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Tagliacozzo, Carabinieri e studenti dell’Argoli fanno il punto sul “Bullismo”

Insegnare la cultura della legalità, prevenire molestie, violenze e comportamenti deviati. Come? Non nascondendosi, ma uscendo allo scoperto. Ecco alcuni dei punti trattati nell’incontro sul “bullismo”, tema delicato e attuale, svoltosi questa mattina presso l’Isti­tuto Tec­nico Turistico “Argoli”.

Protagonisti dell’incontro i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo. Relatore dell’incontro è stato anche stavolta il capitano Lorenzo Pecorella, già noto ai ragazzi della scuola, per aver tenuto in passato altri incontri sul tema della legalità.

Il dibattito con le forze dell’ordine, si inserisce nell’ambito del “Progetto di Educazione alla Legalità”, curato dalla professoressa Claudia Sansone che, già dallo scorso anno, punta ad organizzare vari incontri tra  i ragazzi delle Superiori e della 3° Media dell’Istituto con le istituzioni esterne alla scuola: per affrontare con chiarezza temi quali alcool, droga, bullismo, lotta all’illegalità, eccetera. La proiezione di un filmato, volto a far conoscere l’Arma dei Carabinieri, apre l’incontro.

Il capitano entra in argomento, partendo dalle due funzioni principali dell’Arma: quella preventiva e quella repressiva. Chiarisce poi cosa sia la “legalità”, e come vari la “percezione dei cittadini” rispetto ad essa, a seconda dell’ambiente in cui si vive. Altri punti su cui pone l’attenzione dei ragazzi sono la costruzione della cosiddetta “reputazione sociale” di ognuno di noi e il concetto del “buon esempio”, che va adottato proprio per contrapporsi al “bullismo”. Ma chi può definirsi un “bullo”?

In pratica, è chi adotta comportamenti prepotenti, che possono andare dall’insulto, alla molestia, alle scritte offensive, al cosiddetto “cyberbullismo”, o bullismo elettronico, attuato ad esempio attraverso la pubblicazione di una foto su facebook, oppure l’invio ad altre persone, senza l’autorizzazione della “vittima”. Per contrastare tale fenomeno, recentemente l’Arma ha istituito un apposito “Codice”, con indicazioni concrete, ad esempio, a chi rivolgersi o quali provvedimenti sono previsti dalla legge.

Ad un certo punto dell’incontro, viene trasmesso un “video”, realizzato dagli stessi ragazzi dell’Istituto, delle classi Prime e Seconde. Il video parte come un “cazzotto nello stomaco” con il dramma dello “stalking” e del “femminicidio”, mentre la canzone “Bring me to life” (Evanescence) – che tradotta significa “Riportami in vita” – accompagna i ragazzi dalla violenza di certi comportamenti, alla ricerca delle soluzioni.

Attraverso le immagini, gli studenti hanno infatti ribadito come anche il “bullismo” lasci delle ferite in chi lo subisce. E allora come contrastarlo? «Uscendo allo  scoperto – suggeriscono letteralmente i ragazzi – solo così potremo essere felici». Il video termina con l’immagine-tipo di una “famiglia”: perno di tutti i giovani.

Nel fare i complimenti ai ragazzi per quanto realizzato, Pecorella sottolinea l’importanza di avere “punti di riferimento” nella società. «A partire proprio dalla famiglia e dalle forze dell’ordine. E’ importante – prosegue il capitano – fare le scelte corrette, per evitare di cadere in comportamenti deviati, come ad esempio, il bullismo, l’alcool o la droga. Ciò può accadere in momenti della vita particolari, in cui si è tristi o insoddisfatti e magari si pensa che uno spinello o un bicchiere di vodka possano essere la soluzione. Ovviamente non lo sono. Tuttavia, può capitare di sbagliare. Ma se si riflette su un errore compiuto – precisa Pecorella – e da esso si trae una lezione, allora anche il fallimento può diventare un successo».

Nella parte finale dell’incontro poi, si è dato il via alle domande da parte dei ragazzi e il capitano ha risposto dettagliatamente alle loro curiosità.

Un consiglio agli adulti: poiché soprusi e molestie non sono facili da individuare, in caso di dubbio, vale la pena rivolgersi alle stesse forze dell’ordine o ai Servizi Sociali, anche solo per un consiglio. La collaborazione tra gli adulti – sia nel mondo della scuola che in famiglia – è l’unica strada per scegliere la soluzione più giusta.

 

(Autore delle fotografie: Valeria Butuc)

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