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Scuole e sicurezza, l’affondo del PD luchese


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Luco dei Marsi – Un’azione amministrativa non solo inadeguata, ma anche dannosa per il paese”. E’ netto l’intervento del gruppo consiliare luchese “Uniti per Luco” riguardo alla questione scuole, tornata prepotentemente in primo piano dopo i tragici eventi sismici del 24 agosto scorso, con riferimento all’operato della giunta Palma.

Gli alunni della scuola primaria di Luco dei Marsi sono tornati a scuola con circa due settimane di ritardo sull’inizio del calendario scolastico, mentre è stimato per la metà del mese di ottobre l’avvio dell’anno scolastico per i bambini della scuola dell’infanzia.

È di per sé sconcertante, sul piano generale, l’evidenza che in molti casi si percepisca con la doverosa urgenza il tema della sicurezza degli edifici pubblici, e in particolare delle scuole, solo a fronte di tragedie che lasciano sul terreno – sotto le macerie – centinaia di morti, e quanto accaduto anche nella Marsica nelle scorse settimane è emblematico al riguardo. Ancora più sconcertante può essere per i cittadini appurare che gli strumenti per un’opera di prevenzione seria e tempestiva erano a disposizione degli Enti locali da tempo.

La Regione Abruzzo è stata sollecita nel ricordare agli Enti l’obbligo dell’esecuzione delle verifiche sismiche, con termine ultimo per l’adempimento fissato al 31/12/2012 poi prorogato al 31/3/2013. Nel caso specifico, nelle missive dettagliate ricevute dall’amministrazione di Luco dei Marsi, si fa riferimento all’obbligo imposto dall’art.2, comma 3 dell’OPCM n.3274 /2003 di verifiche tecniche su tutti gli edifici e le infrastrutture “strategiche” ai fini di protezione civile o “rilevanti”per un loro eventuale collasso. All’attenzione della Regione andavano portate le relazioni conclusive e la dettagliata documentazione di supporto – elaborati grafici, prove sui materiali e geologiche eseguite, modellazione e fascicolo dei calcoli della verifica, tra gli altri – anche al fine di ottenere la disposizione di fondi utili all’adeguamento sismico, altra cosa rispetto al diverso lavoro di “miglioramento sismico”. La Regione aveva posto in evidenza anche la responsabilità a carico dell’Ente in merito all’esecuzione della valutazione della sicurezza sismica degli edifici scolastici e, qualora se ne fosse ravvisata la necessità, la mancata attuazione/programmazione degli interventi di messa in sicurezza.

L’Amministrazione Palma, sebbene la Regione richiamasse all’adempimento in merito a questi interventi cruciali, non ha proceduto nei tempi: il risultato è che è stata persa la possibilità per ottenere i fondi per l’adeguamento sismico alle ultime normative vigenti delle strutture che di ciò necessitano, oltre ovviamente ad aver dovuto rimandare, per la prima volta nella storia del nostro paese, l’inizio delle lezioni per intere scuole tanto a lungo, non contribuendo certo alla serenità delle famiglie”, sottolineano i rappresentanti del gruppo consiliare “Uniti per Luco” e del PD luchese. “Apprendiamo che gli attuali Amministratori attendono la concessione di altre disposizioni, per importi ovviamente diversi, utili al cosiddetto miglioramento sismico. Apprendiamo anche, però, e allibiti, che negli elenchi dei beneficiari il Comune di Luco dei Marsi non figura. Durante la scorsa Amministrazione le strutture erano state ispezionate dai tecnici della protezione civile e ci siamo messi a disposizione per supportare l’Amministrazione Palma sul tema: per noi, non si fanno questioni di casacca sulla sicurezza dei nostri ragazzi, né si risparmia sulla loro pelle. Eppure, il risultato delle scelte di questa Giunta ha prodotto solo ritardi e allarme tra le famiglie e soprattutto la perdita del treno per quanto riguarda la possibilità di mettere mano in maniera importante al patrimonio dell’edilizia scolastica. A questo proposito vale la pena ricordare che si tratta della stessa Amministrazione che, in tempi nei quali si cerca di ottimizzare tutte le risorse, hanno rispedito al mittente 320.000 euro già assegnati a Luco dei Marsi – per un investimento totale di circa 400.000 euro – per la realizzazione dell’asilo nido, una struttura importante per le famiglie, che avrebbe potuto servire l’intera Vallelonga, ma anche per l’occupazione. E questo perché non in grado di reperire qualche migliaia di euro, circa 80.000, a carico del Comune, salvo poi indebitarsi per 2.000.000 di euro, e rimarchiamo, due milioni di euro, per “pagare le spese correnti”, non gli investimenti. Spese correnti che essa avrebbe dovuto pagare con le relative entrate della parte corrente, fra cui il rimborso delle rate di mutuo a carico del CAM. Quindi, i fondi per nuove strutture a servizio della comunità e le risorse per effettuare verifiche fondamentali sugli edifici scolastici, dove passano buona parte della giornata i nostri bambini e ragazzi, verifiche necessarie anche per provvedere alla messa in sicurezza dove occorrente, non si riesce a trovarli, ma si indebita il paese per pagare le spese correnti. Tra l’altro, avrebbe significato investire in lavoro e sviluppo, perché i cantieri aperti sono anche quello. E non vengano a rispolverare la storiella dell’indebitamento pregresso: avranno almeno imparato, dopo 4 anni di un’amministrazione che si presenta da sola nei risultati, a leggere correttamente i bilanci. Di questo, realmente, un’amministrazione in agonia che strombazza sulla riapertura delle scuole – non tutte – a fine settembre, dovrebbe rendere conto ai cittadini”.

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