Italia

Tor Sapienza, via i migranti dal centro

Quando a Tor Sapienza c’erano i «peggio boss» e gli spacciatori di droga «si viveva bene», perché «venivamo rispettati e i bambini potevano giocare in strada», adesso «abbiamo paura ad uscire di casa tra neri, rom e trans». Il paragone è un po’ stridente eppure Catia Gilardi, residente nel palazzone di viale Morandi, a Tor Sapienza, dal 1980, ricorda la pacifica convivenza con la “mala” dello spaccio mentre inveisce all’indirizzo degli immigrati del centro d’accoglienza “Un sorriso”. «Se ne devono andare tutti, vogliamo la pulizia in questo quartiere» urla. A farle eco gli altri abitanti del quartiere della periferia romana, dove da giorni sono in atto scontri con la polizia, posta a presidiare il palazzone che ospita una settantina di migranti. E ieri, dopo tre giorni di tensioni, lancio di bottiglie e di sassi, i 43 minori ospiti del centro sono stati trasferiti. Vanno via scortati, piangono, «la nostra vita rovinata ancora» dice un 17enne. Poi verranno spostati anche gli altri, 29 adulti. Il quartiere ha vinto? No, secondo i responsabili della cooperativa “Un sorriso”. «Svuotare il centro vuol dire darla vinta a chi? – chiede Emiliano Ruggiero – non alla gente che vive qui, non agli operatori che da oggi sono senza lavoro. Ce ne dobbiamo andare? Lo facciamo, ma il problema del degrado del quartiere resta». Per i residenti invece è un risultato: «Ora devono andarsene gli altri» insistono.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top