Politica

Tagliacozzo, in piazza contro chiusura pronto soccorso: interviene CasaPound

CasaPound Italia esprime la propria solidarietà ai cittadini di Tagliacozzo che oggi, venerdì 12 agosto, scenderanno in piazza per la difesa del Pronto Soccorso dell’Ospedale ‘Umberto I’, in opposizione al progetto, nell’ambito del Piano Sanitario Regionale promosso dal governatore D’Alfonso nella sua veste di Commissario per la Sanità, di una sua conversione in ‘punto di primo intervento’, con le emergenze mediche affidate in gestione nelle ore notturne al 118. “Quella dei cittadini di Tagliacozzo è una protesta giusta e necessaria, cui va la nostra doverosa solidarietà. Le politiche di tagli ai servizi essenziali, attuale dal governo regionale e nazionale in obbedienza alle folli norme sui bilanci imposte all’Italia dall’Unione Europea, vanno ormai a privare i cittadini di un diritto inalienabile quale quello alla salute”. Così Mario Angelucci, responsabile per la Marsica di CasaPound Italia, in una nota.

“La riorganizzazione della sanità – prosegue Angelucci – pur se doverosa per sanare gli sprechi dei decenni passati, in cui la sanità diveniva strumento per politiche clientelari, non può però essere dettato da imposizioni calate dall’alto da organi non eletti, ed avere come conseguenza lo svuotamento delle aree interne dei presidi sanitari ad esse indispensabili per la configurazione stessa del territorio. La disponibilità, specie nelle ore notturne, di un punto di pronto soccorso può determinare infatti la differenza tra la vita e la morte, visti i tempi di percorrenza delle strade fino agli ospedali di Avezzano e de L’Aquila, ed ai problemi di viabilità dei mesi invernali per via della neve e del ghiaccio. Allo stesso tempo – conclude Angelucci – ci chiediamo quale sia la logica che presiede dietro ai tagli di servizi essenziali nelle aree interne della Regione, come il Pronto Soccorso a Tagliacozzo o il Punto Nascita a Sulmona, nel momento in cui si vanno a potenziare le strutture sanitarie nei comuni sulla costa. Non vorremmo infatti che logiche di tipo elettorale avessero la meglio nelle decisioni dei nostri amministratori sulla necessità e sull’obbligo di garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini abruzzesi”.

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