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Strada Prati d’Angro, interviene la Società Italiana per la Storia della Fauna

Sulla questione che riguarda la sistemazione della strada dei Prati d’Angro, nel territorio di Villavallelonga, a cui si sono prontamente opposte le associazioni di tutela ambientale operanti sul territorio abruzzese, interviene anche la Società Italiana per la Storia della Fauna, promotrice nel gennaio del 2013 di un appello per la salvaguardia della residua popolazione di orso bruno marsicano, esprimendo tutte le preoccupazioni al riguardo.

“In particolare – dichiara l’associazione – riteniamo che una strada di penetrazione, quando asfaltata, facilita non solo il traffico e la sua percorribilità bensì anche il turismo di rapina e la speculazione, incidendo, in modo irreversibile, sulla tranquillità dell’area attraversata. L’area in questione custodisce alcune tra le emergenze più preziose dell’intero territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, come ad esempio, la faggeta della Val Cervara che, con esemplari di oltre 500 anni di età, è stata riconosciuta come la più antica d’Europa ed è candidata a diventare patrimonio mondiale dell’Umanità sotto l’egida dell’UNESCO”.

“Non a caso il recente episodio del ritrovamento dell’orsetta Morena, poi meritoriamente allevata e, in seguito, rilasciata in natura dai tecnici del Parco, ha avuto come teatro proprio la zona di cui ci stiamo interessando – prosegue la Società Italiana per la Storia della Fauna – in un comprensorio che ospita tali eccellenze è assolutamente fuori luogo proporre interventi simili anche perché, per far sì che la citata strada assolva alle funzioni legittime di servizio ai proprietari dei terreni e agli allevatori, quantomeno nel tratto attualmente privo di copertura bituminosa, esistono oggi tecniche avanzate e collaudate per la realizzazione e manutenzione di strade bianche”.

“Riteniamo pertanto di dover invitare l’Ente Parco a riconsiderare il nulla osta già concesso e a proporre all’ amministrazione di Villavallelonga progetti alternativi per la valorizzazione dell’area e lo sviluppo dell’occupazione – conclude l’associazione – d’altronde l’esistenza stessa del Parco e la presenza di una vitale popolazione di orso marsicano rappresentano di già un fattore non secondario di sviluppo dell’area che non può essere compromesso da iniziative simili considerando il precario status di conservazione della specie. Per chi conosce le vicende dell’orso in Italia torna tristemente alla memoria la storia della strada di Malga Flavona che realizzata nella Valle di Tovel, ultimo rifugio dell’orso del Trentino, ne segnò la definitiva scomparsa”.

ARTICOLO PRECEDENTE: http://marsicanews.com/strada-prati-dangro-le-associazioni-fermare-immediatamente-lassurdo-progetto/

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