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Scuola: Consiglio Abruzzo approva risoluzione per ex Lsu

Ieri mattina lavoratrici e lavoratori ex-lsu di tutto l’Abruzzo hanno manifestato a Pescara per segnalare l’emergenza determinata da tagli del governo nelle gare al ribasso per l’affidamento del servizio di pulizia delle scuole ai privati. In apertura del Consiglio regionale, dopo un incontro con le organizzazioni sindacali, e’ stata approvata la risoluzione proposta da Maurizio Acerbo e Marinella Sclocco, a cui hanno aderito il presidente Pagano, il presidente Chiodi e l’assessore Paolo Gatti.

In Abruzzo sono impegnate circa 800 persone, tra “ex lsu” e “appalti storici”, negli appalti di pulizia e sorveglianza delle scuole. “Questi lavoratori e lavoratrici – spiega Acerbo – hanno gia’ subito una riduzione del salario, assorbito in parte dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga, a seguito dei continui tagli delle risorse finanziarie stanziati dal Miur nell’ultimo decennio. Con il ‘Decreto del Fare’ governo e parlamento hanno ulteriormente ridotto le risorse a disposizione e quelle stanziate dal Miur, e recepite dalla gara Consip, a partire dal prossimo primo marzo 2014 saranno assolutamente insufficienti per la Regione Abruzzo, con un taglio di risorse corrispondente a circa il 50%.

Questa “spending review” contro i lavoratori piu’ poveri e precari – commenta il consigliere di Rifondazione – si tradurra’ nella perdita del posto di lavoro o in una fortissima riduzione di salari gia’ bassissimi”. Con la risoluzione il Consiglio ha impegnato presidente e Giunta “a sollecitare parlamento e governo affinche’ diano concreto riscontro ai contenuti della Legge di stabilita’ del 2013, stanziando risorse adeguate per garantire occupazione e reddito ai circa 800 lavoratori abruzzesi impegnati negli appalti di pulizia e sorveglianza delle scuole, procedano all’approvazione delle proposte di legge che prevedono l’assunzione diretta da parte del Miur, accompagnata dai prepensionamenti per chi e’ vicino alla pensione, che consente di conciliare le esigenze di risparmio con il pieno mantenimento dei livelli occupazionali e salariali, e di migliorare i servizi, in ogni caso, a reperire le risorse finanziarie utili a garantire la continuita’ occupazionale e reddituale a tutti i citati lavoratori a partire dal prossimo primo marzo”.

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