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Sviluppo delle Aree Interne, non c’è una buona parte della Marsica

«Sviluppo delle Aree Interne, non c’è una buona parte della Marsica» Questo è quanto premette Vincenzo Mini, Capogruppo consiliare di OricolaCamp, intervenendo dal Distretto Industriale Piana del Cavaliere: «Da luglio rimarcavo incessantemente, quasi in solitaria, sulla scomparsa del nostro territorio e dell’intera Marsica dai radar della Regione. Adesso sono state rese note le quattro Aree Interne abruzzesi scelte: Val Fino-Vestina, Basso Sangro-Trigno, Valle del Giovenco e Valle Roveto, Gran Sasso-Valle Subequana, che faranno parte dell’Accordo di partenariato 2014-2020, trasmesso dall’Italia all’Unione europea». Per Aree interne si intendono luoghi distanti da centri di agglomerazione e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili ma al tempo stesso dotati di risorse che mancano alle aree centrali. Territorio “rugoso”, con problemi demografici ma al tempo stesso fortemente policentrico e con elevato potenziale di attrazione. In un documento dell’allora Ministro Barca sulle Aree Interne sono riportati tre obiettivi: Tutelare il territorio e la sicurezza degli abitanti affidandogliene la cura; Promuovere la diversità naturale e culturale e il policentrismo aprendo all’esterno; Rilanciare lo sviluppo e il lavoro attraverso l’uso di risorse potenziali male utilizzate. «Le conclusioni del documento sulle Aree Interne, dell’allora Ministro Barca, parlano che una valorizzazione adeguata delle aree interne può consentire nuove, significative opportunità di produzione, di lavoro, attrattività dei luoghi e minori costi dello stato sociale – prosegue Mini – confermano ancora una volta dell’ennesimo scippo ai nostri danni». «Non desidero alimentare nessuna polemica – conclude Mini – ma credo che i vessilli sventolati del Progetto Marsica o Contratti di Sviluppo, con fondi vecchi, siano palliativi rispetto ai flussi della nuova programmazione europea che stanno prendendo altre strade».

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