Giudiziaria

Taglio di legna: il Parco aveva ragione

A distanza di circa due anni emergono finalmente le ragioni, sostenute sin dal primo momento dall’Ente Parco, in merito all’imponente taglio abusivo di legna (ben 4.384 piante, per un quantitativo di legname di circa 7.000 quintali!) scoperto dal Servizio di Sorveglianza del Parco in località “Vallone Pecora Morta” di Bisegna. Era, infatti, il 30 luglio 2012, quando le Guardie del Parco intervennero per sequestrare l’imponente massa legnosa abusivamente tagliata dalla Ditta Giovanni Mariani di Castellafiume.

All’azione del Servizio di Sorveglianza fece seguito un articolato esposto-denuncia dell’Ente, essendo apparsa subito evidente la rilevanza penale dei fatti.

Purtroppo, una diversa valutazione dei fatti, che sosteneva l’irrilevanza penale di essi, e la loro assoggettabilità a semplice sanzione amministrativa, aveva vanificato, di fatto, l’intervento delle Guardie del Parco, determinando la mancata convalida del sequestro di legname da parte della Procura della Repubblica di Avezzano territorialmente competente. Ad una richiesta di archiviazione del procedimento, avanzata dal Pubblico Ministero, si opponevano formalmente l’Ente Parco e il Comune di Bisegna. Con ordinanza depositata in data 30 maggio 2014 il GIP presso il Tribunale di Avezzano, accogliendo le richieste del Parco e del Comune, ha ordinato l’imputazione coatta della ditta boschiva Mariani, per i reati di danno ambientale e danneggiamento.

“Un successo per il Parco ed il Comune di Bisegna, per la tutela delle foreste di faggio, segno identitario delle montagne europee e ambienti naturali da tutelare in via prioritaria in base alla Direttiva 92/43 “Habitat” dell’Unione Europea e quindi anche delle specie che vi vivono, come l’Orso, il Lupo e tante altre, secondo la stessa Direttiva”, è la dichiarazione rilasciata dal Direttore dell’Ente, Dario Febbo.

“Il Presidente Carrara sottolinea che con la posizione a suo tempo assunta il Parco ha inteso quindi tutelare non solo il patrimonio forestale ma anche gli interessi del Comune di Bisegna, che aveva visto sottratto alla sua richiesta il prelievo indebito del legname, sottratto quindi agli stessi abitanti di Bisegna, titolari degli usi civici”.

Si tratta, evidentemente, di un provvedimento di rilevante importanza, anche a tutela della collettività locale interessata, titolare dei diritti di uso civico di legnatico.

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