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Santa Croce, Di Paolo replica a Colella

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Canistro – “L’insistenza con cui Colella cerca di convincere l’opinione pubblica (di certo dopo aver molto faticato a convincere sè stesso) della sua personalissima rappresentazione della vicenda “Santa Croce” (di nome e di fatto!), non può non confermare quanto icasticamente intuito da un illuminato scrittore viennese del secolo scorso, Hugo von Hofmannsthal, per il quale <<Lo spirito sano cerca il reale, l’insano si attacca all’irreale>>.

Del resto non vi può essere altra spiegazione atteso che Colella parla di fatti e di prove che avrebbe offerto in occasione delle sue elucubranti esternazioni consegnate alla stampa, che sarebbero talmente schiaccianti da dover indurre la Magistratura ad indagare su un presunto ‘disegno criminoso’ tra Regione e Comune di Canistro, tra sindacati e lavoratori, tra dirigenti regionali e esponenti politici. Tutti intenti a tramare contro di lui! Invero, la Magistratura indagherà molto presto, ma non sulle invenzioni di Colella bensì sulle sue gratuite denigrazioni, che saranno oggetto di querela da parte di A. Di Paolo, visto che con la sua ultima esternazione Colella ha offerto ulteriori elementi al fine di qualificare “diffamatorie” le dichiarazioni elargite nella precedente conferenza stampa, specificando in modo inequivocabile che il ‘disegno criminoso’ ordito contro di lui dalla definita “associazione per delinquere” annovera tra i suoi artefici anche il Sindaco di Canistro.

Il mirabolante Colella precisa di fondare le sue accuse su fatti e prove. Ebbene quali siano questi fatti non si riesce proprio a comprenderlo visto che la perdita della concessione della sorgente Sant’Antonio Sponga, come lui e i suoi legali ben sanno, deriva da un provvedimento del TAR dell’Aquila che, nel gennaio 2016, ha annullato, su ricorso presentato dal Comune di Canistro, il bando della Regione. Non potrà sfuggire neanche a Colella che in quella circostanza la Santa Croce si è costituita in giudizio al fianco della Regione Abruzzo e contro il Comune di Canistro, che, invece, ricorreva avverso quest’ultima. Il tutto a smentire qualunque disegno criminoso tra i rappresentanti dei due enti, e a confermare che, invece, la collusione sussiste solo nella mente dell’imprenditore molisano, il quale, appunto, preferisce <<attaccarsi all’irreale>>.

O forse anche il TAR regionale abruzzese fa parte del disegno criminoso? E anche il Consiglio di Stato, che, nel giugno 2016, ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata da Colella avverso la sentenza del Tribunale amministrativo aquilano? Intelligenti pauca!
Invece, proprio in quanto a corto di fatti e di prove, il Colella si distacca ancor di più dal ‘principio di realtà’ per scivolare, e scadere, sul personale, con argomenti (ma il termine è sin troppo generoso) che esulano del tutto dalla vicenda della concessione. Ed ecco allora le accuse al Sindaco di Canistro per aver più volte cambiato casacca, alla moglie Armanda Coco di essere responsabile dell’indebitamento della società, con l’aggravante di aver agito (senza specificare il perché) in conflitto di interessi.

Omette di ricordare, il vulcanico Colella, che Angelo Di Paolo, di provata, immutata e coerente fede democristiana, si è cimentato, attraversando le vorticose dinamiche della recente storia politica sempre con la casacca di ‘moderato’ e all’interno di liste civiche, collezionando un successo dietro l’altro nei diversi livelli della vita amministrativa ed istituzionale, ad oggi vantando una carriera invidiabile: sindaco di Canistro dal 1975 al 1990, dal 1998 al 2000, dal 2000 al 2005 e ancora oggi; assessore e presidente della comunità montana Valle Roveto; consigliere provinciale e assessore con delega ai lavori pubblici; due volte consigliere regionale, dal 2005 al e nel 2014, e, nella precedente consiliatura regionale, assessore regionale ai lavori pubblici.

Vero è che Di Paolo è stato sempre eletto con ampi consensi, a testimoniare la sua credibilità e la speculare fiducia di cittadini ed elettori nei suoi riguardi. Ma può dirsi lo stesso per lo stupefacente Colella? Basti riferirsi alla sua performance alle ultime elezioni regionali in Molise, in occasione delle quali, la lista dell’imprenditore ha raggiunto un ‘ragguardevole’ 0,52 % di gradimenti e lui personalmente, candidatosi presidente, ha ottenuto ‘ben’ 1.141 voti (lo 0,59). Anche qui: meglio tacere che commentare.

Oggi Colella, rivelando ancor di più quel già evidenziato attaccamento all’irrealtà, ha evocato anche un ‘ribaltone’ nel Consiglio comunale di Canistro (evidentemente suggerito da qualche suo amico esperto in ribaltoni), manifestando la speranza che ciò accada presto, così come spera anche di tornare a imbottigliare la preziosa acqua di Canistro. Ma, caro Colella, chi di speranza vive di speranza muore.

Risibile, inoltre, l’attacco personale e squalificante alla signora Armanda Coco, che dura ormai da ben 8 anni, per i debiti accumulati dalla Santa Croce, atteso che Colella vorrebbe falsamente ascrivere responsabilità che non competono alla signora Coco, che non aveva affatto ruoli decisionali nel settore della strategia aziendale e commerciale ma esclusivamente nel settore della gestione contabile, eseguendo scrupolosamente le scelte imprenditoriali della proprietà.

Crea persino imbarazzo, peraltro, che ad additare la sig.ra Coco per la responsabilità dell’indebitamento sia un soggetto che non ha versato l’Iva per 13 milioni di euro e che per questo è stato arrestato ed ha subito un sequestro per 20 milioni; che ha accumulato un debito di oltre un milione e 300mila euro per tasse, tributi e canoni non versati al Comune di Canistro; che ha usato la cassa integrazione (denaro dei contribuenti) per remunerare le ferie e la malattia dei lavoratori, e che, dopo averli licenziati, non ha più pagato agli stessi mensilità arretrate, TFR e ferie maturate, omettendo finanche di restituire ad alcuni di loro le quote del fondo pensionistico integrativo.

E poi, Colella crede di essere un grande imprenditore. Ebbene. Chi lo ha obbligato ad acquistare un’azienda in perdita? Perché ha deciso di acquistare la Sorgente Santa Croce? Lo ha fatto per filantropia? Anche qui: meglio tacere.

Infine quale credibilità può darsi a chi accusa tutto e tutti, cercando la pagliuzza nell’occhio degli altri e ignorando la trave che è nel proprio occhio. Che ritiene di essere vittima di inganni e ha più di una volta ingannato i lavoratori della Santa Croce, la Regione Abruzzo e la Regione Molise (che lo ha ripetutamente diffidato), il Comune di Canistro, i consumatori che credono di bere dalla bottiglia con il marchio Santa Croce l’acqua di Canistro e, invece, bevono l’acqua di Castelpizzuto; e che ancora oggi è sotto processo insieme all’ex presidente della BpM, per due versamenti (uno da 500mila e l’altro da 200mila euro) con cui, secondo l’ipotesi accusatoria, la Farmer Immobiliare Sas (uno dei tanti ‘giocattolini’ di Colella) avrebbe ottenuto un investimento contrario agli interessi della stessa banca, prendendo parte, si legge nei rendiconti della stampa delle carte processuali, a una struttura ‘parallela e deviata verso interessi personali’.

Ora basta, sig. Colella. Il Comune di Canistro, la Regione e la nuova società aggiudicataria della concessione debbono occuparsi di ben altro. Lei prosegua a sperare nei suoi fantastici ricorsi presentati in ogni giurisdizione, tribunale e foro, e continui pure – parafrasando Chuck Palahniuk – <<a costruire un muro di certezze tra sè stesso e la realtà>>, in quanto, di questo ne siamo certi, il muro che ha costruito in questi anni è talmente alto da essere, ormai, visibile a tutti”.

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Fasce appese in segno di protesta, Toninelli nega l’incontro programmato ai sindaci

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Marsica – Rabbia e delusione fuori al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo una lunga attesa durata tutta la mattina il ministro, Danilo Toninelli, ha negato l’ingresso alla delegazioni dei sindaci di Lazio e Abruzzo nonostante l’incontro fosse programmato da tempo. Un comportamento inaccettabile, hanno commentato all’unanimità i primi cittadini presenti che, in segno di protesta, hanno appeso le fasce tricolore davanti al dicastero sperando in un ripensamento.

Questa mattina la delegazione dei sindaci era tornata a Roma, su appuntamento, in cerca di garanzie circa un congelamento delle tariffe autostradali anche per il 2019. Dopo la sospensione dell’aumento del 12 per cento, imposto dal ministero al concessionario Strada dei Parchi fino alla data del 31 dicembre 2018, i primi cittadini erano tornati per scongiurare nuovi aumenti ed interrogare il ministro su cosa accadrà con certezza alle tariffe di A24 e A25 a partire dal primo gennaio 2019.

Presenti per la Marsica Maria Olimpia Morgante, sindaco di Scurcola Marsicana, Fernando Marzolini, primo cittadino di Rocca di Botte, Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli, Mariangela Amiconi, primo cittadino di Magliano de’ Marsi, e il consigliere provinciale Alfonsino Scamolla. C’erano, inoltre, il consigliere comunale dell’Aquila Leonardo Scimia, e una delegazioni di sindaci laziali: Massimiliano Liani (sindaco di Cineto Romano), Settimio Liberati (sindaco di Camerata Nuova), Beniamino Pandolfi (sindaco di Colle di Tora), Francesco Pelliccia (sindaco di Subiaco) e Luciano Romanzi (Presidente della X Comunità Montana dell’Aniene). Un nuovo incontro, hanno fatto sapere, è stato fissato dal ministro per il prossimo 5 dicembre.

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Scuola materna via Cairoli, in arrivo 100mila euro per la riqualificazione energetica

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AvezzanoIsolamento termico delle murature esterne e del solaio di copertura e sostituzione degli infissi con elementi nuovi a minore dispersione termica. L’assessore all’edilizia scolastica Chiara Colucci rende noto che è in programma per la prossima estate l’intervento di miglioramento energetico alla scuola materna di via Cairoli “Nennolina”. Lo scorso 7 novembre è stata sottoscritta la convenzione relativa alla concessione da parte della Regione Abruzzo di un contributo a fondo perduto per la riqualificazione energetica della scuola. Il contributo, proveniente dai fondi POR – FESR 2014/2020 è di 100mila euro ed è stato ottenuto a seguito della partecipazione al bando pubblicato dalla Regione Abruzzo, la cui graduatoria è stata approvata a ottobre del 2017. L’intervento consiste in lavori finalizzati all’efficientamento energetico dell’edificio che consentiranno il miglioramento di due classi energetiche, in particolare: realizzazione di un isolamento termico delle murature esterne e del solaio di copertura oltre alla sostituzione degli infissi con elementi nuovi a minore dispersione termica. L’attuazione dell’intervento, data l’impossibilità di operare in concomitanza con le attività didattiche, sarà realizzato l’estate prossima.

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Tagliacozzo ricorda don Gaetano Tantalo con una messa presieduta da monsignor Marini

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Tagliacozzo – Anche la comunità religiosa di Tagliacozzo ricorda don Gaetano Tantalo nel 71° anniversario della morte. Oggi, martedì 13 novembre alle 17.00, sarà celebrata nella Chiesa di San Pietro una messa in onore del sacerdote presieduta da monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche del Papa. A Tagliacozzo don Gaetano Tantalo fu parroco per ben 13 anni. Anche Villavallelonga ha ricordato don Gaetano con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo dei Marsi, Pietro Santoro, che si è tenuta domenica scorsa alle 15 nella parrocchia dei Santi Lucio e Nicola.

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Tagliati gli alberi davanti al Castello di Celano, Santilli: erano diventati pericolosi

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Celano – Sono stati tagliati per motivi di sicurezza i grandi alberi davanti al castello Piccolomini di Celano. Lo ha annunciato il sindaco Settimio Santilli. Le operazioni di taglio si stanno svolgendo in questi giorni. “Ci si dividerà tra chi li voleva in vita e chi no, e quindi sono pronto alle critiche, ma dopo gli eventi meteorologici dei giorni scorsi, che hanno visto diversi morti in Italia per la caduta di alberi identici a questi, non si poteva più tentennare – ha dichiarato il primo cittadino – Gli alberi erano pericolosi per le persone, per la auto davanti all’area parcheggio del Castello e per le case adiacenti- inoltre, aggiunge – con le loro radici  stavano facendo danni irreparabili alle stesse mura perimetrali. Ne viene fuori tra l’altro una bellezza maestosa del museo più visitato d’Abruzzo, il nostro Castello Piccolomini, mai vista, perché da sempre oscurata. Sui ceppi degli alberi tagliati, a memoria storica, potremmo raffigurare le immagini o gli stemmi dei Conti Berardi e Piccolomini – propone Santilli che aggiunge – Non sarebbe male una riqualificazione globale della piazza davanti il Castello. Vediamo fin dove viene stuzzicata la fantasia dei tecnici o degli studenti” conclude.

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Due volte all’ospedale dell’Aquila per una risonanza urgente, odissea di una marsicana

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Avezzano – Una donna marsicana è stata costretta a recarsi presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila per una risonanza urgente al ginocchio. La denuncia arriva da Augusto Di Bastiano de Il Centro Giuridico del Cittadino. “Una donna, che lamenta forti dolori ad un ginocchio, il medico le prescrive una risonanza urgente. La donna si reca per due giorni consecutivi presso il CUP di Avezzano nella speranza di poter fare l’esame in zona, suo malgrado si trova costretta a scegliere l’ospedale di L’Aquila. 50 km. Sembra facile. Basta aggiungere al già esoso costo del ticket (47 euro) quello dell’autobus. Questo se ce ne fossero in orari adeguati. Ma la storia del sistema trasporti  è nota, per cui bisogna aggiungere anche costi di benzina, autostrada e – siccome siamo educati -almeno un caffè per l‘accompagnatore – dichiara Di Bastiano – Nel noscomio aquilano  tutto procede per il meglio, se non fosse che alla richiesta di ritiro del referto le viene risposto che potrà ritirarlo solo qualche giorno dopo presso lo sportello dello stesso ospedale”. Ci sarebbe anche la possibilità di riceverlo per posta al costo aggiuntivo di 7 euro, ma solo dopo un mese, mentre il servizio di consulto dell’esame in via telematica non è attivo seppur si tratti della stessa Asl. Alla donna non resta che tornare per la seconda volta per il ritiro del referto. “Solo per ritirare un foglio di carta con CD – aggiunge Di Bastiano – deve ripetere il suo viaggio di 50 km, pagare di nuovo autostrada benzina e caffè all’accompagnatore, oppure risparmiare sulla spesa del trasporto usando un autobus e, per una commissione di 5 minuti impiegare più o meno mezza giornata fra andata e ritorno. A conti fatti, non sarebbe stato meglio utilizzare una struttura privata? Si spende la stessa cifra ma si risparmia molto, ma molto tempo. E quando la richiesta di esame è urgente il tempo non è denaro, è vita. È forse questo l’intento? Spingere l’utente verso la sanità privata?”
A questo punto le domande diventano tante: “Perché non organizzare un servizio di corriere interno che colleghi presidi ospedalieri dell’ ASL 1 AQ dando modo all’utente di ritirare il referto presso lo sportello più vicino? Perché, optando per l’invio tramite posta,  bisogna attendere un mese(pagando 7.00 €). Perché i nostri presidi ospedalieri non possono trasmettere telematicamente il referto di un esame obiettivo direttamente al paziente? Perché non lo possono trasmettere, saggiamente, al medico che l’ha prescritto, visto che,  tutti i medici dovrebbero interagire  con i sistemi telematici? In ultimo, perché non si riesce a garantire un esame obiettivo urgente?”.

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Marsica, isola felice o terra di smaltimenti illeciti? Oggi la conferenza a Massa d’Albe

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Marsica – É in programma per oggi pomeriggio la conferenza a tema: ”Marsica, isola felice o terra di smaltimenti illeciti?”, con la partecipazione di Angelo Venti, direttore della testata Site.it e Claudio Abruzzo, organizzata dal Comitato in difesa del territorio Equo. L’appuntamento è alle 17.00, nella sala consiliare del Comune di Massa d’Albe.

 

 

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Lfoundry. Sindacati, volano gli stracci

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Marsica – “Con riferimento alla dichiarazione rilasciata al giornale IL CENTRO dal sig. Antonello Tangredi della FIM-CISL e confortata dal commento del sig. Michele Paliani della UILM-UIL, i sottoscritti De Sanctis Elvira e Fegatelli Alfredoe Fegatelli Alfredo in nome e per conto della FIOM-CGIL smentiscono categoricamente che da parte della suddetta O.S. vi sia stata qualsivoglia richiesta di differimento o di annullamento dell’incontro fissato al MISE. Le affermazioni dei rappresentanti delle altre OO.SS, per scopi poco chiari, mirano unicamente a creare ulteriori incertezze e disagi fra i lavoratori e gettano consapevolmente discredito sulla nostra Organizzazione che, sia nelle assemblee svolte con i lavoratori che attraverso i propri comunicati, ha sempre sostenuto la necessità di un incontro al MISE per capire la reale situazione di Lfoundry”. Non “le manda a dire” la FIOM CGIL finita nel mirino delle omologhe Rappresentanze relativamente alla delicata fase in cui si trova Lfoundry, e minaccia azioni legali.

“Non aver firmato il Contratto di Solidarietà di ben 18 mesi che prevede una dichiarazione di esuberi senza che sia stata illustrata da parte dell’azienda una chiara strategia industriale, è un’ulteriore prova che la scrivente senza un confronto presso il MISE e senza un miglioramento dell’accordo non ha inteso firmare tale strumento.

Peraltro, tale accordo, pur non essendo da noi condiviso, come prevede la legge ha la sua validità anche senza la firma della nostra Organizzazione. Rimane il fatto dell’assunzione di responsabilità nel bene e nel male dei firmatari di detto accordo che non prevede percorsi di uscita dal CDS attraverso l’indicazione di strategie industriali da parte dell’azienda, strategie che devono essere discusse presso il MISE.

Ricordiamo che nella vertenza del 2013, prima si sono svolti gli incontri al MISE e una volta chiara la strategia aziendale, la stessa è stata accompagnata dai Contratti di Solidarietà fortemente voluti dalla nostra O.S. davanti allo scetticismo di molti.

Infine, come largamente pubblicato dai mezzi d’informazione la FIOM-CGIL della Provincia di L’Aquila si è immediatamente attivata per conoscere le ragioni dell’annullamento dell’incontro attraverso una richiesta formale e ufficiale al Ministero dello Sviluppo Economico.

L’intento meramente diffamatorio dei sigg.ri Tangredi e Paliani sarà valutato dai nostri legali per procedere con le opportune azioni a difesa nella nostra Organizzazione Sindacale”.

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