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Scuola, Giannini: «Ora basta precari Concorso dal 2016»

Confermate le assunzioni dal primo settembre e ribadito il «mai più precari nella scuola» con il concorso che sarà l’unico modo per assumere, a partire dal 2016. Il convegno organizzato dal dipartimento scuola del Pd non è stato un assaggio del decreto che sarà presentato venerdì 27, ma piuttosto un modo per ribadire alcuni concetti: assunzioni, valutazione dei docenti, possibilità di fare carriera, didattica con alcune materie rafforzate, digitale e alternanza scuola-lavoro potenziata. Nessuno si sbilancia sui numeri, sui dettagli, tutto super segreto fino a venerdì. «Gli aspetti tecnici sui 148mila docenti da assumere li spiegheremo», rassicura il premier Matteo Renzi. Che appena apre bocca nell’auditorium sede del convegno viene interrotto da alcuni contestatori. Le contestazioni. «Parlate anche con gli insegnanti», le urla dal fondo della sala. «Sono sei mesi che parliamo con loro», la replica del premier. E Renzi non risparmia frecciatine fino a parlare di «pagliacciate per andare in tv». Chiede fiducia Renzi. Fuori dalla sala il presidio Usb in piazza Repubblica (con due dirigenti sindacali portati in questura) e un gruppo di trenta studenti contrari alla riforma. Poi bisbigli in sala e commenti scettici da addetti ai lavori. Tutti vogliono vedere i numeri, il come, il quando della Buona scuola. Ora basta precari. «Non ci saranno più precari»: lo dice il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e lo ripete il sottosegretario Davide Faraone. «Le cattedre scoperte ogni anno sono posti strutturali, lo ha detto anche l’Europa – sottolinea il ministro – La precarietà in questi anni a qualcuno ha fatto comodo, c’è un serbatoio di persone che aspettano con costi altissimi. Nel 2014 le supplenze annuali sono costate 876 milioni di euro».

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