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Cultura

Romolo Liberale e la sua “Opera poetica” : omaggio al poeta marsicano

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Sabato 6 febbraio alle ore 16:30, nell’Auditorium dell’Agenzia per la promozione culturale in via Cavalieri di Vittorio Veneto ad Avezzano, si terrà la presentazione del libro “Opera poetica” di Romolo Liberale. Durante l’evento, promosso dall’associazione Presenza Culturale-Amici di Romolo Liberale e dall’associazione “Il Liri”, verrà proiettato anche il docufilm dal titolo “Parole all’uomo” di Haydir Majeed. La manifestazione, moderata da Maria Caterina De Blasis, sarà aperta dai saluti del presidente di Presenza Culturale Ilio Leonio; seguiranno la nota critica di Anna Maria Giancarli e le conclusioni del presidente de “Il Liri” Mauro Rai. Per omaggiare il grande poeta marsicano, scomparso nell’ottobre del 2013, nel corso della presentazione di “Opera poetica” gli artisti del Teatro Lanciavicchio reciteranno alcuni dei versi contenuti nella pubblicazione.

 

Cultura

“Va, pensiero, sull’ali dorate”, Jacopo Sipari porta il Nabucco di Verdi in Lettonia

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Marsica – Il giovane direttore d’orchestra abruzzese, Jacopo Sipari di Pescasseroli, debutta Sabato 27 Gennaio sul podio del prestigioso Teatro dell’Opera e del Balletto di Riga in Lettonia con il capolavoro di Giuseppe Verdi, “Nabucco” con il quale aveva già riscosso un grandissimo successo all’Opera di Belgrado. E’ il debutto di Sipari presso l’Opera Nazionale Lettone (LNO), il principale teatro della Lettonia e uno dei più prestigiosi d’Europa. Il teatro è la sede dell’Opera e del Balletto Nazionale. La compagnia stabile si formò poco dopo l’indipendenza della nazione, nel 1918, e due anni più tardi vi si creò la compagnia di danza. Progettato dall’architetto Ludwig Bohnstedt, aprì i battenti nel 1863 con il nome di Teatro Tedesco di Riga. Distrutto da un incendio nel 1882, venne ricostruito sulla base del progetto originario da Reinholds Schmaeling: i lavori terminarono nel 1887. Dal 2003 al 2007 è stata diretta da Andris Nelsons uno dei più grandi direttori d’orchestra al mondo. Straordinario il cast con Evez Abdulla (Nabucco), Yulianna Bawarska (Abigaille), Andris Ludvigs (Ismaele), Romāns Poļisadovs (Zaccaria). “La prima volta che ho diretto Nabucco – dice Sipari –  avevo 26 anni e Abigaille era la grande Dimitra Theodossiou. Mi sembrava talmente incredibile che potessi lavorare con lei che in prova neanche l’avevo riconosciuta. Ho sempre amato profondamente quest’opera, sicuramente l’opera di Verdi che amo di più insieme ad Otello e Aida. Un’opera intrisa di spirito di libertà, di forza, di carattere, di energia senza eguali. Ogni volta che la dirigo provo emozioni diverse. Spero tanto di poterla portare a Tagliacozzo Festival”. Nabucco (il titolo originale completo è Nabucodonosor) è la terza opera lirica di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, Nabucco fece il suo debutto con successo il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano alla presenza di Gaetano Donizetti. È stata spesso letta come l’opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell’epoca potevano tracciare paralleli tra la loro condizione politica e quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Questa interpretazione però fu il risultato di una lettura storiografica retroattiva che, alla luce degli avvenimenti storici occorsi, volle sottolineare in senso risorgimentale l’attività artistica del compositore. La lettura fu incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va, pensiero, sull’ali dorate, intonato dal popolo ebraico, ma il resto del dramma è invece incentrato sulle figure drammatiche dei Sovrani di Babilonia Nabucodonosor II e della sua presunta figlia Abigaille. L’opera venne realizzata dopo un periodo travagliato della vita di Verdi, in quanto non solo egli era andato incontro ad un fiasco con la rappresentazione della sua opera Un giorno di regno il 5 settembre 1840, ma aveva anche subito la morte della moglie Margherita Barezzi e dei figli Virginia e Icilio. Ciò lo aveva condotto ad un rifiuto totale di comporre brani musicali, se non che venne contattato dall’impresario teatrale Bartolomeo Merelli il quale gli propose un libretto composto da Temistocle Solera. Tale libretto, il quale recava il nome di Nabucco colpì a tal punto Verdi che accettò volentieri di musicare l’opera. Nel 1841 venne completata la partitura musicale e il successivo 9 marzo 1842 l’opera venne messa in scena alla Scala di Milano. Di ritorno dalla Lettonia Sipari è atteso con la Sinfonica Abruzzese al debutto al Parco della Musica – Sala Sinopoliper uno straordinario concerto con la star del jazz Cinzia Tedesco. Il concerto verrà poi riproposto all’Aquila nella stagione della Istituzione Sinfonica Abruzzese il 2 Febbraio. Subito dopo la Sinfonia n.3 di Tchaikovsky con l’Orchestra della Radio e Televisione di Belgrado e la Sinfonia n.2 di Brahms con l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Tirana.

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Attualità

Eppure Soffia, al Teatro dei Marsi va in scena uno spettacolo sulle battaglie delle donne

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Avezzano – Donne, correnti e cambiamenti: il 4 gennaio al Teatro dei Marsi di Avezzano alle 21,00. Eppure Soffia, la poesia nella musica italiana, affronta il suggestivo tema delle battaglie sociali che hanno impegnato le donne in Italia e nel mondo, dagli anni settanta ad oggi. Un viaggio raccontato con musiche e parole, con le canzoni di Iva, Caterina, Patty, Mina, Loredana, Mia, Teresa, Giuni, Gianna e Paola che saranno il filo musicale. Un euro di ciascun biglietto sarà devoluto a La Casa delle Donne della Marsica Be Free cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni. Centro Antiviolenza e casa rifugio h 24 finanziato dal bando 8 per mille della Chiesa Valdese.

Testi di Federico Del Monaco.

Regia di Roberto Carattoli, aiuto regia di Annalisa Martorelli.

Attori: Francesca Palumbo, Giuseppe Ippoliti, Alessandro Carattoli, Diletta Laezza, Alessandro Scafati, Alessandra Barbonetti, Francesco Ruggeri, Marisa Di Bastiano, Roberta Placida.

Cantanti: Alessandra Stornelli, Renzo Lanciotti, Simona Di Profio, Dajana Barbonetti, Manola Mione, Greta D’Avolio, Carlo Alberto Ippoliti.

Musicisti: Renzo Lanciotti, Fabrizio Pierleoni, Fabio Colella, Alessandra Stornelli.

Tecnici: Giada Giffi, Federico Carattoli.

Graphic Designer: Fabrizio Del Monaco.

Prevendita biglietti attiva presso il Punto informativo di Avezzano (angolo Corso della Libertà con Via Monsignor Pio Bagnoli) lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18:00 alle 19,30.

 

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Abruzzo

Il Maestro Riccardo Muti parla di Napoli tramite due Abruzzesi

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Napoli: Il Maestro Riccardo Muti, nella tarda mattinata di ieri, insieme ad alcuni Cantati lirici impegnati nella produzione Mozartiana al San Carlo ha incontrato i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
Il Maestro durante l’incontro ha trattato diversi argomenti; uno di questi è stato spiegare ai giovani di come si possa parlare di una grande città come Napoli attraverso la Musica; il grande Direttore, però, questa volta per parlare della sua amata Napoli non ha utilizzato le “solite” arie di musica napoletana, ma ha scelto un aria da Camera scritta dal Pescarese Gabriele D’Annunzio e musicata dal compositore di Ortona a Mare, Francesco Paolo Tosti; entrambi Abruzzesi; in titolata ” A vucchella” tradotta in ” la boccuccia”.
In riferimento a quest’aria il Maestro Muti ha fatto notare l’ottima rappresentazione del carattere tipico napoletano, con una scrittura molto partenopea e frivola ma allo stesso tempo, passionale e armoniosa. Inoltre si è soffermato sull’importanza dell’espressione musicale e sulla grande libertà espressiva che si può avere rispettando, però, i parametri scritti dall’autore.
Sul testo e su dove sia nata quest’aria ci sono molte dicerie a riguardo; si dice, che, sia stata scritta nel caffè “Gambrinus” in piazza Plebiscito difronte il teatro San Carlo, e che Gabriele D’Annunzio abbia preso ispirazione da una ragazza napoletana che era seduta li mentre sorseggiava un caffè.
Attualmente il Maestro Riccardo Muti, che torna a Napoli dopo 34 anni dall’ultima opera, sta concludendo gli ultimi giorni di prova del “Così fan tutte”, uno dei più grandi capolavori Mozartiani, sotto la regia di sua figlia Chiara Muti con un cast stellare.
Direttore | Riccardo Muti
Maestro del Coro | Gea Garatti
Regia | Chiara Muti
Scene | Leila Fteita
Costumi | Alessandro Lai
Luci | Vincent Longuemare
Interpreti:
Fiordiligi, Maria Bengtsson; Dorabella, Paola Gardina; Guglielmo, Alessio Arduini; Ferrando, Pavel Kolgatin; Despina, Emmanuelle de Negri; Don Alfonso, Marco Filippo Romano.
Aleandro Mariani
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Cultura

Una giornata di studio dedicata all’intellettuale avezzanese Ugo Maria Palanza

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Avezzano – L’Associazione culturale Ugo Maria Palanza, presieduta da Lia Palanza, e l’amministrazione comunale di Avezzano, assessorato alla Cultura, hanno organizzato per venerdì 9 novembre una Giornata di studio dedicata all’illustre intellettuale avezzanese “Ugo Maria Palanza, Il senso del tempo”.
Si terrà venerdì 9 novembre 2018 la Giornata di studio e approfondimento sulla figura di Ugo Maria Palanza. La giornata si divide in due momenti. Il primo, solenne, si terrà alle ore 11 nell’aula consiliare del Municipio di Avezzano e sarà introdotto dal saluto del Sindaco Gabriele De Angelis, cui seguiranno gli interventi di Lia Palanza, presidente dell’associazione culturale “Ugo Maria Palanza”, di Armando Palanza, giornalista Rai e di Angelo Guido Sabatini, scrittore ed ex assessore del Comune di Avezzano.
Il secondo appuntamento della giornata è alle ore 17 del 9 novembre presso l’aula Magna del Liceo Classico Torlonia, intitolata allo stesso Ugo Maria Palanza. Questo il programma: saluti istituzionali diAnna Maria Fracassi, dirigente scolastico del Liceo Statale Torlonia – Bellisario, e di Pierluigi Di Stefano, assessore alla Cultura del Comune di Avezzano. Seguiranno gli interventi di Lia Palanza, Angelo Guido Sabatini, Walter Capezzali, presidente Deputazione Abruzzese di Storia Patria. Modera Armando Palanza. Al termine dei lavori, sempre nell’Aula Magna, ci sarà il concerto dei Maestri Francesco Mammola (mandolino) e Giulia Mangone (pianoforte).
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Cultura

L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens tema di un libro, sabato la presentazione

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Alba Fucens – Un nuovo studio sull’archeologia del Fucino sarà presentato sabato 27 ottobre alle 17 ad Alba Fucens, presso “L’Alchimista del Borgo Medievale”. Alla presentazione del libro dal titolo “Studi sull’opera poligonale tra Alta Valle del Salto e Fucino L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens di Dario Rose” interverranno Alessandra Ten, docente alla Sapienza di Roma, Daniela Liberatore , docente all’Università degli Studi di Foggia e Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Abruzzo.

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Cultura

“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo”

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Tagliacozzo“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo” è il tema del convegno in programma per oggi, 13 ottobre, alle 16 nelle scuderie del Palazzo ducale di Tagliacozzo. Ecco il programma dettagliato dell’evento.

Si inizia con i saluti istituzionali del sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Abruzzo Lorenzo Berardinetti e di  Rosaria Mencarelli della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

A seguire una serie di interventi di natura storica: Leonardo Saviano, docente emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dalla torre dei de Pontibus al palazzo comitale degli Orsini; Domenico Colasante, storico e urbanista. Dal palazzo comitale degli Orsini al palazzo ducale dei Colonna; Fernando Pasqualone, storico dell’arte. Gli affreschi e le decorazioni del palazzo.

L’evento si conclude con interventi di natura tecnico amministrativa: Antonella Lopardi, Funzionario della Soprintendenza alle belle arti dell’Aquila e Storico dell’arte. Storia dei restauri del palazzo ducale di Tagliacozzo nei secoli XX e XXI; Clara Verazzo, Professore associato di restauro- dipartimento di Architettura dell’ Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Esame critico dei restauri eseguiti nel palazzo ducale di Tagliacozzo; Mirco Crisante, autore della tesi “Palazzo ducale di Tagliacozzo, dall’analisi al progetto di riuso”. Ipotesi di restauro e di destinazione del palazzo ducale di Tagliacozzo; Emidio Primavera, dirigente Regione Abruzzo. Procedura amministraiva regionale della destinazione dei fondi Masterplan e Roberta Marcelli, Dirigente ufficio tecnico Comune di Tagliacozzo. Procedura amministraiva comunale del restauro del palazzo ducale di Tagliacozzo.

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Cultura

Convegno sulla Grande Guerra, Di Pangrazio: “Fare memoria per la pace futura”

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Avezzano – Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha partecipato al Convegno “I campi dei prigionieri in Abruzzo nella Grande Guerra” organizzato dalla Pro Loco di Avezzano nel Palazzo Torlonia, alla presenza di studiosi, cittadini e di una numerosa delegazione di studenti. Nel suo intervento il Presidente ha ricordato che la Prima Guerra Mondiale resta il simbolo negativo di una generazione di giovani sradicata dalla propria terra e sacrificata per la guerra, una generazione che vissuto giorni, mesi, anni in una lontana regione della Penisola, tra disagi estremi: uccidendo per non essere uccisa. In Abruzzo in quegli anni bui furono costruiti due campi di concentramento per i prigionieri di guerra austroungarici. Il primo a Sulmona, in località Fonte d’Amore, e l’altro nella città di Avezzano. Il Campo di concentramento di Sulmona fu progettato e costruito per ospitare fino a 10.000 prigionieri austroungarici, e quello di Avezzano fino a 15.000. Precarie condizioni di detenzione, che aggravarono lo stato psico-fisico dei soldati, già minato da mesi di stenti e privazioni a causa della guerra, un clima rigido,  la malnutrizione, i ritmi lavorativi pesanti, il sovraffollamento, la mancanza di igiene, chiamano alla memoria delle giovani generazioni un vincolo per dedicarsi alla pace con assoluta determinazione. “A distanza di un secolo dobbiamo  raccogliere quel lungo, soffocato grido alla pace  – ha sostenuto il Presidente nel suo intervento – ed affermare la responsabilità di un vocabolario  cent’anni fa inesistente o ancora sconosciuto , che sappia costruire parole ed eventi di dialogo, solidarietà, corresponsabilità: il vocabolario della pace, della libertà, dell’uguaglianza da percorrere insieme . Fare memoria per la pace futura – ha concluso il Presidente – è  il compito affidato ad ogni cittadino; ma, nello specifico, è la missione che impegna innanzi tutto ed irrevocabilmente gli uomini impegnati nel governo delle Istituzioni pubbliche”.

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