Italia

Spaccatura M5S, più vicina la scissione

I venti di scissione nel Movimento 5 Stelle si materializzano. Gianroberto Casaleggio arriva a Roma, incontra il direttorio e va via senza partecipaRe all’assemblea serale dei parlamentari e senza incrociare i dissidenti. Anche perché se i ribelli vogliono andare via «facciano pure, liberissimi…», avrebbe detto il guru grillino ai cinque che hanno il compito di guidare i pentastellati in questa fase delicata. L’assemblea dei parlamentari segna un passaggio chiave. È qui che, con l’assenza dei dissidenti, c’è la rappresentazione plastica di ciò che sta avvenendo. Oltre cinquanta le diserzioni. Molti di loro non vogliono legittimare il nuovo direttorio, che ieri sera si è insediato ufficialmente. Soprattutto a Montecitorio, i deputati starebbero valutando di rassegnare le dimissioni. Le voci di una scissione ormai alle porte si fanno sempre più insistenti e rimbalzano tra i “falchi”. C’è chi parla di 20 senatori e 27 deputati pronti a lasciare. Il gruppo di Palazzo Madama così ne uscirebbe dimezzato. Intanto il senatore e tesoriere del gruppo, Giuseppe Vacciano, si è preso 2-3 settimane per riflettere sul da farsi: restare nel Movimento o lasciare Palazzo Madama. Lo stesso il deputato Cristian Iannuzzi. Tra i 5 Stelle si fa sempre più strada la convinzione che il Pd, e non solo il partito di Renzi, stiano facendo scouting tra le loro file.

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