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Risultato Regionali: analizziamo il voto

I democratici dilapidano il tesoretto delle europee: sono 677mila i consensi smarriti negli ultimi 6 mesi e oltre 300mila rispetto alle regionali del 2010. Persino il rinato Carroccio nazionale è indietro di 50mila schede rispetto a 4 anni fa. A volte la prestazione conta più del risultato finale: sia esso un secco 2-0 o un boom elettorale. Il Pd vincente di Matteo Renzi e la Lega che vola di Matteo Salvini rischiano di sembrare due nani, di fronte al vero vincitore di queste elezioni regionali: il gigante dell’astensionismo, che fa registrare la percentuale bulgara del 62,3%. Gli emiliani hanno disertato in massa i seggi: dei 3 milioni e 460mila elettori che avrebbero dovuto presentarsi alle urne, se sono visti appena 1 milione e 300mila. Perdono tutti. La vittoria parziale alla partita delle regionali è andata alla coalizione di centrosinistra, guidata da Stefano Bonaccini, e al Pd, che si conferma primo partito in Emilia Romagna con 535 mila voti, il 44,5% dei consensi generali. Nell’ecatombe diffusa, però, anche le schede in favore dei democratici crollano: erano 857mila 4 anni fa e 1 milione 200mila quando Renzi annunciava trionfante la vittoria alle europee. Sel, invece, ha guadagnato mille voti rispetto al 2010. Anche l’exploit della Lega di Matteo Salvini assume un altro significato se letto sotto la lente d’ingrandimento dell’astensione: il Carroccio perde 50mila voti rispetto al 2010, ma ne guadagna oltre 150mila rispetto alle disastrose politiche del 2013, quando aveva raggranellato appena 69mila consensi. Significativa è la scomparsa dai radar di Forza Italia, che lascia (temporaneamente?) la leadership del centrodestra alla Lega di Matteo Salvini e rimette in discussione l’assetto istituzionale del paese. Il partito di Silvio Berlusconi è in discesa libera: ha perso l’80% dei consensi dal 2010 a oggi, passando dai 518mila voti delle regionali di quattro anni fa ai 100mila attuali. Male anche il M5S, che guadagna circa 30mila voti rispetto al 2010, ma ne perde mezzo milione rispetto alle politiche del 2013. Il risultato finale è desolante: un modesto 13,26% per un totale 159 mila consensi raccolti. Sfiora il 4% l’Altra Emilia Romagna, lista nata da una costola del progetto l’Altra Europa con Tsipras.

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