Cronaca e Giudiziaria

Torna l’incubo PowerCrop. La Marsica si prepara ad una nuova mobilitazione

Contro il rinnovato spettro della costruzione della centrale PowerCrop prevista ad Avezzano in località Borgo Incile, Movimento 5 Stelle, associazioni ambientaliste e organizzazioni professionali agricole fanno fronte comune e ribadiscono il loro no. «Un impianto a combustione di 32MW elettrici e 95MW termici, capace di bruciare 270.000 tonnellate di biomasse non disponibili sul nostro territorio e provenienti da colture dedicate che produrrebbe un traffico veicolare di 800 tir al mese, non ha ragione di esistere in un territorio come il Fucino il quale, per i suoi prodotti, dovrebbe configurarsi come distretto agroalimentare e non agroenergetico» ha dichiarato ieri in conferenza stampa Sefora Inzaghi, portavoce del Comitato Cittadino NO PowerCrop e della sezione locale WWF.
Dopo la bocciatura del 2013, possibile grazie all’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle al cosiddetto “Decreto del fare”, si rivive oggi la medesima situazione a seguito della conversione in legge, lo scorso 25 luglio, del “Decreto competitività” (D.L. n. 91/2014) che ripropone la nomina dei commissari ad acta per garantire l’esecuzione dei progetti di riconversione degli ex zuccherifici. Nonostante la ferma opposizione di WWF, Fare Verde, Legambiente, Corpo Forestale dello Stato, CIA, Coldiretti e Confagricoltura, nonostante le delibere di contrarietà del Consiglio Regionale Abruzzese, del Consiglio provinciale de L’Aquila, dei Consigli Comunali di Avezzano e Luco dei Marsi, nonostante i ricorsi al Tar e la sentenza della Corte Costituzionale n.62 del 5 aprile 2013 che dichiara incostituzionale il Commissario ad acta, si torna quindi a parlare di PowerCrop.
«Il decreto è passato al senato con 159 voti favorevoli» ha dichiarato il consigliere regionale Gianluca Ranieri «voti fra cui figurano anche quelli di politici venuti sul territorio per ribadire il loro no come la senatrice Stefania Pezzopane». «Quello che è accaduto in Parlamento è per noi inaccettabile a livello costituzionale e per il territorio» ha fatto eco Giorgio Fedele del Gruppo M5S di Avezzano, «è stata un’azione bipartisan portata avanti dalla maggioranza con l’appoggio del NCD e dei rappresentanti abruzzesi che hanno riconosciuto la fiducia al progetto». «Ci troviamo nuovamente costretti a lavorare per bloccare un progetto che, considerata la scarsa ventilazione della conca del Fucino, creerebbe danni all’ambiente e alla salute dei cittadini marsicani» ha aggiunto Francesco Eligi, Gruppo M5S Avezzano.
Considerando quindi, come dimostrato dal Comitato No PowerCrop, che nel territorio marsicano e limitrofo non sono disponibili le biomasse per il funzionamento di tale impianto e che, dal punto di vista occupazionale, esso impiegherebbe pochissime lavoratori danneggiando invece l’economia agricola del Fucino a causa degli inquinanti che tendono a ristagnare, il Movimento 5 Stelle, le associazioni ambientaliste e degli agricoltori si dicono pronti ad impegnarsi per bloccare il progetto mettendo in campo tutti gli strumenti parlamentari a loro disposizione fino alla presentazione di una proposta di delibera che impugni il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale e che dovrà però essere assunto a maggioranza in Consiglio Regionale da tutte le forze politiche alle quali il consigliere Ranieri ha voluto rivolgere ieri il suo appello per la salvaguardia della territorio marsicano.

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