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Riperimetrazione del Parco Sirente-Velino: coro di no

Conferenza stampa indetta d’urgenza questa mattina nella sala conferenze del comune di Avezzano dal presidente del parco Sirente-Velino Simone Angelosante e dal rappresentante del WWF Herbert Simone. All’ordine del giorno la contestata proposta di riduzione del perimetro del parco Sirente-Velino avanzata dal consigliere Luca Ricciuti sulla quale il consiglio regionale sarà domani chiamato ad esprimersi.

«Faccio appello alla sensibilità del presidente Chiodi, che stimo e so essere persona per bene, e ai consiglieri regionali perché respingano la proposta» ha asserito il presidente Angelosante subito corrisposto dal rappresentante WWF Simone per il quale la peculiarità e la biodiversità del parco indurrebbero piuttosto a porsi un problema di ampliamento e non certo di riduzione.

L’«irrazionale e sciagurato» progetto, come la ha definito il presidente, se attuato, porterebbe all’estromissione dal Sirente-Velino dell’ampia piana fra Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo, dell’area prossima a Campo Felice e di circa metà dei piani di Pezza nell’indifferenza della Regione che, come ha sottolineato Angelosante, ipocritamente da una parte promuove con spot televisivi l’immensa ricchezza dei parchi d’Abruzzo su scala nazionale  e dall’altra toglie al Sirente-Velino il cuore stesso del parco. La forte contrarietà dell’ente e del WWF deriva, infatti, dalla constatazione che ad esser “tirate via” saranno zone SIC (ovvero aree protette dalla Comunità Europea per il loro elevato valore ambientale), zone inserite dalla stessa Regione nel PATOM (Protocollo d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) e zone individuate a livello europeo per l’attuazione del progetto “Life”.

Vista quindi l’importanza delle aree individuate, quale scenario si prospetterà all’attuazione della nuova “cartografia dei tagli”? Nella convinzione del presidente Angelosante, tale politica finirà per esporre le zone a cementificazione selvaggia ed attività venatorie provocando una elevata inflazione con conseguente aumento di tasse dal momento che, cancellando un’area SIC, la Comunità Europea potrebbe rivalersi sull’Abruzzo per i finanziamenti concessi. A ciò vanno, inoltre, aggiunte le già annunciate denunce da parte del WWF e l’eventuale azione del governo che potrebbe impugnare il decreto legislativo 152/2006 in materia di incidenze ambientali per casi di diminuzioni o ampliamenti di aree protette.

Sposando una causa comune, Angelosante e Simone hanno al contrario ribadito l’importanza del parco per una regione come l’Abruzzo che, per contrastare la delocalizzazione delle industrie, dovrebbe piuttosto puntare sul suo territorio e sulla sua cultura.

1 Comment

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  1. Antonella Mastrella

    12 dicembre 2013 at 9:54

    Vorrei sapere chi lo ha eletto sto Luca Ricciuti!! Per escludere i Piani di Pezza dal Parco vuol dire che non c’è mai stato! È un posto emozionante, uno dei gioielli verdi d’Abruzzo da tutelare e conservare non da dare in pasto ai cacciatori!!!Facciamo un passo avanti e cento indietro!che vergogna!

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