui alle 4.30 è scoppiato un rogo e rimasto in balìa del mare forza 8, con onde alte cinque metri che hanno reso impossibile l’avvicinamento di altre imbarcazioni.

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