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Terremoto: Gianni Letta e i racconti di nonna Margherita

I racconti della nonna Margherita hanno alimentato nell’animo dell’ex sottosegretario, Gianni Letta, allora bambino, il culto di «quella pagina bella che seguì a quella pagina tragica, la pagina bella della solidarietà».

«Da bambino i racconti, soprattutto quelli di nonna Margherita che il terremoto l’aveva vissuto, la madre di mia madre, hanno alimentato la fantasia, gli incubi, il terrore-riferisce Letta in occasione della commemorazione del 99/o anniversario del sisma che devastò la Marsica nel 1915 -. Perchè quelli della mia generazione sono nati e cresciuti con i ricordi dei pochi sopravvissuti che raccontavano la tragedia di quel mattino. Alle 7.52 si era salvato soltanto chi era andato per esempio a messa, come mia nonna, e quindi era per strada e non in casa; ma a casa di mio padre per esempio, ad Aielli, si salvarono soltanto i figli maschi».

«Erano otto figli – prosegue – cinque maschi e tre femmine: i cinque maschi erano tutti fuori perchè studiavano o a Tivoli o a Roma, e le donne, la madre e le tre sorelle sono tutte morte perchè erano rimaste ad Aielli. Quindi sono nato, sono cresciuto con questi racconti: non sono ricordi per me, ma sono i ricordi di un racconto che hanno alimentato questo mito, questo culto, di quella pagina bella che seguì a quella pagina tragica, la pagina bella della solidarietà, della voglia di ricostruzione e di rinascita che ha dato la possibilità ad Avezzano di rinascere più bella e più forte di prima».

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