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Scout luchesi sul Monte Morrone, lettera aperta al sindaco Crivelli

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Luco dei Marsi. I Capi Scout di Luco dei Marsi scrivono una lettera aperta al sindaco di Sant’Eufemia, Francesco Crivelli, in relazione alla vicenda che ha visto protagonisti un gruppo di scout in escursione sul Morrone tra il 28 e il 29 luglio scorso scorsi, in difesa dell’operato dei capi scout presenti, Dante Marracini, Enza Palma, Antonio Baldassarre, e denunciano carenze nell’attrezzatura e nelle procedure dei soccorritori nonché le condizioni di alcuni tratti del sentiero, in precedenza colpiti da frana e non ripristinati. Di seguito il documento integrale, inviato, oltre che al Sindaco e alla stampa, al M.llo pro-tempore della Caserma dei Carabinieri di Sant’Eufemia a Majella; al responsabile pro-tempore dell’Ente Parco Majella.

LETTERA APERTA AL SINDCO DI SANT’EUFEMIA A MAJELLA

La Comunità Capi del Gruppo Scout Agesci Luco dei Marsi 1 con la presente, in relazione ai fatti accaduti in data 28/07/2018 in località Morrone, precisa e specifica quanto segue.

Rilevata l’importanza mediatica che i giornali e le tv hanno dato ai fatti accaduti il 28/07/2018, e le accuse mosse nei confronti degli accompagnatori del Clan del gruppo scout di Luco dei Marsi, la comunità capi ritiene opportuno riportare dettagliatamente i fatti come realmente accaduti, e smentire ogni accusa mossa nei confronti del capo clan, della capo fuoco e del maestro dei Novizi impegnati nell’escursione sul Monte Morrone.

Si fa soprattutto riferimento alle dichiarazioni da Lei rilasciate al giornale Il Messaggero e pubblicate in data 30/07/2018, nell’articolo a firma di Patrizio Iavarone, dove afferma che “ chiederà una relazione dettagliata sull’accaduto riguardante in modo particolare la pianificazione dell’escursione, dal peso degli zaini, al grado di allenamento, dalla copertura assicurativa, all’abilitazione degli accompagnatori. Sentieri così lunghi richiedono un’adeguata preparazione ed esperienza, restare da quelle parti di notte, senza acqua, spossati di stanchezza pone seri interrogativi sull’approccio improvvisato di certi escursionisti.”

  1. L’escursione è stata pianificata nei minimi dettagli, tanto è vero che il capo scout Baldassarre Antonio si è recato personalmente, accompagnato da altro capo scout, presso l’ente parco affinchè gli venissero date tutte le informazioni necessarie per affrontare il Sentiero dello Spirito. Al sig. Baldassare è stata consegnata dall’impiegato dell’ente parco, documentazione topografica dove erano riportati sentieri che dovevano essere marcati, ma invece durante l’escursione si sono rilevati privi di ogni segnaletica. Sono state inoltre fornite informazioni errate circa i tempi di percorrenza, tanto è vero che gli scout sono partiti con ben tre litri d’acqua ciascuno per affrontare tutto il percorso, così come era stato consigliato dall’impiegato dell’ente.
  2. Il peso degli zaini è dovuto al fatto che la route scout prevede la totale autonomia dei ragazzi e degli accompagnatori, che quindi sono provvisti di tutto quanto è necessario per affrontare lunghi tragitti come tende, sacchi a pelo, abbigliamento tecnico minimo per temperature calde o fredde, provviste e viveri, fornellini e tutto quanto necessario singolarmente al partecipante alla route.
  3. Il metodo scout prevede per i ragazzi del clan (17-21 anni), varie uscite in montagna durante tutto l’anno scout in preparazione dell’evento della route estiva, escursioni che anche quest’anno sono state svolte regolarmente dai ragazzi. Anzi, il clan di quest’anno ha aiutato il capo clan Marraccini Dante a realizzare, con uno zaino tecnologico di 18 kg e portato a spalla da tutti i ragazzi, un’ attività di mappatura dei sentieri di montagna dei comuni di Luco dei Marsi e Collelongo, con il progetto LOAN TREKKER STREET VIEW DI GOOGLE.
  4. Il gruppo scout di Luco dei Marsi ha stipulato una regolare assicurazione che è stata sottoscritta dopo il censimento dei ragazzi iscritti all’anno in corso, (2017-2018) e che quindi è nominativa, e copre ogni attività svolta durante l’anno scout.
  5. Circa l’abilitazione degli accompagnatori si porta a conoscenza che Dante Marraccini è brevettato, Palma Enza è in corso di nomina a capi avendo svolto entrambi i campi di formazione, mentre il capo Antonio Baldassarre ha partecipato al CFM ( campo di formazione metodologico).
  6. Per tutti i capi scout questo è il terzo anno di attività con il clan, e quindi hanno maturato una notevole esperienza nella branca nella quale stavano svolgendo servizio.
  7. Inoltre il sig. Dante Marraccini è iscritto dal 2012 alla protezione civile di Luco dei Marsi, e dal 2017 è vice coordinatore del gruppo volontari di protezione civile di Luco dei Marsi, mentre Palma Enza e Antonio Baldassarre hanno conseguito l’attestato rilasciato dalla protezione civile Agesci, di prima emergenza nelle calamità naturali.

A questo punto certi di aver dato preciso riscontro alle sue affermazioni rilasciate alla stampa, si ritiene opportuno precisare quando effettivamente accaduto, rilevato che lei ha deliberatamente fornito agli organi mediatici una ESPOSIZIONE DEI FATTI COMPLETAMENTE DISTORTA.

Il giorno 28 luglio 2018 alle ore 22.14, il capo scout Baldassarre Antonio provvedeva a chiamare il 118 che girava immediatamente la chiamata al soccorso alpino. Alle ore 22.18 il sig. Baldassarre riceveva sul suo cellulare la prima chiamata dal soccorso alpino e, l’operatore addetto, si informava sulle condizioni dei partecipanti all’escursione, e forniva un numero di cellulare sul quale mandare attraverso whatsapp le coordinate gps.

Alle ore 22.29 il sig. Baldassarre riceveva una telefonata dal M.llo della locale stazione dei carabinieri di Sant’Eufemia a Majella con la quale comunicava l’arrivo di una squadra di soccorritori.

Purtroppo malgrado l’invio delle coordinate GPS, il m.llo dei carabinieri comunicava con altra telefonata che il gruppo di soccorritori non era in grado di individuarli, e quindi invitava qualcuno del gruppo scout a scendere a valle, ad incrociare i soccorritori e a guidarli nel punto esatto dove erano in attesa gli altri ragazzi scout, sempre costantemente assistiti dai capi Dante Marraccini e Enza Palma.

A quel punto il sig. Baldassarre Antonio accompagnato da Ciocci Cesidio e Di Pasquale Umberto, seguendo il sentiero che in molti punti si perdeva, visto che alcune valanghe ne avevano cancellate le tracce ( situazione dei luoghi non segnalata nelle cartine e neanche riferita verbalmente dal responsabile dell’ente parco), dopo circa 40 minuti intercettavano tre soccorritori di cui uno poi non è risalito con il gruppo, e provvedevano ad accompagnarli nel luogo esatto dove erano rimasti tutti gli altri scout.

I sigg. Baldassarre, Ciocci e Di Pasquale, insieme ai due soccorritori recuperati, giunti sul luogo dove erano rimasti gli altri scout constatavano la presenza di altri due soccorritori appena arrivati dalla strada interpoderale, strada che il gruppo scout non aveva seguito perché anche questa interrotta da numerose frane, la prima delle quali a pochi metri dall’imbocco.

Giova precisare, che due ragazzi scout sono dovuti andare incontro anche ai due soccorritori che scendevano dalla strada interpoderale, rilevato che gli stessi non riuscivano a trovare l’imbocco del sentiero sempre a causa delle numerose frane che ne hanno cancellato la traccia.

Riunitosi, il gruppo composto dai soccorritori e da tutti gli scout in ottimo stato di salute e certamente NON IN CRISI PSICOLOGICA come da lei affermato, decideva di seguire la strada interpoderale perché, superate tutte le frane presenti sul sentiero, dopo circa mezz’ora di cammino, era raggiungibile dai mezzi di soccorso.

Altra precisazione è di obbligo. Malgrado fosse stato comunicato che uno dei ragazzi scout si era infortunato ad una caviglia, i soccorritori intervenuti erano sprovvisti anche di una semplice barella da campo, e neanche hanno provveduto a verificare lo stato di salute della ragazza, e il primo intervento è stato effettuato dal capo Marraccini brevettato BLS, che aveva provveduto nell’immediatezza dei fatti ad applicare ghiaccio secco ed un bendaggio.

Preme precisare che durante il tragitto sulla strada interpoderale, tutti gli scout hanno camminato senza alcun ausilio meccanico portando i propri zaini a spalle, e che L’INTERO GRUPPO MALGRADO LA PRESENZA DI SOCCORRITORI, A CAUSA DELLE FRANE IN ALCUNI TRATTI HA PERSO IL SENTIERO E PROPRIO GLI SCOUT CHE GIA’ AVEVANO PERCORSO PARTE DELLO STESSO, HANNO INDICATO IL PUNTO DOVE POTEVA ESSERE RIPRESO.

Dopo circa un’ora di cammino il gruppo è arrivato sul posto dove i mezzi meccanici erano giunti, e quindi si sono rifocillati di acqua, hanno caricato gli zaini su un fuoristrada, e chi in macchina e chi a piedi, hanno raggiunto Roccacaramanico.

QUESTA E’ LA VERITA’ DEI FATTI E NON QUELLA DA LEI RACCONTATA AI MEZZI STAMPA.

CIRCA LA SUA PAVENTATA MINACCIA DI “ RICHIESTA DI APERTURA DI UN INCHIESTA PER LA VERIFICA DA PARTE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA AFFINCHE VENGA ACCERTATO OGNI GRADO DI RESPONSABILITA’ “ i capi clan ed i ragazzi del clan del gruppo scout Luco dei Marsi 1 si mettono sin da ora a completa disposizione dell’organo inquirente al solo fine di accertare la verità dei fatti.

Luco dei Marsi 08/08/2018 Per la Comunità Capi del Gruppo Scout Agesci Luco dei Marsi 1

I capi gruppo

Jolanda Giannella Antonio Baldassarre

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Piedibus, per una classe della scuola Don Bosco il progetto è realtà

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Avezzano – Sono arrivati in Comune a piedi, partendo dalla loro scuola. Hanno camminato per la città, esattamente come fanno ogni mattina prima del suono della campanella.

Sono i bellissimi bambini della V A della primaria Don Bosco arrivati nel palazzo di Piazza della Repubblica, accompagnati insegnanti Cinzia Maceroni, Cristina Rodorigo e Enrica De Tiberis, per presentare il progetto “Piedibus”.

I giovani studenti hanno spiegato con una certosina presentazione in power point, agli attenti assessori Pierluigi Di Stefano, Crescenzo Presutti e Chiara Colucci, come hanno studiato e realizzato il progetto, per capire dove fissare il capolinea, quante tappe sarebbero state necessarie per tutti e quanto tempo avrebbero impiegato ogni giorno per raggiungere la scuola.

Hanno poi spiegato alle famiglie presenti quali sono i benefici dell’andare tutti insieme a piedi a scuola. I bambini hanno illustrato il punto di partenza, che è la scuola Don Bosco dove rientreranno al termine dei lavori di ristrutturazione, per partire alla volta della struttura Noesis, provvisoriamente sede attuale delle lezioni.

Gli studenti si sono definiti più autonomi, allegri di poter chiacchierare prima di entrare in classe e soprattutto felici di conoscere meglio la città.

I bambini hanno ricevuto il plauso dell’assessore Pierluigi Di Stefano, per loro “fonte di ispirazione” quando lanciò mesi fa l’idea dell’iniziativa: «State dando prova di essere più saggi degli adulti. Attenti alla vostra salute e all’ambiente».

«Spero che il progetto non sia solo una sporadica sperimentazione», ha aggiunto l’assessore Presutti, «ma continui nel tempo, guardando ad esempi più grandi ma sempre raggiungibili, che combattono pigrizia e cattive abitudini». «Siamo orgogliosi di accogliere oggi in Comune questi bambini», ha concluso l’assessore Colucci, «manca ancora qualche mese alla riconsegna della loro scuola che grazie ai lavori di adeguamento sismico tornerà più sicura e più bella».

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I bambini bielorussi nella Marsica, 120 giorni con le famiglie affidatarie

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Avezzano – Incontro multiculturale al Comune di Avezzano: il sindaco Gabriele De Angelis ha ricevuto la visita del console bielorusso in Italia, Dmitry Zakharchuk e i bimbi e ragazzi bielorussi che si trovano a passare del tempo insieme a famiglie affidatarie marsicane grazie all’associazione “Il sogno dei bambini” rappresentata dalla presidente Margherita Saracino. Presente anche il consigliere Donato Aratari, che ha riportato la testimonianza diretta di quello che sia adottare e far esperienza di affido tramite quest’unica associazione riconosciuta in Abruzzo dal governo bielorusso. La onlus “Il sogno dei bambini” si occupa di curare progetti di accoglienza in favore di minori che possono trascorrere qui 120 giorni l’anno. Il console ha voluto ringraziare personalmente le famiglie affidatarie presenti in sala consiliare per l’accoglienza e l’aiuto concreto che esse offrono ai bambini. “Lo scambio di culture arricchisce il tessuto sociale”, ha spiegato il sindaco De Angelis, rivolgendosi direttamente ai piccoli “spero e mi auguro che qui vi sentiate a casa”.

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Il prosciugamento del Lago del Fucino questa sera su Freedom Oltre il confine

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Marsica – La Marsica sarà protagonista questa sera della puntata di “Freedom Oltre il confine”, il programma di Roberto Giacobbo in onda in prima serata su Rete 4. L’episodio, dal titolo “Il lago scomparso”, è dedicato al prosciugamento del Lago del Fucino, la più grande opera idraulica della storia. La troupe di “Freedom Oltre il Confine” ha girato le riprese il 28 e il 29 settembre scorsi toccando i luoghi simbolo del prosciugamento del Lago del Fucino. Il viaggio parte dal castello Piccolomini di Ortucchio. Ad aprire le porte della fortezza medievale alle telecamere di Freedom ci ha pensato la proloco del posto che ha la custodia del castello oggi aperto per visite guidate, attività culturali, ma anche concerti e matrimoni. Da Ortucchio la troupe ha attraversato tutta la piana del Fucino fino a Borgo Incile dove ha sede il “Madonnone”, l’infrastruttura che unisce il canale collettore esterno all’emissario sotterraneo. Da qui Giacobbo e i suoi hanno raggiunto i vicini Cunicoli di Claudio, un sistema di sei cunicoli e trentadue pozzi che l’imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare gran parte del lago. Ultima tappa del viaggio è stata l’Emissario Claudio-Torlonia di Capistrello, il canale sotterraneo scavato nel ventre del Monte Salviano nel quale le acque del lago defluirono fino al fiume Liri. Qui a far gli onori di casa ci hanno pensato gli “Amici dell’Emissario”. Roberto Giacobbo era venuto a conoscenza della storia legata al prosciugamento del Lago del Fucino in occasione della 13° edizione del Premio Internazionale Carlo D’Angiò che lo vide tra i premiati come divulgatore scientifico.

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A Pescasseroli il parroco suona 100 rintocchi per ogni nuovo nato

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Pescasseroli – “Da tempo a Pescasseroli non si sente niente altro che il rintocco delle campane che annunciano la scomparsa di un fedele. Per questo, prendendo spunto da una tradizione che è ormai consolidata in diverse parrocchie della nostra diocesi, ho deciso di suonare le campane ogni volta che nasce un bambino: suonerò le campane facendo 100 rintocchi, uno per ogni anno di vita, con l’augurio che il bambino possa arrivare alla soglia dei 100 anni”. Così don Andrea De Foglio, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pescasseroli, tenta di far crescere il tasso di natalità in un comune dove, da ormai troppo tempo, la “cicogna” arriva al massimo due o tre volte l’anno. E ora nel Paese che conta più nascite di orsi che di bebè, si è aperta la sfida delle partorienti per aggiudicarsi il singolare premio.

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Voucher di 250 euro per donne disoccupate e non, requisiti e domanda…

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Avezzano – L’assessore al Sociale del Comune di Avezzano, Leonardo Casciere, rende noto che è stato emanato un avviso pubblico che prevede l’erogazione di voucher e altri interventi per la conciliazione, rivolto alle donne residenti ad Avezzano. Obiettivo del progetto è promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori. Il progetto “Tempo di welfare” prevede due diverse domande di partecipazione. Una rivolta alle donne disoccupate/inoccupate, una rivolta alle donne occupate. Per le donne disoccupate e inoccupate è necessario trovarsi nelle condizioni di dover assistere figli minori dell’età non superiore a 12 anni, compresi minori affidati conviventi o familiari a carico diversamente abili o anziani autosufficienti. Le beneficiarie saranno nove donne e i voucher di servizio non potranno superare il valore di 250 euro mensili, per un numero massimo di 12 mesi. Per le donne occupate, incluse lavoratrici autonome, anche con un contratto atipico, è necessario trovarsi nelle condizioni di dover assistere figli minori di età non superiore ai 12 anni, compresi minori affidati conviventi o familiari a carico diversamente abili o anziani non autosufficienti. Le beneficiarie saranno 21. Il valore dei voucher di servizio non sarà superiore ai 250 euro mensili per un massimo di 12 mesi. Le domande potranno essere presentate a partire dal 16 gennaio 2019 e dovranno pervenire entro il termine perentorio del 19 marzo 2019. Le istanze potranno essere presentate:

1) accedendo all’indirizzo www.pianidiconciliazione.it sulla base delle istruzioni ivi contenute;

2) mediante l’utilizzo della modulistica editabile allegata a questa pagina;

3) mediante l’utilizzo della modulistica ritirabile all’ufficio del segretariato sociale del Comune di Avezzano in Via Vezzia n. 32. Referenti: Cristina Ria e Vincenzina Franchi. Telefono: 0863 501377-501323. Email: cria@comuneavezzano.it; vfranchi@comuneavezzano.it

 

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Libera Marsica e Caritas Diocesana promuovono un incontro sull’emigrazione

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Avezzano – Sabato, 19 gennaio, alle 17,00, Libera Marsica e Caritas Diocesana promuovono un incontro sul tema dell’emigrazione che si terrà presso la sala Montessori, in Via Genserico Fontana. Interverranno don Aldo Antonelli, Ilio Leonio e Lidia Di Pietro. Gli attori dell’Associazione Lanciavicchio interpreteranno alcuni brani di migranti.

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Agricoltura, un futuro che viene da lontano: giovani, qualità delle produzioni, iniziative. L’INTERVISTA

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L’intervista ad Angelo Giommo, presidente Coldiretti L’Aquila

Marsica – Lo scatto verso il futuro arriva da lontano, dal lavoro antico della terra, e proprio il ritorno alla terra rappresenta la sfida più grande in un Paese che ha visto calare, in modo esponenziale e inarrestabile, la percentuale degli occupati in agricoltura, dall’oltre 44% del secondo dopoguerra fino all’attuale 4%. I problemi che affliggono il settore primario e lo rendono poco “appetibile” ai giovani, malgrado positivi segnali che fanno ben sperare per un effettivo e rilevante ricambio generazionale, sono molti e annosi, ma la produzione alimentare, in controtendenza rispetto al crollo generale, vola e fa registrare un balzo del 2,7%. Quella per l’agroalimentare è stata nel 2018 la voce più pesante del budget che le famiglie italiane hanno destinato alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,5 miliardi di euro, ed è stato record storico per il Made in Italy alimentare anche sulle tavole delle festività di tutto il mondo con l’export in aumento dell’1, sulla base delle proiezioni Coldiretti, relative al mese di dicembre 2018 su dati commercio estero dell’Istat. Dati che aprono prospettive incoraggianti anche per le Aziende e gli Agricoltori fucensi, motore dell’economia locale.

Ne abbiamo parlato con Angelo Giommo, da pochi mesi eletto presidente di Coldiretti L’Aquila. Imprenditore agricolo, Giommo è nato in una famiglia “dedita all’agricoltura da generazioni: la sua famiglia è originaria del teramano ed è una delle tante famiglie di “Coloni” arrivate nel Fucino subito dopo il prosciugamento del Lago”, spiega il Presidente, “Alla Famiglia Giommo allora fu assegnato, da parte del Principe Torlonia, un casolare e terreni adiacenti precisamente, a Strada 40 del Fucino, nel Comune di Luco dei Marsi, così come tanti altri casolari assegnati nella zona alle varie famiglie venute dal Teramano e non solo. Con il passare del tempo e con il susseguirsi di ricambi generazionali, nel 1997 sono subentrato a mio padre nella conduzione dell’Azienda che, come la quasi totalità delle Aziende del Fucino, produce Patate ed ortaggi vari”. In Coldiretti Angelo Giommo è stato attivo sin da giovanissimo, partecipando ai lavori dell’allora Movimento Giovanile, oggi Giovani Impresa, in cui ha ricoperto il ruolo di Delegato Provinciale del Movimento, dal 2002 al 2006, nel contempo assolvendo ad altri impegni ed incarichi al servizio dell’Organizzazione.

Dallo scorso anno è parte del Tavolo Verde permanente per l”Agricoltura, promosso e istituito dall’Amministrazione di Luco dei Marsi, guidata dalla sindaca Marivera De Rosa, con finalità di salvaguardia, tutela, sviluppo e valorizzazione dei settori agricolo e agroindustriale locali. L’Amministrazione, con il Tavolo Verde, ha realizzato nei mesi scorsi il primo “G7 dell’Agricoltura e del Cibo – quale agricoltura, quali tecnologie, quale cultura”, patrocinato dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dalla Regione Abruzzo. Il format ha visto l’avvicendarsi di seminari di alto profilo dedicati all’agricoltura, all’ambiente e al cibo, attività didattiche, eventi culturali ed enogastronomia: una prima edizione che ha catalizzato l’attenzione, in Abruzzo e non solo, su Luco dei Marsi e ha aperto interessanti scenari.

Signor Giommo, come nasce la candidatura alla guida di Coldiretti e qual è la sua idea di azione sul Territorio?

R: L’idea di candidatura a Presidente è generata dalla condivisione dapprima con gli imprenditori del territorio fucense e successivamente con gli imprenditori dell’Aquilano, della Valle Peligna e dell’Alto Sangro e nell’ambito dell’Assemblea provinciale Coldiretti si è trovato una convergenza per la candidatura a presidente della Federazione Coldiretti L’Aquila. Il ruolo impone l’attenzione di tutto il territorio provinciale aquilano che presenta realtà diverse ed attività produttive tipiche dei vari comprensori: dall’allevamento delle zone montane a quelle ortive del Fucino alle produzioni di nicchia delle aree interne.

Quali sono le priorità e le urgenze per gli agricoltori marsicani e della provincia?

R: Il principale problema comune a tutte le produzioni agricole e quello di garantire la qualità e la distintività e riuscire ad ottenere un prezzo di mercato remunerativo. Ciò vale anche per le produzioni orticole fucensi che si devono affermare con l’uso dei marchi di denominazione ( IGP) per garantire la tracciabilità dei processi produttivi e la sicurezza alimentare dei consumatori. Inoltre bisogna lavorare per riuscire ad accorciare la filiera e portare il consumatore finale a diretto contatto con il produttore in modo da garantire un prezzo più remunerativo al Produttore e al consumatore finale la certezza di acquistare prodotti “Made in Italy”.

Come sono nati il G7 dell’Agricoltura e il Tavolo verde?

R: L’idea del G7 è nata con il lavoro del Tavolo Verde istituito dall’Amministrazione comunale di Luco dei Marsi, considerata la forte vocazione agricola del territorio comunale. Il G7 è stata la prima edizione di un appuntamento che mette l’agricoltura ed il mondo rurale in primo piano e lo sottopone all’attenzione della società civile ed in particolare al mondo della scuola. I giovani vanno educati al rispetto e conoscenza di questo settore e del territorio in cui vivono e vanno informati sulle caratteristiche e proprietà delle produzioni agricole che, che hai nostri tempi, è considerato CIBO e non più.

Durante l’intera manifestazione si sono toccati molti argomenti dall’ambiente, al problema idrico, PSR ecc. inoltre si è data la possibilità ai ragazzi della Scuola di Luco di conoscere e toccare con mano la storia del Territorio, ad esempio con le visite alle pompe di Ottomila dove ci sono le idrovore gestite dal Consorzio di Bonifica e la visita al Madonnone dell’Incile dove è stato possibile spiegare e far vedere dove le acque sono state convogliate dal Principe Torlonia per prosciugare il Lago e nello stesso tempo come viene gestito ad oggi il sistema idrico del Fucino. E’ evidente che c’è molto da lavorare per le tante problematiche che investono il mondo Agricolo, penso al problema dell’ambiente, al problema dell’irrigazione e al problema dell’infrastruttura viaria ecc., ma l’istituzione del Tavolo Verde permanente è un primo passo per dare il giusto peso al settore trainante dell’intera Marsica e non solo.

Sarà possibile secondo Lei far crescere sensibilmente la percentuale di giovani  che si avvicinano al settore?

R: Sicuramente sì. Già avviene! L’agricoltura è l’unico settore che aumenta di occupati e tra questi vi sono anche nuove imprese gestite da giovani imprenditori. Il problema che rallenta questo fenomeno è l’enorme burocrazia che ostacola i processi di gestione delle imprese e ritarda in modo compromettente le vicende di accompagnamento di nuovi insediamenti di giovani in agricoltura.

Uno sguardo al futuro del settore nella Marsica?…

R: Occorre migliorare i processi di filiera attraverso accordi che mettano al sicuro le imprese e consentano di programmare le attività aziendali con la garanzia di margini economici remunerativi. Inoltre vanno meglio pubblicizzati i nostri processi produttivi che ci consentono di ottenere produzioni di “qualità e salubri” a differenza di prodotti non “made in Italy” che vengono importati favorendo una concorrenza sleale ed un inganno ai cittadini-consumatori.

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