Abruzzo

Sanita’: D’Alfonso, piu’ programmazione e organizzazione

Il primo dei quattro incontri previsti con la sanita’ abruzzese, si e’ tenuto oggi a Pescara nell’ aula magna dell’ospedale civile tra il Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e il personale della locale Asl. Alla riunione ha partecipato anche l’assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco. Il confronto e’ stato promosso dallo stesso D’Alfonso nell’intento di conoscere le vere emergenze del mondo sanitario abruzzese “allo scopo di riportare a casa”, come egli ha espressamente chiesto, “una lista delle cose che ci sono ancora da fare per migliorare uno dei servizi piu’ importanti ed essenziali per il cittadino, muovendoci lungo tre direttrici che sono le risorse umane, quelle strumentali e strutturali e le risorse della autonomia”. Relativamente a questo ultimo concetto dell’ “autonomia”, D’Alfonso ha spiegato che sogna un sistema dove “chiunque abbia una responsabilita’ nella filiera istituzionale che eroga il servizio di cure sanitarie, non debba ogni mattina telefonare a chi sta sopra di lui per avere istruzioni, ma che sappia esattamente cosa deve fare e quali sono le sue competenze: non chiederemo nessun atto di ossequio, ma solo competenza, bravura e capacita’ organizzativa”. Secondo D’Alfonso, il sistema sanitario abruzzese costituisce un giacimento di competenze e di motivazioni professionali che merita di essere perfezionato relativamente alla capacita’ organizzativa, incoraggiando le capacita’ di autonomia e i punti di produzione del servizio salute. “Sono di fronte ad una comunita’ motivata, competente e vogliosa di partecipare alla stagione di rinnovamento fatta di rispetto della dignita’ della persona”. D’Alfonso, infine, ha voluto ricordare il caso di un finanziamento statale che nel 1998 ha interessato la sanita’ abruzzese: “abbiamo avuto a disposizione 600 miliardi di lire per il miglioramento del patrimonio edilizio sanitario: molti di questi soldi sono stati divorati in inutili relazioni progettuali e anche in gestioni di cantieri non assolutamente all’altezza dei bisogni reali di allora e tutto cio’ perche’ c’e’ stato un difetto di programmazione e organizzazione, che sono il contrario della sciatteria che a volte noi abbiamo visto”. “Noi su questo principio stiamo ricostruendo una nuova cultura della gestione sapendo che la qualita’ delle informazioni nutrono la qualita’ della organizzazione”.

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