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Riparte la stagione della storica corale avezzanese “La Fenice”

Avezzano – Riparte a pieno ritmo l’attività della Corale “La Fenice”. La nuova stagione della storica corale avezzanese riprende con una grande novità ovvero, con la fusione con un altro importante e celebre coro polifonico cittadino: il ‘Monteverdi’. Questa unione sarà ufficializzata nel 2017 con la nascita di una nuova formazione corale. A capitanare le due associazioni saranno i presidenti Giovanni Capodacqua e Maria Tempesta, mentre la direzione è affidata al M° Tiziana Buttari già nota, apprezzata ed insostituibile direttrice della Corale La Fenice. Tanti gli appuntamenti che vedranno coinvolti i due importanti cori insieme. Sabato 24 settembre il primo evento, alle ore 21 nel Castello Piccolomini di Celano in occasione della manifestazione dal titolo “Giornate europee del patrimonio 2016” che si svolgerà in collaborazione con il museo della Marsica.

E ancora: sabato 1 ottobre i due cori saranno impegnati alla finale del concorso corale internazionale di Cassino. Sabato 22 ottobre invece la corale La Fenice e il Coro Monteverdi insieme, saranno protagonisti di un’importante rassegna polifonica che si svolgerà a Bracciano, mentre lunedì 31 ottobre l’importante formazione sarà presente alla rassegna polifonica di Carsoli ospite della corale ‘Piana del Cavaliere’. La preparazione dei due cori oramai destinati ad una felice convivenza artistica, continuerà in vista delle rassegne natalizie organizzate dalle due associazioni.

“Far parte ‘vocalmente e musicalmente’ di un corale significa in realtà sapere di poter attingere da una grande forza dentro di sé, ovvero un’energia che ti porta anche a fine giornata lavorativa, a raggiungere i colleghi ed amici coristi per provare e stare insieme, programmare concerti e pianificare le varie attività – dichiara con entusiasmo il M° Tiziana Buttari, direttore dei due cori riuniti – l’appartenenza ad un coro è davvero una bellissima realtà, fatta di soddisfazioni e sacrifici che puntualmente vengono ripagati, per esempio, già dal solo sorriso dei miei stessi coristi che gioiscono nell’ascoltare l’intreccio e l’effetto della loro voce che si mescola con le altre. Per me tutto questo è davvero motivo di orgoglio: adoro il mio lavoro e adoro i miei coristi!”.

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