Giudiziaria

Sangue infetto, pronte altre dieci cause

Come preannunciatoci dall’avvocato Carpineta, la sentenza della Corte d’Appello de L’Aquila, fa giurisprudenza e quindi apre ad una probabile sequela di denunce della stessa risma.

Infatti in zona si sono accumulati almeno altri dieci casi del genere, cioè di persone contagiate a causa di trasfusioni fatte in maniera approssimativa. Oltre all’epatite C potrebbero esserci stati, soprattutto negli anni 70, casi di Hiv rimasti nascosti. E il fatto che il ministero sia stato riconosciuto colpevole per il danno procurato, nonostante all’epoca dei fatti le informazioni su suddette malattie fossero ancora parziali e il quadro normativo incompleto, a breve porterà ad una serie di denunce nei confronti del ministero con probabile esborso di milioni di euro da parte dello Stato.

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