Italia

Stop sfratti e Iva, ecco il milleproroghe

Il decreto “milleproroghe” scade il primo marzo, il voto di fiducia è una scelta obbligata anche a causa del crocevia di altri decreti da convertire in legge tra Camera e Senato nelle prossime due settimane. Ieri pomeriggio è cominciata la discussione generale, in serata la richiesta del governo sul testo blindato uscito dalla maratona delle commissioni, che sarà licenziato oggi da Montecitorio. Diverse le novità introdotte tra cui il ritorno al passato per i regimi delle partite iva, lo slittamento degli sfratti, lo stop alle sanzioni per le regioni che sforano il patto di stabilità e la marcia indietro sulle frequenze tv. Partite Iva. Torna al 27 per cento l’aliquota per i contributi Inps degli autonomi. Aumenterà al 28 e al 29 per cento fino al 2017. Modifiche anche al regime dei minimi aumentati dalla legge di stabilità. Per i redditi fino 30mila euro sarà possibile scegliere il forfait del 15 per cento oppure del 5 per cento per cinque anni o fino al raggiungimento dei trentacinque anni di età. Una misura sollecitata da tutti i partiti che se fosse restata in vigore come previsto dalla finanziaria, avrebbe penalizzato maggiormente i giovani lavoratori autonomi a tassazione separata. Sfratti. È una delle correzioni più attese, chiesta a gran voce dai Comuni che avevano denunciato pericoli di tenuta sociale specialmente nelle grandi città. Si tratta di una mini proroga di quattro mesi del blocco degli sfratti: la norma prevede che sia il giudice a stabilire uno slittamento per favorire il passaggio “da casa a casa” dell’inquilino.

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