Cronaca e Giudiziaria

Terremoto Cento: Gabrielli ad Avezzano ne ha per tutti

«Poichè i nostri territori sono molto esposti, sia in termini di beni immobili, sia di persone, il vero elemento aggredibile dall’uomo è quello della vulnerabilità, cioè l’uomo può rendere gli edifici in grado di sopportare certi eventi». Così il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, a margine di un evento ad Avezzano promosso per il centenario del terremoto che nel 1915 distrusse il centro Marsicano provocando oltre 30 mila morti. «È quella che noi chiamiamo prevenzione strutturale che implica tempi e risorse e la volontà di mettere mano a questa epocale strategia di messa in sicurezza del territorio. In attesa che ciò si realizzi, la vera grande arma per mitigare le conseguenze, soprattutto sulle vite umane, è quella di pianificare l’azione che deve essere compiuta dalle comunità, dalle istituzioni, dal sistema di Protezione Civile – ha continuato Gabrielli che per 13 mesi, a partire dai giorni successivi al terremoto del 6 aprile 2009, è stato Prefetto dell’Aquila. »Si cerca di utilizzare tutte le occasioni legate alla memoria, al ricordo – ha aggiunto – tentando di far comprendere che questo è un territorio estremamente complicato sui rischi naturali, in particolare quello sismico, di far comprendere che al di là della conoscenza scientifica, alla base di tutti i più corretti approcci, ci deve essere un’attività di pianificazione di protezione civile«. »Questo perchè – ha concluso Gabrielli – in tutte le tipologie di rischio, l’obiettivo è quello di abbattere non tanto la pericolosità, in quanto molto spesso non può esserlo, bensì di gestire e mitigare il rischio e in questo senso bisogna operare sulle altre due componenti: la vulnerabilità e l’esposizione«.

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