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Giudiziaria

Spariscono con i soldi in tasca senza ultimare i lavori: denunciato per truffa anche un marsicano


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truffa-banca

L’Aquila – Due titolari di una ditta edile, un marsicano ed un siciliano entrambi residenti nel reatino, sono stati denunciati per truffa dalla squadra mobile dell’Aquila. I due amministratori dell’impresa edile con sede nella provincia di Rieti, avevano sottoscritto un contratto per la costruzione di una abitazione in uno dei paesi limitrofi al capoluogo di regione abruzzese ma, dopo aver incassato una somma di denaro richiesta prima dell’ultimazione dei lavori, hanno abbandonato il cantiere adducendo una momentanea difficoltà economica e si sono resi irreperibili.

Il rapporto tra il committente dei lavori e i due amministratori era iniziato dopo il terremoto del 2009 in occasione di alcuni lavori di ricostruzione post-sisma. Quando il committente decide di costruire una nuova abitazione su un terreno di sua proprietà, decide di affidarsi ai quella stessa ditta edile. Viene quindi stipulato un primo contratto per la realizzazione della struttura portante, ma DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) dell’azienda era scaduto da pochi giorni. Gli amministratori allora rassicurano il committente sulla regolarità di ogni adempimento in ordine all’esercizio dell’attività edilizia, dicendo di essere in attesa che venisse loro recapitata la nuova documentazione. Per aggiudicarsi l’appalto, vista la titubanza del committente, in accordo con quest’ultimo inseriscono nel contratto, poi sottoscritto, una clausola nella quale si attesta che gli stessi si dichiarano in regola con le normative vigenti in materia e con ogni adempimento connesso alla costruzione dell’immobile. Inizia così la realizzazione dell’immobile, i lavori previsti dal contratto vengono portati a temine e la ditta riceve il compenso pattuito.

Viene quindi stipulato un secondo contratto di appalto per la realizzazione delle tamponature esterne, delle tramezzature interne ed di altri lavori connessi. Anche in questo caso, non avendo ancora il DURC in regola al momento, i due amministratori inseriscono la stessa clausola del primo contratto ed iniziano anche questi lavori. Ad un certo punto però, neanche a metà dei lavori appaltati eseguiti, i due dichiarano di essere in un periodo di momentanea difficoltà economica e chiedono al committente l’anticipo della cifra pattuita per far fronte alle sopravvenute esigenze, garantendo l’ultimazione dei lavori. Il committente, convinto che ormai si fosse instaurato anche un rapporto di fiducia con i due, concede loro la somma richiesta. Dopo qualche giorno dal pagamento però gli operai non si recano più in cantiere ed i due amministratori si rendono irreperibili non rispondendo al telefono né ritirando le varie raccomandate postali con le quali si comunicava la risoluzione del contratto per inadempienza.

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