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Scende la pressione fiscale per artigiani e piccole imprese: le proposte della CNA

Il 2015 ha segnato una discontinuità effettiva nelle politiche fiscali, beneficiandone artigiani, micro e piccole imprese. Lo scorso anno il peso complessivo del fisco (Total tax rate) è sceso al 60.9 %, il 3.6 % in meno rispetto al picco toccato nel 2012. “C’è un’obiettiva ragione di soddisfazione, ma il livello della pressione fiscale in Italia rimane intollerabile (19.4 punti in più della media europea) e fortemente penalizzante per l’attività imprenditoriale” afferma il presidente della CNA di Avezzano, Cavasinni. Ad agosto dello scorso anno, i tre comuni più “virtuosi” sono stati Spoltore, L’Aquila e Lanciano, dove il monte-tasse incide per il 58,4% del reddito totale. Poi, via via, tutti gli altri centri: Avezzano, Teramo, Vasto, Chieti, Giulianova, Pescara, Montesilvano, Roseto e Sulmona. Per la CNA è possibile migliorare il sistema tributario con tre direttrici operative: una più consistente riduzione della pressione fiscale, il capovolgimento della tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli e l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna.

La CNA ha preparato, pertanto, dieci proposte:
1) Rendere l’Imu sugli immobili strumentali completamente deducibile dal reddito d’impresa;
2) Utilizzare le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione per ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo;
3) Introdurre una misura premiale che riduca l’imposizione sul reddito incrementale rispetto al reddito “ideale” stimato dagli studi di settore;
4) Definire il concetto di autonoma organizzazione ai fini del non assoggettamento all’Irap;
5) Introdurre l’Iri (Imposta sul reddito delle imprese) per consentire alle imprese personali di allineare l’imposizione sui redditi re-investiti in azienda a quella applicata alle società di capitali;
6) Redistribuire il gettito derivante dalla tassazione sugli immobili adeguando i valori catastali ai valori commerciali;
7) Trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari;
8) Introdurre il principio di cassa nella determinazione del reddito delle imprese personali in regime di contabilità semplificata;
9) eliminare lo split payment e ridurre la ritenuta sui bonifici, relativi a spese per le quali sono riconosciute le detrazioni fiscali, dall’8 perlomeno al 4 per cento, come in precedenza; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica B2B;
10) Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d’azienda, al pari di quanto previsto in caso di conferimenti.

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