Cultura

Tagliacozzo, in scena “Storie di kirikù e gli animali selvaggi” al Teatro Talia

Il Teatro Dei Colori, nell’ambito del progetto “Itinerari dell’arcobaleno” presenta la 28^ edizione dello spettacolo “Storie di kirikù e gli animali selvaggi”, seconda produzione del “Progetto Mondi racconti” per l’integrazione culturale, mercoledì 9 marzo alle ore 10,30 al Teatro Talia di Tagliacozzo. Testo, regia: Valentina Ciaccia; spazio, voce narrante: Gabriele Ciaccia, con: Andrea Palladino, Valentina Franciosi, Andrea Tufo. Tecnica: Mario Serchia, Boris Granieri. Musiche e video da documentazioni etniche africane e dal repertorio jazz contemporaneo. Figure: Bartolomeo Giusti, Roberto Santavicca. Organizzazione: Gabriella Montuori. Per info: associazione Teatro dei Colori Onlus, Via dei Gerani, 45 – 67051 Avezzano (Aq) Tel. 0863.411900 – 347.3360029 – www.teatrodeicolori.it; e-mail: info@teatrodeicolori.it.

Trama: Il piccolo e furbo Kirikù ha scoperto che l’acqua si è fermata dentro una grotta e che un grosso animale ostruiva il canale, riuscirà a liberare la fonte e l’acqua tornerà al villaggio per dissetare gli esseri umani, gli animali domestici e le piante coltivate negli orti. Ma di notte il feticcio della strega Karabà va a spiare, al mattino delle strane tracce si vedono sulla terra bagnata… Negli orti sono cresciute le piante, è un giorno di festa, tutti bevono la birra, ma poi si ammalano, perché qualcuno ha messo nella bevanda uno strano fiore avvelenato. Solo il fiore della vita e della gioia può far guarire gli abitanti del villaggio, così si traveste, inseguendo il feticcio inizia la ricerca che porterà il piccolo alle soglia della terra del silenzio, dove Karabà controlla tutto e, con l’aiuto degli animali, si nasconde, prende e porta il fiore curativo. Ma Karabà di lontano osserva ogni cosa. Per fuggire il piccolo deve diventare alto e grande, un animale dal collo lungo e sottile lo aiuterà, a cavallo della giraffa, il piccolo corre lontano e finalmente vede un mondo grande, vasto e pieno di colori, di frutti, di fiori. I leoni dormono, le gazzelle saltellano, il ritmo della savana è come il passo lento dell’elefante, lontano e notturno il fischio degli uccelli sale fino alle stelle, un ghepardo corre come il vento, nel fiume di fango un rospo respira sonnacchioso, ed un ippopotamo dorme con un occhio aperto e vigile.

Con l’acqua che riempie i solchi dell’orto e disseta ogni cosa, Kirikù scopre che una strana terra si è formata: è l’argilla, idea e se imparassimo a fare del magnifici vasi? Gli anziani del villaggio insegnano a lavorare le terra bagnata che diventerà terracotta, nella notte davanti al forno la mamma aspetta la cottura dei vasi, Kirikù resta a dormire accanto a lei, il giorno seguente si parte per il mercato del villaggio grande. Ma sotto un grande albero, un bellissimo bufalo dalle corna dorate se ne sta all’ombra. Carichiamo i sacchi dei nostri vasi sulla groppa del bufalo? Faremo prima ad arrivare al mercato, solo Kirikù non vuole, e porta monili e vasetti sulle sue spalle. Giunti alle soglie del mercato il bufalo stregato da Karabà inizia a correre, tutti i vasi cadono, tranne quelli che Kirikù ha salvato nel suo sacco, sono piccoli ma belli, riuscirà a venderli. È festa nel villaggio. Tra suoni e ritmi di tamburi alla luce del fuoco, appaiono ombre sulle capanne, i bambini scoprono che le ombre sono un magnifico “gioco”, costruiscono profili di figure, animali, personaggi ed inizia un nuovo grande racconto… Un teatro d’Africa!

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