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Tagliacozzo, Caos in Consiglio comunale: Giovagnorio e Gargano lasciano l’aula per protesta

Bagarre ieri pomeriggio nel Consiglio comunale di Tagliacozzo. Eppure, avrebbe dovuto essere un’assise tranquilla: pochi i punti da affrontare all’ordine del giorno. Invece, le mancate risposte alle interrogazioni da parte del sindaco Maurizio Di Marco Testa e della sua Maggioranza hanno mandato in escandescenza i consiglieri Roberto Giovagnorio e Alfonso Gargano.
«Il mancato rispetto politico che questa Maggioranza deve a tutti i consiglieri comunali – sottolinea Giovagnorio – e specialmente a chi esercita la Minoranza, non rispondendo alle “interrogazioni” in tempo utile, più le diffide fatte e le segnalazioni al Prefetto, mi costringono ad abbandonare l’Aula per protesta.
E’ impensabile» prosegue sdegnato il consigliere «che chi, come il sottoscritto eletto con un plebiscito di preferenze seppur in Minoranza, non possa interl

oquire con i propri elettori sui temi che gli stessi gli sottopongono, perche le risposte politiche dell’attuale Maggioranza non solo tardano ad arrivare ma spesso non arrivano affatto».
Ma Giovagnorio, stanco di questa situazione, prosegue. «Non rispondere a un’interrogazione entro 30 giorni, a cui va aggiunta la diffida, significa infischiarsene dell’intera popolazione, dimostrando una sfrontatezza che fa riflettere tutto il paese.
Cambiare il regolamento del Consiglio comunale, spostando le interrogazioni dal primo all’ultimo posto, a colpi di Maggioranza, significa non voler far conoscere alla gente i problemi che gli stessi cittadini, tramite i loro rappresentanti, vogliono conoscere.
D’altronde l’operato dell’attuale Maggioranza è sotto gli occhi di tutta la popolazione: dopo il niente arriva il nulla.
Completamente disatteso il programma elettorale della lista “Rinascita”, e la cosa più incredibile è che nemmeno un punto dello stesso, dopo tre anni di legislatura, è stato realizzato.
Al sindaco e agli assessori non rimane altro che la famosa frase tanto declamata in campagna elettorale: “diventiamo ricchi tutti insieme….”.
E alla luce di quanto accade, lascio l’Aula consiliare per protesta.
Chiedo, inoltre, al presidente del Consiglio, signor Paolo Rapo, di verificare che questo mio intervento venga inviato al signor Prefetto dell’Aquila, dagli uffici preposti. Diversamente, passati i termini di legge, lo invierò io stesso tramite le Autorità competenti. Buon proseguimento». A questa dichiarazione, si associa immediatamente il consigliere di Maggioranza Alfonso Gargano che, prima di abbandonare l’aula per protesta, non esita a ribadire il proprio dissenso.
«La tanto proclamata “casa di vetro”, la trasparenza sbandierata a destra e a manca dal primo cittadino, non esiste, perché la mancata risposta alle interrogazioni nasconde qualcosa di più del menefreghismo e della superbia dell’attuale Governo cittadino».

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