Politica

Tagliacozzo, Dissenso dei consiglieri Giovagnorio e Gargano all’aumento delle tasse deciso dalla Maggioranza

Delusi e amareggiati dall’ultimo Consiglio comunale, che ha visto l’introduzione di nuovi balzelli per i cittadini di Tagliacozzo, i consiglieri comunali Roberto Giovagnorio e Alfonso Gargano esprimono, senza mezzi termini, il loro dissenso, avanzando però anche una proposta concreta, per evitare di tartassare nuovamente le famiglie. Vediamo in che modo.
«In tempi di crisi economica e sociale» sottolineano i consiglieri comunali «dove le famiglie soffrono terribilmente la quotidianità della vita, dove manca il lavoro e i soldi – dopo il salasso Tari, Tasi, Imu – diminuiscono sempre più, le Amministrazioni comunali dovrebbero aiutare i cittadini, evitando anzitutto altre tasse.
Voi, invece, avete scelto la linea politica più semplice: quella di continuare a tassare pensioni e buste paga. E NO su tutta la linea, a tutte le proposte della Minoranza, ad esempio, quella di voler spalmare le tasse in maniera più omogenea.
Avete preferito tassare le prime case e non toccare le seconde, terze e quarte case. La vostra scelta politica di non tassare “il mattone”, anzi preservarlo, coincide con lo slogan elettorale “diventiamo ricchi tutti insieme“: cosa che contraddistingue la vostra Maggioranza.
Aumentate soprattutto l’aliquota Irpef dello 0,3 per cento, per incassare 175 mila euro, dovuti allo Stato per ottemperare al Fondo di solidarietà.
Scelta troppo semplice e deprimente: incidere ancora sui redditi dichiarati. Scegliete di aumentare una tassa per coprirne un’altra: perbacco, che fantasia! Non siete stati in grado di dare un segnale forte di cambiamento, cercando soluzioni alternative all’aumento dell’Irpef, continuando ad aumentare le tasse, e a compromettere ulteriormente i redditi dei cittadini tagliacozzani.
Potevate provare ad impegnarvi un po’ di più, anche se non avreste mai pensato a rimettere in cassa, per una annualità, i vostri benefici economici, che a fine mese ottenete dal Comune. Lasciare per un anno gli stipendi della politica nelle casse comunali: è un vostro dovere morale!
Rimanete seduti sulla vostra “seggia”, ma fatelo gratis. Lo dovete alle famiglie tagliacozzane.
Un buon padre di famiglia, se necessario, taglia i costi per qualche anno. Non aggrava ulteriormente il bilancio di famiglia.
In un momento di grave crisi economica, la soluzione da voi scelta di aumentare l’Irpef a tutti i cittadini del comune, non era l’unica risposta possibile. La vostra scellerata e dispendiosa politica economica non fa altro che portare a nuove tasse. Invertite la rotta! Quando capirete che è politicamente folle aumentare una tassa, per coprirne un’altra?».
A questo punto, per dare un’idea su una possibile alternativa, i consiglieri fanno due conti. Vediamo quali.
«Se rinunciate alle vostre indennità per un anno, – proseguono – il Comune risparmierà 65 mila euro. Se si tagliano i costi delle manifestazioni di piazza per un anno, si ottengono ulteriori validi risparmi: 65 mila euro dal Festival di Mezza Estate; 10 mila euro dalla kermesse “Ascanio”; e 6 mila euro azzerando il Premio di poesia. Ma non solo.
Se si tagliano del 50 per cento i costi relativi alla partecipazione al Consorzio stradale di Marsia, si risparmiano altri 30 mila euro.
In questo modo, l’aliquota Irpef per tutti i cittadini non sarebbe aumentata!
Ma a voi non interessa tagliare i costi. Voi siete attaccati alla vostra “beata seggia”, per lo stipendio mensile regolarmente accreditato.
Non solo. Non taglierete un bel niente, perché siete soliti coltivare il vostro orticello, per tentare una nuova elezione alla prossima tornata elettorale.
Del programma “Rinascita” non avete attuato un solo punto. Tutti gli anni lo riproponete, ma quello a cui tenete di più non e’ tanto realizzare qualche punto del vostro “libro dei sogni”, quanto aumentare l’Irpef dello 0,3 per cento, pur di non restituire i vostri compensi, come invece hanno fatto tanti amministratori virtuosi.
Riteniamo infatti – aggiungono Giovagnorio e Gargano – che la funzione di sindaco, assessore o consigliere, debba essere svolta a favore del cittadino, per il raggiungimento del bene comune. E in periodi di grave crisi economica, come quella che stiamo vivendo, ogni amministratore pubblico dovrebbe contribuire, in prima persona, alla riduzione della spesa pubblica, rimettendo nelle casse comunali la mensilità acquisita.
Aumentate l’Irpef, godetevi lo stipendio, e rimanete pure attaccati alla vostra “benedetta seggia”: i cittadini-elettori di Tagliacozzo ringraziano sentitamente!».

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