Cronaca e Giudiziaria

Sequestrato il Patrimonio della Futuraquila a.r.l., oltre 18 milioni di euro

Questa mattina la Guardia di Finanza di l’Aquila ha sequestrato l’intero patrimonio della società Ati Futuraquila costitutita da 3 società di costruzioni, aventi sede a Napoli per un totale di patrimonio pari a 18 milioni di euro. il Dott. Giuseppe Romano Gargarella, ha disposto il sequestro di patrimonio poichè ritenuti responsabili dei lavori di realizzazione dei moduli abitativi antisismici ubicati in Cese di Preturo nell’ambito del Progetto CASE.

La misura cautelare appena eseguita giunge al termine di complesse indagini di Polizia Giudiziaria coordinate dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila, Dott. Fausto Cardella (ora trasferito ad altra sede) unitamente alla Dott.ssa Roberta D’Avolio (Sost. Procuratore) e delegate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza congiuntamente al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato a seguito del crollo del balcone di un edificio sito nell’insediamento di Cese di Preturo avvenuto in data 02.09.2014.

Ai responsabili venivano contestati, a vario titolo, i reati di “crollo di costruzioni o altri disastri dolosi” (art. 434 c.p.) di falsità ideologica commessa da un Pubblico Ufficiale (art. 479 c.p.), di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, 2 co. c.p.) e di frodi in pubbliche forniture (art. 356 c.p.).
Le indagini svolte permettevano di appurare che i materiali impiegati nell’edificazione del predetto insediamento abitativo non erano conformi alle norme e prescrizioni degli enti di unificazione e formazione UNI, CEI, EN, ISO.

Più in particolare, i materiali, ossia gli elementi strutturali in pannello multistrato utilizzati dalla Futuraquila Società Consortile a.r.l. (impresa realizzatrice dei moduli abitativi) per realizzare i solai erano, tra l’altro, privi di collante che causava la riduzione di resistenza e di tenuta nel tempo delle strutture.

Le attività investigative permettevano di accertare infatti che la società fornitrice del materiale alla Futuraquila aveva conseguito un mero attestato di origine che certificava la provenienza del materiale da uno stabilimento polacco ubicato in Konskie (Polonia); attestazione, questa, che sebbene identificasse lo stabilimento di produzione non certificava in alcun modo l’idoneità del materiale prodotto agli usi cui era destinato.

Ciò induceva in errore la presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – circa il rispetto degli obblighi contrattuali, la corrispondenza dei materiali alle prescrizioni normative, l’idoneità allo scopo e alla funzione dei materiali forniti ed utilizzati per la realizzazione delle abitazioni, determinandola ad erogare la somma di euro 18.145.778,49 a favore della Futuraquila che, in tal modo, si procurava un ingiusto profitto, pari alla predetta somma, in danno della pubblica amministrazione.

Da qui i sequestri eseguiti dalla Guardia di Finanza degli asset aziendali di 3 società (tutte con sede in Napoli) costituenti l’ATI denominata Futuraquila Società Consortile a.r.l. fino alla concorrenza della somma indebitamente percepita (euro 18.145.778,49).

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