Cultura

Avezzano, la Marsica e il circondario: un esempio di speranza per il futuro

20150521_110149Avezzano – “Nei periodi di difficoltà e di depressione non bisogna mai abbattersi perché si riesce a costruire qualcosa di bello”. É quanto ha affermato questa mattina nella sala convegni dell’ex Arssa ad Avezzano durante la presentazione del volume “Avezzano, la Marsica e il Circondario, a cento anni dal sisma del 1915”, curato da Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori ed edito dal Consiglio Regionale d’Abruzzo.  Ed è quanto è accaduto nella Marsica dopo il terremoto del 1915. La città di Avezzano e la Marsica sono state distrutte dal sisma, a cui si aggiungeva anche la prima guerra mondiale ad aggravare la situazione. “I superstiti di quella tragedia si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato duro per far rinascere la città di Avezzano e gli altri centri della Marsica” – ha continuato il sindaco Di Pangrazio .

Avezzano, la Marsica e il Circondario, a cento anni dal sisma del 1915L’opera presentata, risultato della collaborazione tra il Consiglio Regionale e l’Università dell’Aquila, mostra proprio come sia possibile ricostruire, rinascere e ridefinirsi dopo una tragedia a livello urbano, ma anche a livello economico, sociale, culturale e politico. Il volume raccoglie tutti questi tasselli nei testi di diversi autori, poi amalgamati insieme dalle due curatrici, partendo dalla città d Avezzano  per poi mostrare le conseguenze del sisma su tutta la Marsica e sulle aree limitrofe, fino ad arrivare a Roma. Nel volume vengono messe a confronto ricostruzioni storico-critiche di architetture e centri urbani, riflessioni e soluzioni progettuali, unite tutte da un unico filo conduttore che, come spiegano Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori, è quello della “perdita e reinvenzione di una identità urbana e territoriale innescate dall’evento sismico”.

20150521_110108Oltre a numerose autorità civili e militari, erano presenti molti studenti di alcune scuole superiori perché questo libro è stato pensato anche per loro, non solo come segno di speranza per il futuro, ma anche come segno della memoria e della loro identità, indispensabili per poter costruire il loro futuro. Nel corso della mattinata sono intervenuti anche il prefetto dell’Aquila Francesco Alecci; la prof.ssa Tozzi, in rappresentanza del rettore dell’Ateneo dell’Aquila; il prof. Mario Centofanti dell’Università dell’Aquila, che ha illustrato il libro nei sui dettagli; Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori, autrici del volume; Emilio Cipollone, in rappresentanza della Provincia dell’Aquila.

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