Cultura

I The Darkness infiammano il palco del Kimera Rock Festival

Gran festa doveva essere e gran festa è stata. La notizia dell’esibizione dei The Darkness ad Avezzano, per l’unica tappa italiana di questo tour estivo, aveva scatenato, nelle settimane addietro, un vortice di emozioni, entusiasmo e febbrile attesa. Fin dalle ore più calde della giornata, le porte del Kimera Rock sono state prese d’assalto da fan provenienti da tutta la penisola, a dimostrazione del fatto che la band inglese gode di un seguito di pubblico decisamente importante, dando cosi ragione agli organizzatori della manifestazione nel voler scegliere loro come band di punta per il secondo giorno del festival. Man mano che l’area concerto del centro fieristico di Avezzano si riempiva, toccava alle band d’apertura Noise Pollution, Hangarvain ed ai marsicani Double Malt alternarsi nell’arduo compito di scaldare a dovere gli appassionati accorsi sotto al palco. Bravi e professionali e, dunque, promossi.

Scende il sole sul palco del Kimera Rock, ed ormai è tutto pronto per gli headliner della serata: The Darkness. Si spengono le luci, si alzano le macchinette fotografiche dal pubblico, e via allo show, tra un tripudio di urla e flash, dell’acclamatissima band capitanata da Justin Hawkins. Si apre con Barbarian, tratta dall’ultimo album “Last Of Our Kind” del 2015, ma i quattro ragazzotti inglesi non sembrano in gran forma. Qualche pausa di troppo ed un impatto non proprio indimenticabile, fanno storcere il naso ai presenti, timorosi di assistere ad uno show sottotono. Fortunatamente questa paura svanisce nel giro di tre, quattro pezzi, quando la band ha ormai trovato l’amalgama ed il ritmo giusto per scatenarsi a dovere. Justin Hawkins è un frontman incredibile che sa come tenere in pugno il suo pubblico, cosi, tra mille sorrisi, discorsi in italiano, corse e salti da un lato all’altro del palco, la folla è ormai rapita. Alla chitarra Dan Hawkins, fratello di Justin, ed al basso Frankie Poullain, non smettono di macinare rock n’roll. Dietro le pelli c’è Rufus Taylor, batterista di per sé poco noto, ma il cui cognome rievoca i fasti di una delle più grandi band della storia: i Queen. Rufus è, infatti, figlio di Roger, storico batterista della band inglese, dal quale ha preso gli insegnamenti migliori. Si succedono Roaring Waters, Givin Up e Street Spirit, ma i veri boati di entusiasmo si raggiungono con One Way Ticket To Hell, Friday Night e I Believe In A Thing Called Love, storiche hit di successo tratte dai primi due album. Love On The Rocks chiude uno show davvero intenso.

The Darkness setlist:

  1. Barbarian
  2. Growing On Me
  3. Mudslide
  4. Black Shuck
  5. Roaring Waters
  6. Givin Up
  7. Street Spirit
  8. One Way Ticket To Hell..
  9. LIOAF
  10. Friday Night
  11. Concrete
  12. Every Inch
  13. Get Your Hands Off
  14. Stuck In A Butt
  15. I Believe In A Thing Called Love
  16. Love On The Rocks

Grazie alla collaborazione di Antonella Valente 

Foto di Gian Andrea Carpineti

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