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Cultura

Rocco Papaleo si confessa ai nostri microfoni: “A quasi 60 anni sono ancora un sognatore”

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La nave da crociera “Buena Onda” di Rocco Papaleo prosegue la sua avventura attraverso i maggiori teatri italiani. Martedì sera tappa di questo viaggio è stato il Teatro dei Marsi di Avezzano, in cui l’attore e regista lucano, coadiuvato dello straordinario Giovanni Esposito, ha portato in scena lo spettacolo del teatro-canzone. E’ stato lo stesso Papaleo ad esporci la volontà di rendere parte attiva dello show il pubblico presente in sala: “Vogliamo che si sentano come i passeggeri di una nave da crociera, che possano divertirsi ed emozionarsi insieme a noi. Con Giovanni e la nostra ciurma composta da ottimi musicisti, promettiamo una vera e propria crociera dove l’orchestrina jazz vi intratterrà facendovi ballare e divertire”.

Per l’occasione gli spettatori hanno abbandonato le loro classiche vesti per mettersi in gioco e trasformarsi in passeggeri della nave, divenendo parte integrante dell’intero spettacolo. L’interazione tra pubblico ed attori è stata totale, con Esposito sugli scudi a coinvolgere l’audience presente con battute, gag e cori. Prima di lasciarsi andare alle nostre domande, Papaleo vuole lanciare un messaggio: “Non abbiate paura di divertirvi, anche a costo di sembrare buffi. Ridere è un grandissimo gesto di generosità verso se stessi e verso gli altri. Non c’è nulla da vergognarsi nel sembrare buffi perché fa stare più leggeri”. Cos’altro aggiungere, buona lettura!

In compagnia di Giovanni Esposito sta portando in scena nei teatri italiani lo spettacolo “Buena Onda” che segue l’uscita nelle sale del suo terzo film da regista “Onda su Onda”. Cosa l’ha ispirata nella stesura di questo progetto così particolare?

 Tutto parte dal teatro-canzone che posso considerare come il percorso centrale della mia carriera. L’idea era quella di proseguire l’esperienza di Gaber, vero fondatore e padre putativo del teatro-canzone. Il primo segnale di evoluzione si è avuto quando ho realizzato il mio primo film, ormai circa sette anni addietro, con cui si è avuto un primo vero parallelismo  perché in uno spettacolo del teatro canzone, “Basilicata Coast to Coast”, evocavo l’idea del viaggio a piedi da una costa all’altra della Basilicata. L’idea si prestava per un progetto cinematografico in cui il cinema e la canzone viaggiavano sulla stessa linea d’onda. Raccontare storie impregnate di musica era il mio primo obiettivo. Da quel momento in poi le cose sono andate parallele, ho fatto altri due film ed altri due spettacoli e da un punto di vista nobile si potrebbe dire che le due esperienze si alimentano a vicenda. Da un punto di vista meno nobile potremmo sostenere che ci viene un’idea ogni 3 anni e la dobbiamo far fruttare come un maiale e quindi spolparla sia cinematograficamente che teatralmente (ride ndr). Per non dare l’idea che tra il film e lo spettacolo non ci fosse un trend d’union, abbiamo cercato di mettere ulteriore carne al fuoco. Prima di tutto sul palco non ci sono solo io con i musicisti, ma c’è anche il grandissimo interprete Giovanni Esposito. E’ un teatro canzone un pò snaturato e tendente al musical, questo si. La forma è quella classica del teatro canzone ma vi è più di qualche momento di interazione tra i narratori con i musicisti, i quali non si limitano solo a suonare ma sono parte attiva della narrazione.

Ha  apertamente definito la sua terza pellicola come un grandissimo flop, forse causato dal mix poco riuscito tra comicità e malinconia, componenti che in realtà emergono anche nei precedenti due film, soprattutto in “Una Piccola Impresa Meridionale” che ha ottenuto un successo considerevole. Provando ad analizzare il perché di questo insuccesso, da dove partirebbe? Ritiene che l’italiano abbia difficoltà ad approcciare a questo genere? 

Difficile dirlo perché al film proprio non ci sono andati dall’inizio (ride ndr) per cui non è facile rispondere a questa domanda, ma è innegabile che sia stato un sorprendente flop. Il pubblico è il mio primo referente e per quanto possa tenere in considerazione il parere degli addetti ai lavori, il mio primo obiettivo resta sempre quello di interessare la maggior parte delle persone. Pur se ben protetto e distribuito, grazie ad un grande battage pubblicitario, con partecipazioni a Sanremo, da Fazio, a Domenica In ed in molti altri posti ancora, non si può dire che la promozione non sia stata cospicua. Sono state fatte tante analisi ed ogni componente del progetto ha detto la propria per trovare una giustificazione. Per quanto mi riguarda posso solo dire che se il film non viene visto, come si può dire che sia troppo malinconico? Il problema principale è che il film è stato un insuccesso al botteghino perché la gente non si è proprio recata a vederlo. Non so, magari è stato sbagliato il trailer o la promozione oppure le sale in cui è stato proiettato erano sbagliate. C’è una magagna che sfugge e quindi non credo dipenda dal film o dal tono dello stesso. A dirla tutta il film è anche divertente, non è un film dark. Mi servirà da lezione per concentrarmi su una storia con un appeal maggiore e che possa arrivare in maniera più diretta al pubblico. Magari non è piaciuta la storia di Gegè, musicista imbarcato su questa nave. Anche questa è una chiave di lettura.

Il film è ambientato in Uruguay, paese che lei definisce come “La Basilicata del Sud America”. Quali sono in realtà gli elementi comuni tra questo paese e la sua regione d’origine? Cosa l’ha affascinata e spinta a girare il film in un paese così lontano ma anche poco conosciuto? 

Anzitutto la collocazione geografica perché l’Uruguay è situato in mezzo a due colossi come l’Argentina ed il Brasile e proprio in questo mi ricorda tantissimo la Basilicata, stretta tra Campania, Puglia e Calabria. Poi la poca popolazione, in Uruguay sono tre milioni e mezzo di abitanti sparsi su un territorio relativamente vasto, un pò come la Basilicata che di abitanti ne fa sedicimila. Vi sono tante zone non abitate, stiamo larghi anche  in un posto piccolo (ride ndr). In ultimo c’è un fatto di indole che deriva naturalmente dalla propria collocazione geografica, quindi c’è molta similitudine tra lucani e uruguagi, i quali sono discreti, modesti, umili ed hanno un grandissimo orgoglio e senso di appartenenza, esattamente come noi lucani. Strada facendo mi sono reso conto di come queste assonanze fossero così forti, al tal punto da spostare il film in Uruguay dalla destinazione originaria che invece era Buenos Aires. La troupe era quasi tutta del posto, tranne i capi reparto, e questo li ha motivati non poco. Considero il luogo come un attore poiché caratterizza molto la storia, ed in questo l’Uruguay era perfetto in quanto mi ha suscitato da subito una sensazione molto malinconica. Montevideo è una città che ha quest’aria un po’ decadente, un po’ vecchia, un Sud America atipico, ancora un po’ selvaggio, era perfetto.

La storia e la vita del presidente uruguagio Josè Mujica è particolarissima ed estremamente affascinante…

Esatto, questo è stato un altro dei motivi che mi ha spinto ad andare lì. La storia di Mujica è chiaramente esemplare, un personaggio così c’è stato solo in Uruguay, un Presidente davvero anticonformista che merita di essere preso ad esempio in tutto il mondo.

E’ evidente il suo interesse per i secondi, per chi ha bisogno di rivalsa o per chi non è mai arrivato primo. In “Una Piccola Impresa” si intrecciano dinamiche differenti: un ex prete, le due donne lesbiche o l’ex prostituta, dinamiche abbastanza particolari ma di stretta attualità. Da lucano e meridionale quale è, pensa possa esserci un riscatto per il sud in tal direzione?

Sicuramente uno dei mezzi per provocare questo riscatto è il cinema. Nel caso di “Piccola Impresa” qualcuno ha scritto, anche giustamente, come fosse un po’ retorico il matrimonio tra due donne, quando invece poi la questione si è posta ora, a distanza di tre anni. L’idea era che il film potesse vederlo mia madre, e la figura di due spose, due ragazze vestite in bianco nel pieno della bellezza di quel momento, mi sembrava fosse un’opera di culturizzazione importante, quindi è evidente il mio punto di vista. A proposito del riscatto del sud, il cinema e la cultura in generale possono cambiare le cose e quando questa cosa sarà compresa ed i politici capiranno che per farlo si renderanno necessari maggiori investimenti, allora le cose potranno cambiare, anche se ho i miei dubbi. Mi rendo però conto che anche fare politica non è facile, se pensiamo che Mujica, pur con la sua mentalità non ha risolto i problemi dell’Uruguay! Sarebbe importante e fondamentale partire dalla meritocrazia e dal dare la possibilità di emergere ai migliori, ma sappiamo benissimo che in Italia non sempre accade. L’unico processo è un’evoluzione culturale, non c’è altro da dire a mio avviso. Il cinema ha un forte impatto per fornire spunti di riflessione e di crescita sia personale che collettiva. Cinema e teatro concedono momenti di approfondimento e di incontro esattamente come la letteratura e la poesia. Bisognerebbe ridare alla scuola il ruolo da protagonista che merita e su cui investire per il futuro, ridare carisma agli insegnanti che nel corso degli anni hanno perso gran parte dei privilegi che meriterebbero. Solo investendo nella cultura possiamo sperare in un cambiamento. E’ difficile ma resto fiducioso.

Cambiamo argomento. E’ innegabile che nel corso della propria carriera la figura di Giorgio Gaber l’abbia influenzata moltissimo. Quanto deve a questo straordinario artista? 

A livello formale direi molto perché sono sempre stato attratto da questa forma di espressività, e l’idea di alternare canzoni a racconti mi ha sempre entusiasmato. Per quanto cerchi di sviluppare un mio modo di lavorare, di rielaborare le esperienze, è innegabile che inconsciamente le influenze stesse vengano a galla. Rispetto a Gaber il mio approccio è più esistenziale, mentre lui aveva un’idea politica più marcata. Non posso e non voglio mettermi a confronto con Gaber perché non è un paragone sostenibile. Mi limito a portare avanti il mio stile sperando che piaccia

Se dovesse scegliere un brano come colonna sonora di questo splendido percorso artistico che ha avuto e sta avendo, quale sceglierebbe?

La mia canzone preferita in assoluto è “Via con me” di Paolo Conte che peraltro portiamo in scena durante lo spettacolo, anche se revisionata. È una canzone che racchiude il mio gusto sia per il sound che per il testo e che descrive alla perfezione ciò che sono. La scelta ricade indubbiamente su questa grande canzone.

Vorrei lanciarle un’idea per il futuro. Come si vedrebbe nella veste di produttore discografico? Le piacerebbe produrre artisti emergenti? Non è un mistero che l’amore per la musica sia una parte essenziale del suo lavoro..

Nell’ultimo film sono stato produttore con la mia società ed  anche a livello teatrale ho prodotto questo spettacolo. L’idea è molto bella e non nego che in futuro possa accadere, ma anzi, mi piacerebbe moltissimo e quindi non voglio chiudere alcuna porta circa la possibilità che questo accada. Sarebbe bellissimo produrre talenti emergenti, magari prestarmi anche come attore per un nuovo regista, aiutare a che il film abbia un suo rilievo. Gia ho avuto più  di quello che sognavo di avere e mi ritengo assolutamente fortunato perché si sono realizzate delle cose che non avrei mai immaginato potessero realizzarsi. A quasi sessant’anni mi ritengo ancora un grande sognatore, vedrò se provarci o farmi i cazzi miei (ride ndr).

Federico Falcone, Antonella Valente

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Appuntamenti della settimana

Progetto Teatro ragazzi e giovani Abruzzo. ODISSEA

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21 febbraio ore 10,30, Teatro Talia di Tagliacozzo
22 febbraio ore 10,30, Teatro San Francesco di Pescina

E se Omero fosse soltanto uno smemorato solitario? E se l’Odissea finisse persa nell’oblio, confusa in una soffitta piena di oggetti e curiosità? Omero, detto Blu, vive in una vecchia soffitta piena di oggetti, libri, ricordi, registratori, memorie; è isolato dal mondo, non ricorda molto bene chi era e che cosa ha fatto nella sua vita. Trascorre il suo tempo occupato da piccole abitudini quotidiane quando, come per magia, arriva la scintilla data dall’apparizione di Atena, la Dea della Sapienza, protettrice di Ulisse, che lo invita a raccontare la storia, la sua storia. Così, poco a poco, la memoria torna a circolare come linfa vitale; piano piano tornano i ricordi e il racconto si scioglie, le parole riaffiorano, la vita ritorna. Perché il racconto è la vita stessa e ricordare è un po’ come tornare a casa. L’incanto del racconto rifiorisce, riportando alla luce l’Odissea e Ulisse, l’eroe che non dimentica la sua piccola Itaca. Una rivisitazione in chiave moderna delle opere leggendarie di Omero, senza dimenticare di mantenere la loro epicità e importanza letteraria
L’Odissea (in greco antico: Ὀδύσσεια, Odýsseia) è uno dei due grandi poemi epici greci attribuiti all’opera del poeta Omero. Narra delle vicende riguardanti l’eroe Odisseo (o Ulisse, con il nome latino), dopo la fine della Guerra di Troia, narrata nell’Iliade. Assieme a quest’ultima, rappresenta uno dei testi fondamentali della cultura classica occidentale e viene tuttora comunemente letto in tutto il mondo sia nella versione originale che nelle sue numerose traduzioni.

Informazioni: Associazione Teatro dei Colori Onlus, Via dei Gerani, 45 – 67051 Avezzano (Aq) Tel. 0863.411900 – 347.3360029 – www.teatrodeicolori.it e-mail: info@teatrodeicolori.it .
Le attività si svolgono con il contributo dei Comuni di Tagliacozzo e Pescina e rapporti Istituzionali con : Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Abruzzo, Fondazione Carispaq.

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Appuntamenti della settimana

Doppio appuntamento con gli spettacoli targati Harmonia Novissima

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Avezzano. Doppio appuntamento con gli spettacoli targati Harmonia Novissima. L’associazione marsicana questa settimana raddoppia e propone al suo pubblico due show di altissima qualità.

 

Giovedì 21 febbraio, a partire dalle 17.30, si terrà il concerto di musica barocca all’interno dell’aula magna del liceo classico “A. Torlonia” di Avezzano. L’evento, rientrante nell’ambito della rassegna “I concerti del giovedì”, vedrà Agnese Allegra alla voce, Luca Romiti al flauto, Mattia Giandonato al traversiere, Serena Seghettini alla viola e Mario Papini all’arciliuto proporre il seguente repertorio:

– G.F.Haendel (1685-1759), Nel dolce dell’oblio, “Pensieri notturni di Filli” HWV 134
– J.J.Quantz (1697-1773), Trio in do maggiore
– Improvvisazioni sui più diffusi bassi ostinati ‘600-‘700
– J.S.Bach (1685-1750), Aria “Ei Wie Schmeckt” dalla Cantata del caffè BWV 211

Biglietto: 5 euro al pubblico – 2 euro per abbonati al teatro dei Marsi e studenti

 

Sabato 23 febbraio, invece, torna l’appuntamento con la stagione musicale al teatro dei Marsi con il musical “Kiss Me Kate”.  Tratto della brillante commedia shakespeariana “La bisbetica domata” è ritenuto da molti il musical perfetto, baciato dal successo fin dal suo debutto a Broadway nel 1948, raggiungendo ben 1077 recite consecutive e aggiudicandosi cinque Tony Awards come miglior musical, miglior autore di musical, miglior compositore, migliori costumi, miglior produttore. Il tutto sottolineato con una visione di “oggi” per un musical che è comunque assolutamente attuale e sostenuto da un meccanismo tuttora valido. Senza dimenticare certo il contributo fondamentale della vena musicale di Cole Porter che passa dal valzer al tip-tap, da brani di sapore lirico a favolose canzoni. Non a caso “Kiss me, Kate” è stata incisa sia da star della musica leggera come Frank Sinatra, che della musica lirica come Placido Domingo. Un musical che appassiona e conquista: lo vedi una volta lo vorresti rivedere altre cento volte.

 

Per info e prenotazioni chiamare al 06.0406 oppure recarsi al punto informativo sito in corso della libertà ad Avezzano.

 

Si ricorda che per tutti gli spettacoli della Stagione musicale 2018/2019 è aperta la prevendita e la prenotazione dei biglietti. Si può acquistare chiamando il numero gratuito 06.0406

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Abruzzo

AUGUSTO CICCHINELLI INCONTRA ROSANGELA MATTEI, NIPOTE DI ENRICO, PRESSO IL MUSEO “ENRICO MATTEI” A MATELICA: PRESTO UN PROGETTO DEL GAL MARSICA

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ENRICO MATTEI: L’UOMO CHE CAMBIO’ L’ITALIA ED IL MONDO VENIVA DALLA MARSICA.

 

Consegnata simbolicamente una bottiglia di olio Monicella della Cooperativa Comunità Agricola Valle Roveto.

Augusto Cicchinelli, Presidente di Maison Mattei, Associazione per lo sviluppo delle imprese italo-algerine in Algeria e socio del GAL Marsica, ha incontrato ieri Rosangela Mattei, nipote di Enrico Mattei e scrittrice del libro “Enrico Mattei: mio zio”.

Cicchinelli era accompagnato da Poalo Cotardo, consigliere d’amministrazione del GAL Marsica e da Michele De Capite Mancini, membro fondatore dell’associazione Maison Mattei.

Rosangela Mattei ha ricevuto la delegazione marsicana assieme al marito, il chirurgo Alessandro Curzi, ed al figlio Aroldo Curzi Mattei, Imprendotore e consulente a livello internazionale nonche Presidente dell’AGEM (Associazione Geopolitica Enrico Mattei).

“Un incontro – ha dichiarato Cicchinelli –  che resterà impresso nel cuore e nella mente: siamo stati accolti come persone di famiglia ed abbiamo passato tutto il pomeriggio a discutere di Enrico Mattei, del suo assassinio, di ciò che ha rappresentato per l’Italia e per il Mondo, dei suoi legami con la terra di origine e cioè la Marsica; e poi abbiamo visitato il Museo installato nella sua casa di Matelica”.

“Una grandissima emozione – ha continuato Cicchinelli – avere avuto in mano tutti gli effetti personali di Enrico Mattei ritrovati dal fratello Italo e dalla nipote Rosangela, che aveva 13 anni, nelle campagne di Bascapè subito dopo l’esplosione dell’aereo: la sua borsa, la macchina fotografica, i resti dell’orologio, la patente ed altri documenti tutti conservati al Museo”

Cicchinelli ha portato il saluto del Sindaco di Civitella Roveto, dott. Sandro De Filippis, con il quale si era sentito il giorno prima ma anche di tutto il GAL Marsica e dell’Associazione Maison Mattei.

L’incontro è stata anche l’occasione per annunciare alla famiglia del grande statista che il GAL Marsica, nel proprio PSL, ha previsto un progetto proprio su Enrico Mattei, nello specifico sulle energie e sull’internazionalizzazione delle imprese anche per riscoprire e rafforzare il legame tra l’Abruzzo e Mattei.

I genitori di Enrico Mattei erano di Civitella Roveto come anche i suoi nonni che sono morti con il terremoto del 1915: lui tornava spesso a Civitella Roveto come il resto della famiglia; vi è nato il fratello Italo mentre lui è nato ad Acqualagna dove il padre svolgeva servizio come maresciallo dei Carabinieri; Enrico andava a scuola a L’Aquila: ma la famiglia Mattei ha soggiornato lungamente anche a Casalbordino sempre per motivi di lavoro DEL PAPà.

Consapevole che dalla Marsica è partito colui che cambiò l’Italia e la politica energetica del mondo intero, parte quindi, da parte del GAL Marsica l’idea di un progetto che metta al centro la figura di un grande statista cercando di far conoscere meglio ciò che lui ha fatto e cosa ha rappresentato per i destini dell’Italia e del Mondo, con particolare attenzione ai paesi del Maghreb a partire dall’Algeria.

Nel corso dell’incontro sono nate alcune idee per l’elaborazione di un progetto e sulle prossime iniziative che verranno messe in atto: la sig.ra Rosangela Mattei ha mostrato grande interesse ed ha partecipato attivamente con un importante contributo intellettuale: il GAL Marsica lavorerà ora per la costruzione di un progetto mettendo al centro la figura di Enrico Mattei e tutta la sua opera, rivendicandone anche l’appartenenza territoriale seppur condivisa con Matelica.

Rosangela Mattei, sempre sostenuta dal marito Alessandro Curzi, ha dedicato la sua vita allo zio Enrico arrivando, con la sua caparbietà, all’accertamento dell’assassinio da parte dei magistrati: oggi anche il figlio Aroldo è attivamente impegnato, con la sua associazione internazionale di geopolitica, a valorizzare l’operato di Mattei e far capire quale rivoluzione un uomo solo abbia potuto compiere, solo e spesso contrastato nei suoi progetti fino a rimetterci la sua stessa vita.

La delegazione ha invitato Rosangela Mattei, con Alessandro Curzi ed Aroldo Curzi Mattei, ad una visita ufficiale nella Marsica ma anche ad una visita ufficiale in Algeria, terra molto riconoscente per essere stata aiutata da Enrico Mattei nel processo di decolonizzazione dai francesi durante la guerra di liberazione.

La famiglia Mattei, di ricambio, ha invitato sia la delegazione marsicana che quella algerina, ad una visita al Museo come quella effettuata oggi.

Augusto Cicchinelli ha infine donato alla sig.ra Rosangela Mattei, quale dono simbolico, una bottiglia di olio monovarietale Monicella, prodotta dalla Cooperativa Comunità Agricola Valle Roveto, consegnata dal Presidente del GAL Marsica Carlo Rossi allo stesso Cicchinelli per l’occasione.

“Enrico Mattei – ha dichiarato Carlo Rossi – sarebbe stato orgoglioso di vedere lo sviluppo del proprio territorio pur nella conservazione delle tradizioni e delle tipicità locali: ecco il simbolo della bottiglia di olio”.

Gli amici dell’associazione Maison Mattei dell’Algeria hanno poi fatto pervenire al Museo, sempre per le mani di Augusto Cicchinelli, una bandiera dell’Algeria quale testimonianza di amicizia e riconoscenza consegnata ovviamente alla sig.ra Rosangela Mattei.

Nelle foto alcuni momenti della giornata di Matelica, in attesa di nuovi sviluppi e nuove iniziative in accordo con la famiglia Mattei.

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Abruzzo

IL 21 FEBBRAIO ALE & FRANZ AD AVEZZANO

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Il 21 febbraio ad Avezzano torna la stagione di Prosa con due big della scena italiana, i maginifici Ale e Franz!!!

Nel “Nostro piccolo” è un viaggio alla ricerca del nostro punto di partenza, quello che ha mosso la nostra voglia e ricerca di comicità.
Ma Ridendo. Il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano.
Sempre Ridendo.
Il coraggio di vivere storie non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti,
come l’amore.

La gioia della vita.
Ridendo ovviamente.
Ridendo riusciamo a scoprire i nostri difetti. La risata è il nostro veicolo fondamentale per riuscire a parlare di noi senza prenderci troppo sul serio. Nel costruire le tappe di questo
percorso ci siamo imbattuti nei nostri punti fermi, che ci hanno, grazie al cielo, condizionato: Giorgio Gaber e Enzo Jannacci. Loro sono stati la scintilla che ci ha permesso di vedere l’uomo
come il centro di tutto. Conoscere il suo mondo. Vederlo mentre ci gira intorno. Un mondo, sofferto e gioioso, colorato e grigio, assolato e buio. Ma sempre, e comunque un mondo vero,
reale. Senza timori, senza remore. Ci hanno mostrato che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini, persone, uguali a
noi. Perché un amore andato male è una storia che abbiamo sentito mille volte, e mille volte ancora sentiremo, perché le emozioni non finiscono mai. Tutto questo porteremo con noi, sul
palco, quei pensieri, quelle parole, quelle note, in cui c’è anche il punto di partenza, la nostra piccola storia.
Il nostro piccolo.
E vi racconteremo la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano.
L’aria di Milano.
Di quegli anni.
Ma ridendo sempre!!!
Nel nostro piccolo

In allegato la scheda artistica

2018_ALE-E-FRANZ_NEL NOSTRO PICCOLO_scheda artistica

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STORIE DI SESSO ED ALTRE LEGGENDE – CASTELLO ORSINI

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Si terrà Venerdi  15 Febbraio, il 4° appuntamento con la 1^ Stagione Teatrale Teatro Off diretta dagli attori Antonio Pellegrini ed Alessandro Martorelli; saliranno sul palco del Castello Orsini gli artisti della compagnia teatrale Umbra “Back to Back” portando in scena un’originale spettacolo ispirato al famoso personaggio della sessuologa creato da Anna Marchesini, dal titolo “STORIE DI SESSO ED ALTRE LEGGENDE” una Lezione semiseria di sessuologia con adattamento e regia di Francesca Venturi Quanti di voi sono soddisfatti della propria sessualità? Quante coppie al giorno d’oggi non scambiano più dolci effusioni sotto le lenzuola? Storie di sesso e altre leggende è l’occasione che fa per voi! Una serata all’insegna del divertimento, in “Storie di sesso e altre leggende”, la famosa sessuologa Merope Generosa, interpretata originariamente da Anna Marchesini, guiderà il pubblico alla scoperta del sesso moderno, abbattendo tabù con dinamismo e comicità. Interverranno testimoni ed esperti, arricchendo lo spettacolo con momenti di approfondimento e riflessione. Gli attori: Francesca Venturi si è formata nella scuola di arte scenica di P. Perelli a Roma e presso la scuola “Stazione”, Ingrid Monacelli si è formata presso l’Accademia di Doppiaggio diretta dal doppiatore Pedicini si è poi specializzata in “biomeccanica teatrale” di Paternò, Fabio Carlani abbina la passione per la danza e il teatro a seminari e workshop con insegnanti quali Micaela De Luca e Gennadi Nikolaevic Bogdanov.
Costo biglietto €8,00 inizio spettacolo ore 21:00

 

 

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Spettacolo Sogno, 17 febbraio al Teatro dei Marsi

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Fontemaggiore

SOGNO

da“Sogno di una notte di Mezza Estate” di W. Shakespeare 

con Daniele Aureli – Enrico De Meo – Greta Oldoni – Valentina Renzulli

drammaturgia e regia

Beatrice Ripoli

maschere a cura di Beatrice Ripoli

luci Pino Bernabei, Luigi Proietti

 

Il re e la regina delle fate, Oberon e Titania, litigano come al solito e portano scompiglio nella vita pacifica del bosco. Puck e Fiordipisello, fedeli servitori dei regnanti, vivono l’incanto della scoperta dell’amore e, loro malgrado, vengono coinvolti nel litigio dei sovrani. Grazie al potere magico di un fiore fatato, la pace sta per essere ristabilita, quando l’improvviso sopraggiungere nel bosco di due coppie di esseri umani, distrae gli esseri magici dalle loro faccende.  Dopo qualche “errore” di Puck, che complica ancor più l’intricata vicenda, l’amore torna a trionfare nel cuore di tutti e l’armonia a regnare nel bosco.
La messa in scena di Sogno mette in evidenza soprattutto gli aspetti magici della commedia shakespeariana e la contraddittorietà di situazioni ed emozioni vissute dai protagonisti. Il dubbio dei personaggi, sul quale spesso ci interroghiamo tutti noi, su cosa sia reale o cosa non lo sia, è affrontato in modo leggero e divertente.  Sogno è un’occasione per far conoscere anche ai più piccoli questo classico del teatro mondiale.
La commedia del “Bardo”, facendo leva sul potere dell’immaginazione, che rende capaci di immedesimarsi senza perdersi in situazioni in cui i confini tra sogno e realtà sono sfumati, suggerisce che siamo noi e noi soltanto, a poter scegliere cosa sia reale e cosa non lo sia nell’atto di creare la nostra identità di fronte al mondo.

10 marzo-  TAM EATRO MUSICA –PICABLO dalle opere di Pablo Picasso Regia, scene, immagini Michele Sambin.

Informazioni: Associazione Teatro dei Colori Onlus, Via dei Gerani, 45 – 67051 Avezzano (Aq)  Tel. 0863.411900 – 347.3360029 –  www.teatrodeicolori.it  e-mail: info@teatrodeicolori.it .

Prevendita: Punto informativo Largo “Mario Pomilio” – Corso della Libertà, Avezzano Biglietto unico € 5,00

Teatro dei Marsi – Via dei Cavalieri di Vittorio Veneto 3, Avezzano (Aq) tel. 0863.412909

Nei giorni di spettacolo la biglietteria del teatro apre alle ore 15,30.

Le attività si svolgono con il contributo del  Comune di Avezzano e rapporti Istituzionali con : Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Abruzzo e la partecipazione della Fondazione Carispaq.

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Abruzzo

“Il Teatro a difesa dei Diritti Umani”

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Giovedì 21 Febbraio, presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Collodi – Marini” di Avezzano (sede in via Bolzano n 27), si terrà l’incontro di lancio del corso di formazione gratuito per docenti “Il Teatro a difesa dei Diritti Umani” organizzato da FOCSIV – Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario e CVM – Comunità Volontari per il Mondo nell’ambito del progetto “GUNI – Generiamo Una Nuova Italia: I giovani impegnati per una piena accoglienza ed integrazione degli immigrati” (finanziato dalla Divisione III – Promozione, sviluppo e sostegno degli enti del Terzo settore e del volontariato, Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Avviso n. 1/2017).

Il FOCSIV – Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario, è attivo dal 1972 in Italia con campagne di sensibilizzazione e di educazione allo sviluppo ed un intenso lavoro di lobbying istituzionale per promuovere la giustizia sociale per tutti gli uomini e le donne del pianeta e nella cooperazione internazionale con progetti di sviluppo nei settori socio-sanitario, agricolo-alimentare, educativo-formativo, di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, di difesa dei diritti umani e della parità di genere, di rafforzamento istituzionale.  Ad oggi conta sulla partecipazione di 84 organizzazioni attive in oltre 80 paesi del mondo.

Il CVM – Comunità Volontari per il Mondo, è un’ONG che opera da oltre 40 anni a favore dello “sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”, inteso come processo di liberazione dall’oppressione della povertà al fine di liberare le potenzialità insite in ognuno. In Italia interviene con attività di formazione e sensibilizzazione dei docenti sui temi della cittadinanza mondiale: migrazione, sostenibilità, interdipendenza fra Nord e Sud del mondo, dialogo tra culture e religione diverse, caos climatico, degrado ambientale, legalità. Di forte carattere laboratoriale, le formazioni CVM mirano ad accompagnare i docenti nella programmazione di UDA – Unità d’apprendimento per l’insegnamento dei temi della nuova cittadinanza mondiale, in linea con il Documento pedagogico dell’Unesco sull’Educazione. Esso si occupa inoltre di organizzare seminari di richiamo internazionale sulla didattica, laboratori nelle scuole per il diretto coinvolgimento degli studenti ed espleta un attivo intervento di sensibilizzazione sui temi di integrazione ed accoglienza. In Africa, interviene con progetti di auto sviluppo e cooperazione per garantire l’aumento della disponibilità di acqua a scopo potabile ed agricolo, per l’incremento dei servizi igienico-sanitari, in difesa dei bambini orfani e vulnerabili, delle lavoratrici domestiche e cameriere, delle minoranze, dei sieropositivi e malati di Aids.

 

In linea con le direttive dettate dall’UNESCO nel 2015 (l’Educazione alla cittadinanza globale; tematiche e obiettivi di apprendimento) e dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile dell’ONU, il percorso formativo affronta i temi della cittadinanza globale, analizzando gli obiettivi dell’Agenda 2030 e la loro trasferibilità nella didattica.

 

La formazione impiega la didattica costruttivista, interattiva e partecipativa basata sulle tre dimensioni dell’apprendimento descritte dall’UNESCO (cognitiva, socio-emotiva e comportamentale), attraverso l’uso di mediatori didattici plurimi esplicitati con il ricorso al metodo:

  • espositivo (lezione frontale)
  • operativo-laboratoriale (cooperative learning; flipped classroom; peer education)
  • euristico-partecipativo, dialogico (strategie argomentative, dibattiti)
  • apprendimento attivo per ricerca
  • sperimentale – investigativo (problem posing e problem solving)
  • ricerca – azione per la costruzione del metodo di valutazione

 

Rivolto ai docenti di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, il corso è strutturato in 5 incontri della durata di tre ore che si svolgeranno rispettivamente nei giorni: 21 Febbraio, 27 Febbraio, 8 Marzo, 21 Marzo e 25 Marzo 2019, dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

 

Gli incontri saranno animati dalla formatrice CVM Giovanna Cipollari e da Mario Fracassi della Cooperativa Sociale FANTACADABRA.

 

Le Iscrizioni sono aperte fino al 20 Febbraio tramite l’indirizzo email easabruzzo@cvm.an.it o Piattaforma S.O.F.I.A. (nome “GUNI – GENERIAMO UNA NUOVA ITALIA”, Corso 23631 Edizione 37373).

Locandina Corso GUNI – Avezzano

Per maggiori informazioni: http://scuola.cvm.an.it/progetti/guni/avezzano, easabruzzo@cvm.an.it

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