Italia

Sciopero, nuovo scontro tra premier e sindacati

Renzi all’attacco dei sindacati all’indomani della proclamazione dello sciopero generale del 12 dicembre (indetto da Cgil e Uil alle quali si è unita l’Ugl). «Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi, mi preoccupo di creare posti di lavoro perché c’è ancora tantissimo da fare». Parole che sarebbe parse inaudite, sino a poco tempo fa, in bocca a un leader di centro sinistra e del Pse. Ma il premier rincara la dose anche contro Susanna Camusso accomunata al leader leghista Matteo Salvini: «Sono due facce della stessa medaglia. Scommettono sulle cose che non vanno». Mentre oggi approda in aula alla Camera la delega sul lavoro, la tensione nel Paese è alle stelle. Nonostante le smentite, il ministro Poletti non esclude il voto di fiducia e un pezzo della sinistra dem minaccia di non votare il provvedimento. Che non piace nemmeno a Silvio Berlusconi: «Non porterà nemmeno un posto di lavoro in più». Il nuovo strappo di Renzi contro il movimento sindacale non stupisce la Cgil. Susanna Camusso definisce il premier «irrispettoso per il lavoro e per il sacrificio dei lavoratori» ricordando che il sindacato «vorrebbe che venissero discusse» le sue proposte e che venissero indicate «delle soluzioni». Ma in Italia, aggiunge, assistiamo «a un governo che scappa ogni volta che bisogna discutere delle condizioni dei lavoratori». Il solco profondo tra Cgil e governo riguarda tutta la politica economica. «Si parla tanto di cambiare verso – prosegue Camusso – ma pensavamo di proiettarci nel 2000 e non di tornare all’800, con un’idea di lavoro servile in una situazione in cui non ci scandalizza più per i luoghi di schiavitù e non ci si chiede perché sono tornati i caporali». Ma Renzi «dialoga solo con chi gli da ragione e non si pone invece il problema che se i lavoratori hanno riempito la piazza del 25 ottobre a Roma, e se continua la mobilitazione forse bisognerebbe ascoltare le ragioni di quel disagio». È comunque «un cruccio» per la Cgil, l’assenza della Cisl che ieri però con il leader Furlan rilancia il dialogo. Carmelo Barbagallo, segretario in pectore della Uil attacca invece il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che aveva detto che alle aziende lo sciopero fa bene. «Si vede che rappresenta solo aziende sfigate». A Renzi replica che le motivazioni per lo sciopero «ci sono tutte, abbiamo esperito tutti i tentativi per avere risposte sui pensionati, sul pubblico impiego, sulla legge di stabilità, sul jobs act». Tagliente anche sul ministro Poletti che, lasciando il congresso Uil «ha mancato di rispetto ai nostri lavoratori».

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