Cultura

Rovere, un concerto di Pasqua ricco di emozioni per unire le comunità locali

Concerto di  Pasqua “Sui Generis” quello svoltosi ieri sera presso la Chiesa Madonna delle Grazie del piccolo borgo marsicano Rovere. Una folla copiosa ha partecipato allo spettacolo musicale organizzato dal sacerdote Don Antonio Petrescu, alias “Don Elvis”, con la partecipazione della comunità di Rovere ed Ovindoli. Tra i protagonisti dell’evento la giovanissima Soprano Chiara Tarquini, eccellenza abruzzese che non ha esitato a ringraziare Don Elvis per l’impegno profuso nell’organizzare tale manifestazione pasquale. Impossibile non lasciarsi trasportare dalle note jazz-blues accompagnate dai  sassofoni del giovane Cristian Rantucci e dal simpatico, nonché bravissimo, Massimo di Ponzio, il quale ha ribadito come Rovere, grazie a questo tipo di manifestazioni, sia divenuto un importante centro di aggregazione tra le diverse comunità dell’Altipiano. Tra le mura della Chiesa riecheggiano le voci del Coro Ovindolese alternate all’imponente voce del soprano Tarquini, la quale dopo aver interpretato un brano tipicamente pasquale come “Panicus Angelicus”, strizza l’occhio all’opera eseguendo la Tosca di Giacomo Puccini seguita da li a poco dal brano “Voglio Vivere” tratto dal Romeo e Giulietta di Charles Gounod. Il tutto sotto l’egregia direzione del maestro Nicolino Rosati.

Dopo un’emozionante esibizione dell’Inno alla Vita di Gounoud, il Soprano  tiene a sottolineare come sia “ Doveroso per gli artisti come noi, ben consci del potere comunicativo ed espressivo della musica, portatrice di messaggi universali, dedicare  questo concerto alla vittime degli attentati della scorsa settimana”. Dopo il successo del concerto di Natale, sempre nella rinnovata e restaurata Chiesa della Madonna delle Grazie, si conferma la bravura di Don Elvis, dei protagonisti dell’evento e dei suoi collaboratori, cui si deve  riconoscere il merito di aver riportato una ventata di spensieratezza tra le comunità locali, ulteriore prova di come la musica possa unire la gente e strappar loro un sorriso in un periodo storico così controverso.

Antonella Valente

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