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Santa Croce, il Tribunale di Avezzano rigetta istanza di dissequestro di 8 milioni di litri d’acqua presentata da Colella

Canistro  – Il sindaco Angelo Di Paolo, l’assessore Ugo Buffone e gli avvocati del Comune di Canistro Salvatore Braghini e Renzo Lancia rendono noto che da qualche giorno, nel silenzio della stampa, è stata pubblicata l’ordinanza del Tribunale di Avezzano relativa al procedimento cautelare n. 217/2017 con cui la Sorgente Santa Croce spa chiedeva l’immediata restituzione in proprio favore di 8 milioni di litri d’acqua sequestrata dalla Regione Abruzzo il 9 e 10 nov. 2015.

Il giudice, Giulia Sorrentino, ha rigettato l’istanza di dissequestro sul presupposto che: “1) non è dedotta né dimostrata la data di decorrenza del termine; 2) deve anzi ritenersi che non vi sia stato alcun rapporto essendo stata accertata la violazione direttamente dall’ufficio regionale competente per la irrogazione della sanzione; 3) è stata emessa ordinanza di ingiunzione prima dell’esecuzione del sequestro e, comunque, entro due mesi dall’accertamento della violazione”.

Il giudice del Tribunale di Avezzano, disattendendo la ricostruzione dell’azienda, ha precisato che non vi è stata perenzione perché il termine da prendere in considerazione non è di 60 giorni come preteso dalla società ricorrente bensì di 180, talché, non essendo ancora spirato il termine, il sequestro deve ritenersi ancora efficace.

Il Tribunale ha, dunque, accolto in pieno la tesi della dirigente regionale del Servizio Risorse del Territorio ed Attività estrattive, dr.ssa Iris Flacco, che aveva sottoscritto il provvedimento di sequestro, condannando la Santa Croce alla refusione delle spese di lite nella misura di 3.000 € oltre accessori.

A questo punto, il sindaco dr. Angelo Di Paolo, l’assessore Buffone e gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia chiedono alla Regione Abruzzo di verificare lo stato di conservazione dell’acqua minerale sequestrata che si trova all’interno del magazzino dello stabilimento di Canistro nonché di valutare l’eventualità di avviare in tempi rapidi una procedura che consenta la vendita del bene sequestrato, al fine di destinare il ricavato, o parte di esso, al pagamento delle competenze rivendicate dai 75 lavoratori licenziati, che da diversi mesi sono senza stipendio e senza lavoro.

Nel frattempo, la Norda spa, Società aggiudicataria in via provvisoria del bando regionale della Concessione di Canistro, è impegnata quasi giornalmente nelle operazioni intese ad espletare la Valutazione di Impatto Ambientale, utilizzando apparecchiature molto sofisticate per rilevare l’effettiva portata della sorgente, e quindi completare l’iter tecnico entro il 21 maggio, termine fissato dal bando.

Ci si chiede, infine, perché l’imprenditore molisano, sempre molto attento ad informare la stampa e a chiedere indagini e verifiche a tutto campo circa i procedimenti che lo riguardano, pur essendo a conoscenza da alcuni giorni dell’esito negativo dell’istanza di dissequestro, si sia guardato bene dall’informare le agenzie circa il risultato di questa sua ulteriore iniziativa giudiziaria, anche questa, tra le tante presentate, con esito diverso da quello sperato. Tanto ha indotto il sindaco Di Paolo, l’assessore Buffone e gli avvocati del Comune a rendere noto all’opinione pubblica e, in primis, ai lavoratori di Canistro, la conclusione di questa vicenda giudiziaria.

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