Abruzzo

Tonno rosso: il commercio illegale viaggia lungo l’asse Pescara-Roma

Lo sbarcano di notte e, dalla spiaggia alle mani degli intermediari, raggiunge la Capitale nascosto in borse frigo. È l’iter del commercio abusivo del tonno rosso, una specie protetta, sottoposta a tutela dall’Unione europea ma sempre più richiesta nei ristoranti di nicchia delle grandi città.
Nonostante la pescosità dell’Adriatico non esiste, però, nella marineria abruzzese, nessuna imbarcazione autorizzata alla pesca di tale specie eppure, in un solo anno, la direzione marittima di Pescara proposta alla sorveglianza del tratto di mare tra il mare Abruzzo e Molise ha sequestrato quasi tre tonnellate di tonno rosso.
Ciò che spinge diportisti e pescatori ad esporsi al rischio multa è l’elevato guadagno che tale azione illecita comporta. Per averne un’idea basti pensare che al dettaglio, il prezzo di un esemplare, si aggira di solito intorno ai 30 euro al chilo che moltiplicati per una notte di pesca possono raggiungere anche i 5 mila euro.

Per queste ragioni, proprio dal periodo che va da Pasqua alla fine dell’estate quando con il caldo i banchi di pesce si avvicinano, la Direzione Marittima di Pescara intensifica i controlli utilizzando, se necessario, anche il Terzo nucleo aereo che dall’alto con la sua telecamera riesce adinquadrare nel dettaglio le imbarcazioni con il pescato abusivo.

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