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Soccorso alpino a pagamento anche in Abruzzo

Chiamare l’elisoccorso senza una reale situazione di emergenza può costare caro. L’Abruzzo vuole aggiungersi alle altre regioni che hanno aderito all’iniziativa, facendo pagare un ticket salato a chi troppo disinvoltamente chiede l’intervento del soccorso alpino, magari dopo essersi avventurato in montagna senza una preparazione idonea o con un’attrezzatura inadeguata. Una modifica alla legge 24 del 2005, come riporta il quotidiano di oggi AbruzzoWeb, è stata approvata dalla commissione e sarà presto legge, presumibilmente entro l’inizio della stagione invernale. La legge consentirà il fuoripista solo se si è in possesso dell’attrezzatura di soccorso e di un’apposita polizza assicurativa. “Con le dovute precauzioni, quindi con l’equipaggiamento di rito, come l’Arva (apparecchio di ricerca in valanga, ndr), quella dei fuoripista è una libertà di cui l’escursionista gode in molte parti, anche in molte regioni alpine” – dichiara ad AbruzzoWeb Agostino Cittadini, presidente del collegio regionale d’Abruzzo Guide Alpine, d’accordo sulla modifica legislativa. La macchina dei soccorsi che interviene in casi di emergenza ha un costo elevato perché è composta da personale specializzato e mezzi equipaggiati. “Paghiamo già la sanità – ammette Cittadini -, ma quando il soccorso è dovuto a imperizia e non è di tipo sanitario il discorso è diverso”. E il motivo dell’assicurazione è proprio per sopperire ai costi. “Oggi – ricorda – si consiglia di farsi la tessera al Cai proprio perché include un’assicurazione tra l’altro di carattere europeo”.

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