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TAGLIACOZZOINFILM2014 – prossimi appuntamenti fino a venerdì 22 agosto

Venerdì 22 agosto in occasione della presentazione di Io la conoscevo bene verranno premiati i vincitori del concorso SALA DI PROIEZIONE realizzato in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma e con Alice nella città

VINCITORI PER CATEGORIA

Sezione “SCUOLA”

FRANCESCA GIULIANI con “12 anni schiavo”

DAVIDE RODORIGO con “La grande bellezza”

GAIA SIDONI con “Questione di tempo”

Sezione “OVER 18”

ROBERTA BELLANTUONO con “Il grande Gatsby di Baz Luhrmann, tra pop e decadenza

PAOLA IANNOLA con “La sedia della felicità…sedia di lillà”

CARLO LIBERATORE con “L’inizio è la fine: La grande bellezza”

Per info sul concorso “Sala di proiezione” www.tagliacozzoturismo.it/concorso

Mercoledì 20 Agosto

CineClub

Palazzo Ducale ore 18:00 ingresso gratuito

LA VISITA

di Antonio Pietrangeli

Italia, 1964, 100 min.

Il racconto, punteggiato da ripetuti flashback, segue l’incontro di Pina (Sandra Milo), impiegata presso il consorzio agrario di un paese in riva al Po, con Adolfo (Mario Adorf), commesso in una libreria di Roma. È il primo appuntamento tra i due, conosciutisi per corrispondenza con un annuncio pubblicato su una rivista. Non più giovanissimi, Pina e Adolfo sono entrambi soli ed in cerca di una sistemazione affettiva.

(…) Secondo tassello del trittico femminile, La visita ha un andamento più classico e maggior staticità rispetto agli altri due. Circoscritti lo spazio e il tempo, il regista concentra la sua attenzione sui protagonisti. La visita è l’unico film di Pietrangeli in cui l’azione si consuma in una sola giornata, tra un arrivo e una partenza di treno, introdotta dalla voce fuori campo dei protagonisti che leggono le rispettive lettere. (…) Il film è costruito con un procedimento tipico di Pietrangeli: da un lato la rappresentazione distaccata del contesto, condita da sottolineature anche ironiche e pungenti; dall’altro la partecipazione affettiva all’esistenza dei personaggi. Anche qui c’è però uno stacco rispetto alle opere precedenti. Dopo un inizio divertito, il film cede il passo a uno sguardo sempre meno ironico e più partecipe. La visita è, come scrive opportunamente Detassis, una «commedia che scivola presto in amarezza lancinante» (in II cinema di Antonio Pietrangeli, op. cit.). (…) Pur nella brillantezza del risultato finale – giustamente Miccichè considera Pina «un personaggio femminile tra i più belli del cinema italiano postbellico» (…) – il film creò parecchi problemi al regista. (…) Uno dei risultati fu che il lungo e conflittuale sodalizio tra il produttore Ergas e Pietrangeli, iniziato con Lo scapolo, si ruppe definitivamente.” (Antonio Pietrangeli, di Antonio Maraldi, Il Castoro Cinema, La Nuova Italia, 1991)

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=104

Giovedì 21 Agosto

CineClub

Palazzo Ducale ore 18:00 Ingresso gratuito

PIETRANGELI CRITICO: RACCONTARE IL CINEMA, CAMBIARE IL CINEMA

La critica cinematografica, ieri e oggi, come incubatore dell’esperienza registica

“(…) Bisognerebbe ricordare che il fenomeno cinema presenta un interesse che va oltre il fatto particolare dell’essere o non essere, caso per caso il film un’opera d’arte: e cioè un interesse sociale, morale e politico. Bisognerebbe dedicare una maggiore attenzione alle infatuazioni collettive per certi generi di pellicole o per certi attori o per certe maniere e certe fogge di vita che dallo schermo si pongono come modello o dichiaratamente si propongono al pubblico. Bisognerebbe studiare l’influenza del cinema sulla folla, la forza di penetrazione dei suoi contenuti di segno vivo – più superficiale o più penetrante – che certi film lasciano nell’animo del pubblico, osservare le correnti di idee che essi incanalano in certi paesi, la trasformazione che operano nei caratteri e nelle abitudini. Ecco il compito dal vero critico cinematografico.

E se si considera che un film non è tanto l’espressione di opinioni individuali, quanto l’espressione di opinioni morali o politiche di un sistema, di una classe, di un popolo, si vedrà subito come un film che sembra sciocco e privo di qualunque interesse artistico, si carichi di significati caratteristici di una mentalità, di un gusto collettivo, di una civiltà insomma. Si tratti di un film creato da un produttore in modo da corrispondere ad esigenze popolari, o che nasca sotto l’influenza di una richiesta politica come mezzo di propaganda o di educazione, compito del critico sarà quello di analizzare questo contenuto e di giudicarlo per quello che è, buono o cattivo. (…) («Star», 31 marzo 1945)

Nel periodo immediatamente successivo alla liberazione di Roma, Antonio Pietrangeli, allora venticinquenne, divenne titolare della rubrica “Sala di proiezione” sul settimanale «Star». Dall’agosto 1944 al luglio 1946, Pietrangeli recensì, con occhio severo e scrittura brillante, tutti i film – nuovi o recuperati – presentati nei cinema della capitale. Quelle recensioni non sono solo testimonianza di un modo di fare critica, ma anche documento di un clima intellettuale, ricco di fervore e di speranze.

Proprio a partire dall’attività di scrittura “sul cinema” di Pietrangeli che il futuro autore di Io la conoscevo bene condusse con passione, intelligenza e rigore, e dalla sua innegabile influenza sulla sua esperienza di sceneggiatore e regista prende spunto l’incontro teso a rinvenire, nell’attività di critico cinematografico, una dimensione di incubazione dell’attività registica.

INTERVENGONO

PAOLO PIETRANGELI, Regista, cantautore, figlio di Antonio Pietrangeli

ANTONIO MARALDI, Direttore del Centro Cinema Città di Cesena, curatore dell’Archivio Pietrangeli, paolo Pietrangeli

MARIO SESTI, Regista, studioso di cinema e critico cinematografico, tra gli ideatori e i curatori del Festival Internazionale del Film di Roma, è Direttore del Festival di Taormina

ESTER MORDINI, Docente di Scuola Secondaria, consigliere del Comune di Magliano de’ Marsi, cinefila, appassionata di Antonio Pietrangeli

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=88

Ven 22 Agosto

Cinema

Piazzetta III Molini ore 21:15 Ingresso gratuito

IO LA CONOSCEVO BENE

di Antonio Pietrangeli

Italia, 1965, 122 min

Premiazione concorso “SALA DI PROIEZIONE”

Adriana Ascarelli (Stefania Sandrelli) è una ragazza che arriva a Roma dalla provincia per sfuggire dalla monotona e soffocante routine familiare e tentare la fortuna nel mondo dello spettacolo approfittando della sua bellezza e di un fisico che non passa inosservato. Cambia spesso uomini, accompagnandosi a loro con candida accondiscendenza e anche con una buona dose di ingenua incoscienza. Da sempre qualcosa di se, ma in cambio riceve solo delusioni, che nell’assommarsi aprono una voragine esistenziale da cui è difficile venire fuori.

(…) “Mani bucate” – L’estetica della solitudine. “Io la conoscevo bene” è un titolo pieno di pietà e di rimpianto. Chi è il soggetto del titolo? Chi conosceva bene Adriana? Forse uno a caso tra i numerosi amanti e praticoni del mondo dello spettacolo che si sono presi gioco di lei? Oppure si tratta di un Io più basso e corale, un Io che si solleva troppo tardi, quando qualcuno finisce male, della serie “Io la conoscevo bene, in fondo era una brava persona”: potrebbe essere la voce delle altre donne nella sua stessa condizione, che vivono di espedienti come lei, forse un’altra maschera del cinema, una delle sue colleghe. La risposta più banale, ma forse la più probabile, è che il soggetto della frase sia l’autore stesso di questo ritratto: forse è lui che, a partire dal titolo, ha voluto ripristinare la dignità che apparentemente manca al personaggio, dipingendo un quadro pieno di partecipazione e di pietà. In fondo è come se ci dicesse: io lo so che non è colpa sua, è colpa del luogo spietato e solitario che sta diventando il mondo. Con la solitudine di Adriana, Pietrangeli ha anticipato in modo profetico l’isolamento dell’individuo contemporaneo, che trascorre molto tempo in solitudine, circondato dai suoi dispositivi tecnologici. Adriana, infatti, tra un episodio mondano e l’altro, si ritrova sempre sola nel suo appartamento, la sua unica compagnia è un giradischi. Quando è sola, abita lo spazio in modo casuale, distratto (…) Adriana balla per tutto il film, balla anche quando nessuno la vede, balla da sola “La notte è piccola/ Lasciati baciare col letkiss”: non passa un attimo senza stordirsi con la musica, per evitare di pensare, di rimanere sola con se stessa. (Angela Ramaccioni, Onda Cinema)

INTRODUCONO IL FILM

ANTONIO MARALDI, Direttore del Centro Cinema Città di Cesena, curatore dell’Archivio Pietrangeli, paolo Pietrangeli

MARIO SESTI, Regista, studioso di cinema e critico cinematografico, tra gli ideatori e i curatori del Festival Internazionale del Film di Roma, è Direttore del Festival di Taormina

PAOLO PIETRANGELI, regista, cantautore, figlio di Antonio Pietrangeli

http://www.tagliacozzoturismo.it/cinema/dett.php?recordID=85

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