Abruzzo

Scambio di accuse tra Regione e CdA: il futuro dell’Arpa sempre più a rischio

L’ennesimo incontro avuto in Regione lo scorso 14 aprile sulle problematiche di Arpa non ha prodotto i risultati sperati.

Alla presenza dell’Assessore ai Trasporti Morra e della Direttrice della Direzione Trasporti della Regione Mannetti si e’ ripercorso in particolare lo stato dei crediti vantati da Arpa ma assistito anche all’ennesimo rimbalzo delle responsabilità tra la Regione e la dirigenza di Arpa, quest’ultima tra l’altro inspiegabilmente assente all’incontro.

Sia chiaro che poco importa alle OO.SS da quale parte siano il “torto o la ragione” anche se al termine della riunione si è dovuto rinviare ad un ulteriore incontro, da tenersi il 29 c.m., il confronto tra OO.SS, Regione ed azienda.

Eppure si confermano da parte della Regione sia gli ingenti crediti che Arpa vanta nei confronti della Regione stessa che la disponibilità a consentire ulteriori trasformazioni di personale part-time in full-time. Ma entrambe le questioni sono ad un punto morto.

Insomma emerge il quadro di un’azienda sostanzialmente sana e con elevate potenzialità che però vacilla per scelte su investimenti e gestione del personale (solo per il blocco delle assunzioni si sono sprecati circa 700.000 euro in due anni) operate sia dalla Regione che dal CdA del presidente Cirulli senza l’esistenza di un condiviso piano di impresa che, oggi,  viene però richiesto dalla Regione per studiare forme atte a consentire una stabilizzazione economica.

In pratica si è preferito “costruire senza progetto” ed adottare la regola del “curare” invece che del “prevenire”.

Una strategia scientificamente adottata per affossare la più grande azienda pubblica di TPL o siamo di fronte ad un gruppo di “dilettanti allo sbaraglio”?

Continua pertanto ad essere del tutto irrisolta la problematica relativa alle difficoltà economiche/finanziarie della Società e alle ricadute negative che questo quadro comporta sui lavoratori, mensilmente preoccupati per l’incertezza che puntualmente si ripresenta per quanto attiene il pagamento delle retribuzioni oltre che essere sottoposti a turni estenuanti di lavoro per le carenze di personale.

Una nuova convocazione è stata già programmata per il prossimo 29 aprile questa volta, si spera, alla presenza di tutti gli attori coinvolti ma di certo non è tollerabile che in Arpa si continui ad avere una gestione, tanto industriale quanto politica, basata sul reciproco scambio di accuse tra nominanti (la Regione) e nominati (il CdA), come se non si dovesse remare tutti dalla stessa parte per salvare dalle conseguenze di scelte “azzardate”una delle più importanti Aziende pubbliche regionali.

Resta quindi tutta aperta una vertenza per la quale a breve si terrà la seconda fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione innanzi alla Prefettura e che vedrà i lavoratori in prima linea a tutela e a difesa di un patrimonio della collettività.

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