Abruzzo

Ticket sulla disabilità: approvate le linee guida

Fino al 31 dicembre la Regione coprirà integralmente con un fondo di 4 milioni la compartecipazione per le prestazioni socio-sanitarie in regime residenziale e semiresidenziale, il cosiddetto ticket per la disabilità. Dal 1° gennaio 2015 solo una quota sarà coperta dalla Regione tramite contributi ai Comuni (durante la sessione di bilancio si capirà in quale misura), il resto sarà coperto dai comuni e/o dagli utenti, a parte la quota “sanitaria” che resta sulle spalle del sistema sanitario regionale e a parte di casi di prestazioni residenziali «intensiva e estensiva» (cioè quelle che non hanno bisogno di assistenza prolungata), come stabilisce il decreto del governo del 14 febbraio 2001 da cui parte tutto il meccanismo messo in atto dalla Regione. Per questa nuova fase della compartecipazione la giunta regionale ha approvato le linee guida con le indicazioni delle quote di compartecipazione e degli scaglioni di reddito (calcolato col il nuovo sistema Isee) individuati per ottenere l’esenzione e cioè la copertura delle spese da parte del Comune al 100%. Le linee guida sono uno «strumento sperimentale» affidato alla Regione, ma che a regime sarà ricondotto alla gestione decentrata dei Comuni e degli ambiti territoriali sociali. Quali sono le tipologie di prestazioni soggette all’obbligo del ticket: le semiresidenziali e residenziali di lungodegenza; le prestazioni erogate dalle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) in favore di disabili, di anziani non autosufficienti e pazienti affetti da demenza senile o morbo di Alzheimer; le prestazioni erogate da Residenze assistenziali (Ra)a favore di persone inabili non curabili a domicilio, anziani non autosufficienti, disabili psichici, sensoriali, anormali psichici; prestazioni erogate in strutture semiprotette (Casa famiglia) a favore di persone con problemi psichiatrici. Sul costo di queste prestazioni, che varia dalle 67 euro alle 108 euro al giorno, l’utente o il comune è chiamato a pagare la quota “alberghiera”, mentre la parte sanitaria è a carico del servizio sanitario. La quota alberghiera varia molto in base alle tipologie di assistenza (vedi tabella) da un minimo di 20 euro al giorno a un massimo di 86 euro al giorno. Per i Comuni e/o le famiglie il peso economico mensile può variare dunque dai 600 ai 2400 euro al mese. Una parte di questa quota sarà coperta dall’assegno di accompagnamento (tranne il 20% di “quota garantita”) che non verrà più incassato dalle famiglie ma andrà direttamente ai Comuni. È importante nel caso in cui un utente abbia diritto all’assegno di accompagnamento e non lo abbia mai richiesto, inoltrare la domanda all’Inps altrimenti si perde la copertura da parte del Comune. Dal canto suo il Comune copre completamente la compartecipazione se il reddito dell’assistito non supera una quota Isee: 13mila euro per gli adulti disabili non coniugati e senza figli; non superiore a 20mila euro per adulti disabili coniugati e con figli o anziani non autosufficienti coniugati (in questo caso il reddito è riferito al nucleo familiare ristretto); non superiore a 30mila euro per minori con disabilità con reddito riferito al nucleo familiare. Se l’assistito supera il reddito Isee è previsto una applicazione progressiva della compartecipazione, dal 20 al 100%. Per chi è ospitato in strutture extraregionali vale lo stesso criterio.

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