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Riserve naturali, tagli in arrivo

Un allarme per il futuro delle 25 Riserve naturali istituite dalla Regione Abruzzo è stato lanciato dalle associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF, LEGACOOP Abruzzo, Salviamo L’Orso, Italia Nostra, Fondo per l’Ambiente Italiano, ProNatura, LIPU, Mountain Wilderness, ALTURA, Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS, Fare Verde) che chiedono al Consiglio Regionale di modificare la proposta pervenuta dalla Giunta, che prevede un taglio del 51% dei fondi ordinari alla riserve naturali, assicurando i fondi per una gestione dignitosa delle aree protette.

«Sono le risorse destinate ad assicurare tutte le normali attività – si legge in una nota – dalla manutenzione dei sentieri e delle aree d’accesso all’apertura dei centri visite e delle aree faunistiche, dalla realizzazione dei programmi primaverili ed estivi rivolti ai turisti alla sorveglianza antincendio e antibracconaggio. Le riserve sono visitate ogni anno da centinaia di migliaia di turisti e sono realtà vive che organizzano decine di iniziative rivolte al pubblico, da corsi per i bambini ai programmi escursionistici per visitatori adulti. Le stesse riserve hanno richiesto in questi anni momenti di verifica sulle attività svolte.

Sono, infatti, una delle poche realtà nel panorama delle strutture regionali a non aver mai contratto debiti e ad aver utilizzato le poche risorse a disposizione in maniera oculata realizzando un patrimonio di strutture invidiabile, molto spesso in aree della regione di enorme valore ambientale e potenziale turistico e troppo spesso dimenticate».

«Si ricorda – sostengono le associazioni – che è proprio il Consiglio Regionale ad aver istituito la rete di riserve, il cui numero è aumentano negli anni mentre i fondi complessivi diminuivano. Tutte le riserve hanno fatto sacrifici per assicurare e migliorare i livelli di qualità della gestione. Un taglio del 51% delle risorse equivarrebbe, nei fatti, alla chiusura di gran parte delle strutture e ad una drastica riduzione delle attività».

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