Cronaca e Giudiziaria

Spaccio di stupefacenti, giovane marsicano condannato in primo grado e assolto in Appello

Avezzano – Arrestato a Carsoli il 09 settembre 2011 dai Carabinieri di Agosta per un possesso di circa 10 grammi di hashish già divisa in dosi, con rinvenimento di presunto materiale da taglio e confezionamento e sequestro di denaro. Immediatamente scarcerato dall’allora Gip del Tribunale di Avezzano Dr. Stefano Venturini, condannato in primo grado dal Giudice monocratico Dr.ssa Anna Carla Mastelli a sei mesi di reclusione ed euro 1.100,00 di multa, assolto in grado di Appello perché il fatto non sussiste.

Questa è la vicenda, conclusasi come meglio non si poteva, di un giovane avezzanese, dipendente di una nota multinazionale. All’epoca dei fatti M.F., 27 anni, intercettato da parte dei Carabinieri del comprensorio, fu trovato in possesso di 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, nonché vario materiale da taglio e confezionamento all’interno della sua abitazione, relativo bilancino di precisione ed appunti manoscritti riconducibili ad acquirenti della sostanza stupefacente.

Il Giudice, in sede di primo grado Dr.ssa Anna Carla Mastelli, ritenne di dover accogliere la prospettazione rappresentata dalla pubblica accusa, limitando però la condanna nel minimo edittale ritenendolo responsabile del modesto quantitativo di hashish, condannandolo alla pena di mesi 6 di reclusione ed € 1.100,00 di multa.

Ma il giovane, ben sapendo di essere completamente innocente rispetto a quanto inopinatamente gli veniva contestato, attraverso il suo legale, Avv. Roberto Verdecchia del foro di Avezzano, formalizzava l’atto di appello che in data odierna veniva in toto accolto dalla Corte d’Appello di L’Aquila presieduta dal Dr. Aldo Manfredi, riconoscendo la sua completa estraneità rispetto alla cessione della sostanza stupefacenti a terze persone, dimostrando che gli appunti oggetto di sequestro non erano riferibili alla sostanza stupefacente, e che il quantitativo di hashish una volta analizzato non aveva quel grado di purezza presunto originariamente dagli inquirenti, tale da rendere penalmente perseguibile il fatto storico.

1 Comment

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  1. Salvatore Ruggeri

    12 marzo 2017 at 21:43

    Ma come sono bravi i magistrati di Avezzano………e il Csm che fa ?

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