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Se tutto va bene, siamo rovinati

Settimana “politica” quella appena trascorsa. O meglio, antipolitica.

E’ inutile nasconderselo, ciò che ha improntato l’agenda giornalistica e non, in questi giorni, sono stati i Forconi e i loro fratelli. Movimento non facile da inquadrare, in realtà va girando da un po’; più recente risulta essere invece la sua costola.

Mi riferisco a quelli del 9 Dicembre. Fui uno dei primi ad interessarmi a questo gruppo sparuto ma in crescita. Gagliardo e tosto, direbbe qualcuno. Ma poi il fatto che si professassero apolitici un po’ mi suonò sospetto. E non è tanto per il populismo che ne consegue; infatti, questo ormai sembra lo sport più praticato nell’italico Stivale e perciò non c’è da scandalizzarsi più di tanto.

Invece, la cosa che mi lasciò perplesso (e ho dei testimoni oculari) fu… il manifesto. Ci ritrovai subito gli accostamenti cromatici tipici di Casa Pound e ancor più di Forza Nuova.

Che poi non si tratta di essere di destra o di sinistra. Infatti il punto sarebbe invece quello di far passare un po’ di più le decisioni dalla parti di chi sta fuori dal palazzo, a detrimento delle famigerate stanze dei bottoni che tanto male hanno fatto (e fanno tutt’ora) all’Italia. Democrazia diretta, la chiamano; e nel nostro staterello è, né più né meno, una vuota parola.

Il punto e il problema allora va rintracciato da un’altra parte e cioè: come fanno a fare i paladini dell’antipolitica delle persone che fanno dell’attivismo la propria ragione di vita??? Contraddizione ma, come dire, niente è niente e qualcosa è qualcosa e quindi non cerchiamo troppo il pelo nell’uovo perché la necessità di smuovere qualcosa è impellente.

In effetti, chi sfila, non sembra guidato da ideologie bensì solamente dalla disperazione ed è per questo che ho deciso anch’io di salire sul carrozzone di “Tutta la fiaccola minuto per minuto”, che in queste ore la fa da padrone un po’ in tutte le testate (ma troppe volte in maniera acritica e addirittura inconsapevole); e con me le tante persone che ormai non hanno più niente da perdere.

Bene. Cioè, sarebbe meglio dire, male; perché trovati i padri e gli zii a questi “orfani” della politica, dobbiamo invece ora trovare l’ideologia che li guida. E questo aspetto mi preoccupa ancor di più.

Perché?

Cercherò di essere più realista del re e pratico all’inverosimile. Quando vado a vedere la partita e ci trovo un brocco in mezzo al campo, molte volte penso “ma perché non ha fatto giocare X che è molto meglio!!!”.

Il paragone va spiegato; in questo ambito infatti, lo stesso ragionamento non può passare ovviamente. Però, se tutte le piazze si riempiono la bocca con lo stesso concetto, e cioè, tutti a casa, il modesto cronista di periferia, per di più tacciato in epoche recenti di essere TROPPO antiborbonico, conferma la sua pochezza chiedendosi: ma se mandiamo a casa questi, chi facciamo entrare in campo al loro posto?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra… sempre consapevoli che, bene che ci va, finisce male.

Insomma, è come dire, se tutto va bene, siamo rovinati.

VALE

Luca DJ Di Giampietro

1 Comment

1 Comment

  1. Francesco

    16 dicembre 2013 at 14:25

    Gent.mo Direttore,

    mi sento chiamato in causa. Forse a torto, forse a ragione.
    Ma è divertente, per cui non mi sottraggo.
    Non venne “tacciato in epoche recenti di essere TROPPO antiborbonico”, bensì si mise in luce la Sua ignoranza al riguardo della storia recente della porzione meriodionale di questa penisola.
    Io pensavo che Lei ignorasse questa storia, ma devo ravvedermi. Noto con piacere che conosce i Borboni. Per cui forse non ignora. Mistifica.
    Magra consolazione.
    Del resto qualcuno disse che Lei è un “modesto cronista di periferia” (cit. Luca Di Giampietro). Avvezzo ai paragoni calcistici. Ed anche il calcio ha bisogno dei suoi cantori. Non demorda.

    Grazie per il suo nuovo, avvincente, Editoriale.

    Cordialmente,

    Francesco

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