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Santa Croce, ispezione di carabinieri e regione: Colella protesta


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I carabinieri ed il personale della regione Abruzzo hanno effettuato ieri mattina un’ispezione nello stabilimento Santa Croce di Canistro con l’obiettivo di tornare in possesso della società per lanciare il nuovo bando per affidare la concessione a settembre. Dura la reazione dell’imprenditore Camillo Colella, che su AbruzzoWeb ha dichiarato: “Non si può violentare la gente che lavora onestamente presentandosi senza un minimo di preavviso per fare un’ispezione: con 10 carabinieri è sembrato un blitz contro un gruppo di delinquenti che, invece, è in regola e che è in attesa del nuovo bando per la concessione da 10 mesi”.

Secondo la regione Abruzzo la società Sorgente Santa Croce Spa di Canistro avrebbe captato acqua sorgiva invece che dai serbatoi, nonostante il divieto emanato lo scorso ottobre dall’ente pubblico. Per questo, la regione aveva presentato una denuncia per violazione dei sigilli alle autorità. I sigilli erano stati apposti dopo la revoca della concessione a causa di irregolarità riscontrata dalla regione nella documentazione e del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), giudicato carente. A confermare la presunta violazione da parte dell’azienda il dirigente regionale del servizio attività estrattive e risorse territoriali, Iris Flacco, che aveva chiesto al prefetto di L’Aquila Alecci di chiudere l’adduzione alla sorgente. A tal proposito l’azienda aveva risposto annunciando a sua volte denunce ed esposti alla magistratura.

 

 

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