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Cronaca e Giudiziaria

“Slot machine? No grazie”: esperti e ricercatori a convegno sulla ludopatia


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Grazie ai continui sforzi organizzativi del Prof. Gabriele Gaudieri e di altre importanti personalità del mondo universitario aquilano e non solo, per Sabato prossimo 25 Ottobre a partire dalle ore 09:00 all’interno del Dipartimento di Medicina, Sanità Pubblica e Scienze della Vita, si svolgerà un interessante convegno dal titolo: ”Slot Machine ?No grazie” che si prefigge la finalità di studiare l’atteggiamento ossessivo-compulsivo dei giocatori con particolare attenzione rivolta agli adolescenti. I lavori termineranno alle ore 18:30 con una pausa pranzo prevista per le 13:00.Dal gioco d’azzardo si può uscire, ma come dimostrano alcuni recenti studi di settore, c’è bisogno, prima che si intraprenda una efficace psicoterapia, della volontà del soggetto sottoposto a trattamento di intraprendere un cambiamento dello stile di vita. Questa volontà consiste nel raggiungimento della consapevolezza dell’essere in difficoltà. Nell’intraprendere una terapia non è utile che il “giocatore” sia costretto da un familiare. Infatti ogni tentativo di bloccare l’attività, o lo spiegarne la distruttività e insensatezza del giocare d’azzardo, in realtà incrementa l’attività del gioco a causa dell’aumento del senso di inadeguatezza non sentendosi compreso e quindi isolato, solo.L’altro elemento importante che può spingere alla necessità di rivolgersi ad uno psicologo, è la perdita della libertà nel giocare, non è possibile fermarsi! Il gioco come necessità, qualcosa più forte di noi stessi. Non si è più liberi di giocare, si è “costretti a farlo”. Quasi sempre il giocatore compulsivo d’azzardo arriva al primo colloquio spaventato dall’emergenza perdite-spese-debiti, che bisogna subito affrontare con un piano di risanamento ragionato che lo responsabilizzi e non risponda alla logica del tutto subito. Si rende sempre necessario che il giocatore eviti di gestire grosse somme di denaro, è consigliato che esca di casa con lo stretto denaro necessario. Questo aiuta, nel momento di astinenza nel quale non avendo denaro a disposizione ci si controlla meglio, aumentando il senso di autoefficacia e facilitando il percorso psicoterapeutico. La psicoterapia per essere efficace e durevole deve essere seguita per diversi mesi e con frequenza settimanale, “l’atteggiamento ossessivo compulsivo di dipendenza è secondario ad un malessere nascosto e più profondo”.Le slot e il gioco in genere, diventano spesso un modo (autolesivo) per rifugiarsi dai problemi, luogo in cui potersi sentire liberi e vivi. Spesso è utile il risveglio di altre aree affettive del cliente aiutandolo a trovare nuovi stili comportamentali più adattivi per il “Ben-Essere”.

(di Newsmaker)

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