Cultura

TAGLIACOZZOINFILM2014 – prossimi appuntamenti

Sabato 16 Agosto

Cinema

Teatro Talia

ore 18:00 e ore 21:15 (biglietto unico di 5 euro per entrambe le proiezioni)

Nymphomaniac vol. I

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Nymphomaniac vol. II

di Lars von Trier

ore 18:00

NYMPHOMANIAC vol I

Danimarca, Germania, Regno Unito, Belgio, 2013, 110 min, v.m. 14

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Pausa Degustazione-Fotogramma

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ore 21:15

NYMPHOMANIAC vol II

Danimarca, Germania, Regno Unito, Belgio, 2013, 123 min, v.m. 18

NYMPHOMANIAC è la storia poetica e “wild” di Joe (Charlotte Gainsbourg), una ninfomane, come lei stessa si autoproclama, raccontata attraverso la sua voce, dalla nascita fino all’età di 50 anni. Una fredda sera d’inverno il vecchio e affascinante scapolo, Seligman (Stellan Skarsgård), trova Joe in un vicolo dopo che è stata picchiata. La porta a casa dove cura le sue ferite e le chiede di raccontargli la sua storia. L’ascolta assorto mentre lei narra, nel corso dei successivi 8 capitoli, la storia della sua vita, piena di incontri e di avvenimenti. La storia è in due parti: la prima è divisa in cinque capitoli, mentre la seconda in tre. Nymphomaniac è stato presentato alla 64° edizione del Festival del Cinema di Berlino.

“Nymphomaniac è commovente. (…) Nymphomaniac, che ovviamente lungi dall’essere tutte quelle puttanate che si scrivono nei titoli dei giornali (“scandalo”, “provocatorio”, pornografico”), è un meraviglioso, tenerissimo, avvolgente, trattato visivo di quattro ore e passa sul desiderio, uno di quei film da infilare nella collana di perle di Lars von Trier insieme a Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville e Melancholia (…) (Chistian Raimo, Il Post)

“(…) Ovvio che il film di Von Trier non è un esercizio sulla pornografia. Né tantomeno un pamphlet sulla libertà sessuale e men che mai un ritratto di donna. Quello di Von Trier è un ritratto d’artista dietro la maschera della ninfomania. Nimph()maniac è il racconto metalinguistico di Von Trier nel paese del cinema. Il film, infatti, nella sua esilarante costruzione metalinguistica che ricorre allo split screen, alle sovrimpressioni, alla divisione in capitoli, imita ironicamente tutte le tecniche letterarie del modernismo letterario novecentesco quasi a volere dare corpo a un mordace catalogo delle forme possibili (…) Von Trier lavora su corpi che in realtà mettono in scena un pensiero. Il pensiero s’incarna in corpi particolari dando così vita, attraverso il gioco ironico delle forme, a una sorta di transustanziazione filosofica. I corpi esistono in quanto portatori di un discorso. (…) (Giona A. Nazzaro, MicroMega)

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=78

Domenica 17 Agosto

CineClub Ragazzi (in particolare adolescenti;+)…e chi desidera entrare nel loro mondo)

Palazzo Ducale ore 18:00 ingresso gratuito

Aishiteru My Love

di Stefano Cattini

Italia, 2013, 75 min

Un gruppo di studenti di un istituto professionale, aspiranti protagonisti dello spettacolo teatrale di fine anno, e il loro eterno, conflittuale ma necessario, confronto con se stessi e il mondo degli adulti. I volti di Francesco, giovane playboy, Helena, ballerina autodidatta, Erika, romantica sognatrice, Aisha, silenziosa e solitaria e di tutti gli altri disegnano la mappa del mondo globalizzato. I loro linguaggi, il loro abbigliamento, le loro eccentricità li riconducono a un’unica realtà in trasformazione: l’adolescenza. La finzione scenica li espone e protegge al contempo, facendo emergere tutta la forza poetica, spesso drammatica, ma anche genuinamente comica delle loro turbolenti esistenze.

Raccontare l’adolescenza al di fuori di cliché e stereotipi è il nucleo di cui si nutre il lavoro Aishiteru My Love. L’occasione mi è stata offerta da un laboratorio teatrale tenuto all’interno di una scuola in cui orbita un gruppo di ragazzi, talvolta problematico, ma non particolarmente difficile.
Sono piccole storie con le loro disarmonie, quelle che ho scelto di ritrarre, aderendo alla realtà nella sua semplicità e ruvidezza, senza mai modificarla o piegarla ai fini del racconto. In questo senso è stato un work in progress consapevole dei rischi e delle possibilità, in termini di immediatezza, offerte dai ragazzi.

La scelta di affidare il punto di vista del racconto ad un adulto, Giuseppe, coordinatore del laboratorio teatrale, non è un caso.
Il mondo esterno, sebbene escluso dall’orizzonte visivo del lavoro, penetra con tutta la sua forza e le sue problematiche nei discorsi di Francesco, Helena, Erika, Aisha, e di tutto il gruppo, facendo percepire che le storie di questi ragazzi sono spesso caratterizzate da rapporti familiari complicati, oltre a difficoltà sociali ed economiche che possono facilmente tagliare le gambe a sogni e ambizioni.
L’esigenza dunque di offrire e far fiorire in loro passioni e interessi, come avviene in questo caso con il teatro, viaggia di pari passo con il compito educativo legato alle materie di studio. Da questo sforzo “extra”, talora controcorrente, emerge il valore di quegli adulti che, seppur con i loro umani limiti, trascendono il loro specifico ruolo di mentore didattico e offrono ai giovani importanti figure di Un’ultima nota. Aishiteru significa ti amo in lingua giapponese. E l’amore è il grande tema sempre sospeso sopra tutte le vicende umane, come ogni adolescente ben sa. (Stefano Cattini)

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=101

Lunedì 18 Agosto

CineClub

Palazzo Ducale ore 18:00 Gratuito

Orlando ferito

di Vincent Dieutre

Francia, 2013, 121 min

Nel ripostiglio di un piccolo teatro di Palermo le marionette piangono il proprio destino. Nell’era del turismo di massa, nessuno sembra ascoltare più i pupi. La verità è che le cose in Europa non potrebbero andare peggio. Nel 1975 Pier Paolo Pasolini annunciava la scomparsa delle lucciole e l’imminente trionfo del castello di menzogne. Quarant’anni dopo, un regista francese giunge per la prima volta in Sicilia, in cerca di una nuova speranza politica.

“Il film mostra luoghi, parole, corpi che ruotano attorno a un asse: la ricerca delle poche lucciole sopravvissute. Il progetto crea un parallelo fra le costanti pressioni sociali cui sono sottoposti i cittadini (in particolare gli omosessuali siciliani, costretti a condurre una doppia esistenza a volte dolorosa, altre fantasiosa) e l’immagine dei pupi animati dal puparo nascosto nel buio. Questa dualità si trova ovunque in Sicilia. Come afferma George Didi-Huberman, bellezza e dolore sono legati indissolubilmente. La bellezza della natura e il caos urbano. Il desiderio di autonomia e l‘asservimento a poteri invisibili. La tradizione e la modernità. Si tratta della medesima dualità che si trova nel nostro mondo “postmoderno”, ma che in Sicilia è visibile ovunque. Il film rivela questo panorama frammentario. Perché noi rifiutiamo l’idea della “Sicilia eterna”, non contaminata dalla globalizzazione europea e da quindici anni di berlusconismo. No,Orlando ferito tenta di cogliere una Sicilia immersa in una complessità del tutto contemporanea: dall’improvvisa irruzione di Internet nella sfera dei rapporti amorosi, all’immigrazione clandestina sulle coste turistiche del Sud. Una Sicilia che, nell’arco del film, può assurgere, per noi e per il nostro mondo, a metafora dell’Europa odierna.” (Note di regia Vincent Dieutre)

“Costruito per frammenti e détour, apparenti divagazioni e “falsi movimenti” e regolato in effetti da una rigorosissima logica del discorso, Orlando ferito è un esempio rarissimo di cinema “pensante”, di cinema del dubbio e della riflessione. (…). (e, sia detto per inciso, era davvero da tanto tempo che non si vedeva un film che parlasse direttamente alla nostra condizione di europei oggi. Gli unici titoli che vi si possono avvicinare in tempi recenti sono Film Socialisme proprio di Jean-luc Godard e Un film falado di Manoel De Oliveira). Dieutre ci parla di un’Europa che, votata ormai alla sua dimensione di società dello spettacolo e/o dei consumi, ha perso quella comunanza del sentire, quella dimensione collettiva che invece avevano caratterizzato la nostra civiltà dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino al concludersi degli anni Settanta. Una catastrofe civile che è ancora più evidente in Italia, anche naturalmente per via dell’anti-etica berlusconiana. Perciò il nostro paese appare a Dieutre il laboratorio privilegiato per osservare questa crisi. E la Sicilia, per le sue evidenti caratteristiche contraddittorie, sembra essere ancor più il luogo privilegiato di osservazione, dove a fronte di un imbarbarimento – lampanti sono in tal senso alcune riprese del film che mostrano una periferia palermitana urbanisticamente de-forme, in cui sostanzialmente si è persa la “forma della città” – esistono però delle sacche di civiltà e di lotta, di condivisione e di conflitti. Non solo l’affermazione dei diritti degli omosessuali – Orlando ferito inizia con le riprese di un Gay Pride palermitano – , non solo i teatri e i cinema occupati, non solo le associazioni che gestiscono l’emergenza dei migranti a Lampedusa (straordinaria la sequenza ambientata in quest’isola, la cui desertificazione, nel modo in cui viene ripresa da Dieutre, si fa subito simbolo di una disgregazione collettiva), ma anche il retaggio della tradizione, ancora fortemente presente qui come in pochissimi altri luoghi dell’Occidente (l’altro, evidentemente, è Napoli cui Dieutre dedicherà il suo prossimo film). (Alessandro Aniballi, Quinlan)

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=102

TAGLIACOZZOINFILM2014 Africa, mia unica alternativa!

Martedì 19 Agosto

CineClub

Palazzo Ducale ore 18:00 Ingresso gratuito

The Silent Chaos + Animal Park

di Antonio Spanò + AFEA

THE SILENT CHAOS

di ANTONIO SPANO’

Italia/Repubblica Democratica del Congo, 2013, 45 min

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ANIMAL PARK

di AFEA

Italia/Repubblica Democratica del Congo, 2014, 10 min

THE SILENT CHAOS

Repubblica Democratica del Congo, Nord Kivu. Dopo anni di sanguinosa guerra civile, la società congolese ha perduto la propria identità. L’arcaismo, la superstizione e la credenza magica sono fra i pochi elementi unifcanti rimasti alla permettono anche di identifcare il diverso come una minaccia: è il caso dei sordi di Questa è la storia di chi non ha voce né speranza, di chi non cessa di combattere per la propria dignità, di chi non vuole rassegnarsi all’infelicità.

+

ANIMAL PARK

La Repubblica Democratica del Congo è in guerra dal 1996. Ai confini orientali del paese
si trova il Virunga National Park: il più antico ed importante parco africano. Al suo interno
la conservazione della natura è prioritaria, e per preservarla i guardiaparco bruciano
villaggi, stuprano e uccidono.

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=103

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