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Tagliacozzo, i consiglieri Giovagnorio e Gargano: “Di mattina la Giunta va a gonfie vele e di sera si va al rimpasto”

Avevano ragione loro. Nonostante le schermaglie tra il sindaco Di Marco Testa e i consiglieri comunali Roberto Giovagnorio e Alfonso Gargano e nonostante le affermazioni del primo cittadino volte a dimostrare che all’interno della sua Giunta vigeva la totale “calma piatta”, ecco giungere il “rimpasto”. Forse sarà il primo di una serie o forse sarà l’unica testa a cadere, sta di fatto che i due consiglieri comunali avevano ragione nell’anticipare quanto, di lì a poco, sarebbe accaduto.
Oggi Giovagnorio e Gargano fanno luce ulteriormente su quanto accaduto e sulle mancate promesse di un gruppo politico che – a detta dei due amministratori – oltre agli slogan, ha espresso finora solo apatia e inerzia. Vediamo perché.
«Alcuni giorni fa, – affermano i consiglieri – con onniscienza di chi è abituato a comandare senza portare a casa il risultato utile ai cittadini e al benessere del nostro Comune, il primo cittadino Maurizio Di Marco Testa, dichiarava tramite carta stampata ed interviste on line, che il rimpasto della sua giunta era pura fantasia del capogruppo Roberto Giovagnorio, della Lista “Rinnovamento e Sviluppo”. Andava oltre, dicendo cosa sarebbe successo se lo stesso gruppo consiliare avesse vinto le elezioni, paventando catastrofi ed affermando: “la mia Giunta è forte e coesa e gode di ottima salute, quindi nessun rimpasto”.
Bugie bugie, soltanto bugie!
A partire da dopo il Governo del Podestà, questa è la peggior amministrazione guidata da un sindaco il quale, ogni tanto, si esalta con sprazzi di evanescente follia politica.
La mattina dichiara la solidità della Giunta, la sera invece opta per il rimpasto, così come previsto dai consiglieri Roberto Giovagnorio e Alfonso Gargano.
Chi ne fa le spese, come se la colpa fosse solo sua, è l’assessore Antonio Stipano: la sua esclusione è dovuta a un rilancio dell’azione amministrativa. Povero Tagliacozzo, poveri tagliacozzani!!!!
Pensate un po’ chi ci amministra, o per meglio dire chi ci “amminestra”, termine più appropriato a questa maggioranza.
Il fallimento politico dell’attuale primo cittadino e della sua Giunta è sotto gli occhi di tutti. Di Marco Testa dà segni di cedimento o dice bugie? Non mantiene nessuna delle promesse elettorali programmatiche fatte in campagna elettorale.
E’ un politicante allo sbaraglio che tenta di raddrizzare una situazione amministrativa fallimentare, inefficiente e drammatica per il nostro Comune. Ricordiamo che dall’alto del palco, in comizio elettorale, gridava ai suoi sostenitori, (la borghesia tagliacozzana, gli affaristi, gli amici degli amici: “Io ho conoscenze politiche provinciali, regionali, nazionali, ed anche europee”. Spinto da chi ancora oggi ne tira da dietro le fila per la propria prebenda personale, gestendo in maniera nepotistica e amichevole la pulizia del paese, tramite una società, a cui è affidato l’incarico di gestione.
Dopo tre anni, il nostro Comune è in ginocchio. Il degrado sorride a chi non riesce a gestire nemmeno la quotidianità amministrativa.
Il parcheggio di Villa Bella – precisa Giovagnorio – è sequestrato, l’Anfass è un problema irrisolto, le strade sono piene di erbacce alte due metri, le buche sono sotto gli occhi di tutti, finanziamenti falliti o meglio mai centrati, (vedasi le scuole). In tre anni nessuna opera pubblica è stata fatta, la mancanza di progettualità è il punto debole di una lista rabberciata per la vittoria. Risultato: il mal Governo alla faccia dei cittadini tagliacozzani!
Gargano e Giovagnorio auspicavano in un cambio di Giunta, per tentare un piccolissimo rilancio del territorio, (oggi di più non si può pretendere). Una distribuzione meno personalistica delle deleghe.
Ci auguravamo – proseguono – non solo una nuova gestione della delega “bilancio e patrimonio”, come avvenuto, ma anche la sostituzione della delega ai “lavori pubblici”, poiché in oltre tre anni nessun tagliacozzano conosce l’esistenza di tale assessorato, tantomeno se ne conosce il relativo assessore, inesistente.
L’unica opera pubblica realizzata è stata eseguita con i soldi prelevati dalle casse comunali.
Il tetto della scuola Bevilacqua è costato a noi cittadini la somma di 380 mila euro: soldi buttati, ne riparleremo tra qualche mese.
Quello che lo scenario politico tagliacozzano presenta oggi, è un rimpasto troppo limitato e soprattutto dimostra quell’attaccamento alla “beata seggia”, a cui si è tanto legati.
Siamo fermamente convinti che l’attuale maggioranza reggerà per tutto il mandato elettorale e continuerà a far piangere Tagliacozzo e i tagliacozzani.
A volte, una semplice doccia non basta, ci vorrebbe un bel bagno di umiltà, rassegnando le dimissioni per provata incapacità amministrativa.
Buon Ferragosto tagliacozzani!».

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