Cultura

Strage di Parigi, le parole di Oriana Fallaci tornano a far riflettere

All’indomani della terribile strage che, a meno di un anno dall’attacco a Charlie Hebdo, ha nuovamente colpito Parigi, tornano a far riflettere le parole della scrittrice fiorentina Oriana Fallaci. Centinaia di citazioni del suo libro ‘La rabbia e l’orgoglio’ pubblicato dopo l’11 settembre del 2001, seguito da La forza della ragione (2004) e Oriana Fallaci intervista se stessa (2004), spopolano sul web, sui giornali e sui social network per la sconvolgente attualità delle analisi che la Fallaci fece sul rapporto tra l’Islam e l’Occidente. Di seguito alcuni estratti della sua trilogia.

Il 29 settembre del 2001 il Corriere della Sera pubblicò La Rabbia e l’Orgoglio, in cui Oriana raccontò le ore che seguirono la tragedia delle Twin Towers. Il lungo articolo diede inizio ad un dibattito senza precedenti in Italia e all’estero, che analizzava gli attriti innescati dallo scontro di civiltà tra Occidente e Islam. L’opera, che partiva dalla ferita che l’attacco alle Torri Gemelle sferrò al mondo occidentale, rimarcò l’ottusità dell’Islam e l’impossibilità di una convivenza serena, richiamando la coscienza dei lettori a ricucire l’orgoglio ferito con la rabbia e la razionalità. Nel 2004 uscì La Forza della Ragione, libro che proseguì l’attacco alla coscienza occidentale. La dedica del libro è rivolta alle vittime dell’Islam. In quelle righe la Fallaci ricorda quell’ex fornaio Fabrizio Quattrocchi <<che umiliando la codardia dei traditori nostrani affrontò i suoi carnefici dicendo: Ora vi faccio vedere come muore un italiano>>. Pochi mesi dopo uscì Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse. In questo libro Oriana trasfigura il testo dell’Apocalisse dell’evangelista Giovanni, nel quale si parla di un mostro con 7 teste e 10 corna che saliva dal mare: <<tutti si inginocchiarono ai suoi piedi e gli consentirono di offendere Dio e di profanare il tempio. Gli permisero di far guerra a coloro che appartengono al Signore e vincerli>>.

Dopo la pubblicazione della trilogia, piombarono sulla scrittrice dure critiche sia da parte del mondo politico, sia da parte degli esponenti dell’opinione colta. Anche le femministe la rinnegarono definendola razzista, le stesse che anni prima s’inorgoglivano per l’elmetto di Oriana e per il coraggio che le permise di gettare lo chador, il velo portato dalle islamiche, di fronte all’ayatollah Khomeini rischiando il linciaggio: <<Alle femministe di cattiva memoria, giù la maschera false amazzoni, dov’è finito il vostro femminismo? Com’è che sulle sorelle afgane assassinate e seviziate imitate il silenzio dei vostri ometti? Com’è che non organizzate mai un’abbaiatina dinanzi all’Ambasciata dell’Afghanistan? Oppure delle sorelle afgane non ve ne importa un accidente perché le considerate inferiori? In tal caso chi è razzista qui: io o voi?>>. Adel Smith, presidente dell’Unione Musulmani in Italia, noto per la proposta di togliere il crocifisso dalle scuole, definì Oriana ‘’patetica’’.

Il messaggio che la Fallaci trasmise con i suoi ultimi scritti è la convinzione che non esiste un Islam moderato, l’idea di esso è nata dall’ottimismo degli occidentali, perché i precetti che impartisce nei suoi seguaci sono leggi assolute, che non devono essere interpretate ma eseguite, che cercano di imporre il regime teocratico in tutto l’Occidente. Secondo la Fallaci non c’è un islamismo moderato, esistono dei musulmani moderati ma si tratta di una minoranza così esigua che fare affidamento su di essa è utopia. Come spiegò nei suoi scritti, Oriana rimase sconcertata dal <<ventre molle dell’Occidente>> l’ormai <<Eurabia>>, e delusa per l’atteggiamento remissivo con cui si poneva davanti alla rinascita islamica. “Invece di difendere la nostra civiltà – scriveva la Fallaci – in cui i diritti umani sono rispettati, in cui un precetto religioso non diventa legge, in cui un peccato non diventa reato, rinneghiamo la nostra identità e le nostre radici”. Il 15 settembre del 2006, all’età di 77 anni, Oriana morì, lasciando un grande vuoto nella scena italiana. Oggi, alla luce dei terribili atti terroristici che hanno coinvolto il mondo intero, chi decise di far finta che niente di così tragico fosse stato scoperto dalla Fallaci, si sbagliava?

 

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