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Rinnovo organi dell’Ente Parco: quali sono le novità

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Ho convocato l’assemblea, per la prima volta in via straordinaria, perché è da parte mia doveroso dare a tutti voi una informazione aggiornata sull’andamento della procedura di rinnovo degli organi dell’Ente e per fare, nel contempo chiarezza su quanto è accaduto anche all’interno della Comunità, nelle ultime settimane.

Due sono quindi gli argomenti:

1) procedura di nomina del Presidente del Parco: a che punto siamo;

2) una iniziativa impropria all’interno della Comunità.

Sul punto 1):

la proposta di nomina del Presidente e’ stata sottoposta al “parere” delle Commissioni Ambiente del Senato e della Camera dei Deputati.

Le due Commissioni si sono entrambe riunite martedì della scorsa settimana:

la Commissione Ambiente del Senato ha espresso parere favorevole;

la Commissione Ambiente della Camera non si e’ pronunciata ravvisando la necessità di approfondimenti anche attraverso l’audizione del candidato. Ha quindi rinviato (era stato detto…) di dieci giorni l’esame della proposta del Ministro dell’Ambiente.

In realtà, la questione e’ stata poi calendarizzata per ieri 11 febbraio prevedendo sia l’audizione del candidato che la discussione.

E così e’ avvenuto ma l’esito della riunione di ieri e’ stato un secondo rinvio: il pronunciamento sulla proposta del ministro e’ stato rinviato alla prossima seduta prevista per martedì 18 febbraio 2014. La procedura e’ quindi in via di definizione: una volta ottenuto il parere di entrambe le commissioni ci sarà il Decreto ministeriale. Il Parco avrà quindi il nuovo Presidente.

Ciò avverrà dopo venti mesi di commissariamento (che sarà peraltro superato solo dopo la nomina del consiglio direttivo); e dopo ben otto mesi dall’avvio della procedura di nomina.

Sono tempi lunghissimi, inaccettabili, che confermano che qualcosa non va.

a) nella procedura prevista dalla legge quadro: la necessità delle “intese” con i Presidenti delle Regioni interessate …E a mio parere neanche nella proposta che ne prevede il superamento contenuta nel Collegato ambientale alla legge di stabilità 2014: io credo che le Regioni debbono continuare ad essere coinvolte ma in un altro modo.

Penso che ciò possa avvenire coinvolgendo formalmente la Comunità del Parco perché esprima “il parere” sulla nomina come organo consultivo per definizione che vede tra i suoi componenti proprio i Presidenti delle Regioni insieme ai Presidenti delle Province, ai Presidenti delle Comunità Montane e ai Sindaci dei comuni del parco.

Verrebbe così garantita la partecipazione dei territori rafforzando al tempo stesso il potere del ministro non più condizionato da intese obbligatorie ma tuttavia vincolato a richiedere un parere anche se di carattere soltanto consultivo.

b) ma qualcosa non è andato neanche nella proposta del ministro se ci sono voluti 8 mesi per giungere (?) alla conclusione.

Cosa non ha funzionato nella proposta del ministro?

Credo che ci sia stato innanzi tutto un problema legato alle modalità della proposta stessa, una proposta formalmente corretta ma praticamente debole perché

– poco attenta ai cambiamenti in corso;

– poco attenta alla crescente domanda di coinvolgimento e di partecipazione che viene dai cittadini;

– poco attenta alla domanda di trasparenza ormai ineludibile perché quando non c’è trasparenza nelle scelte (in assenza di regole chiare) è inevitabile che si aprano spazi enormi alle interpretazioni più varie, interpretazioni che attengono ai criteri,

– fino a far supporre l’applicazione di “schemi” che dovrebbero appartenere al passato;

– fino ad alimentare il dubbio che si possa privilegiare l’appartenenza piuttosto che conoscenza;

la fedeltà piuttosto che la capacità; la contiguità piuttosto che il merito.

Ecco perché pur in presenza di una proposta già sul tavolo delle Regioni era stato suggerito un passaggio sul territorio; un confronto con il territorio; la richiesta di un contributo del territorio; la ricerca di condivisione di quella scelta. E tutto questo, anche per sgombrare il campo dalla sgradevole sensazione di sentire quella proposta come l’ennesima calata dall’alto: c’era in sostanza soltanto una richiesta di fare chiarezza prima di procedere.

Non c’è stato ascolto. O se siamo stati sentiti (ma non ascoltati..) ciò è’ avvenuto a cose ormai fatte, a decisione ormai presa senza nessuna possibilità di mediazione.

C’è stata quindi una criticità prima di tutto nel metodo: questo e’ stato evidenziato con forza nel documento di Pizzone (il documento dei sindaci) basato su due punti:

1) domanda di ascolto e di un percorso partecipato che riconoscesse un valore alle comunità locali;

2) richiesta di trasparenza assumendo la competenza come elemento essenziale.

Che cosa è accaduto? Non farò la cronistoria ma consentitemi solo un flash necessario per poter poi parlare della seconda ragione di questa convocazione e cioè per poter parlare di quella

iniziativa che rischia di introdurre divisioni e rotture nella Comunità del Parco. Rischio di divisione che non è sulle opinioni (che possono essere differenti) ma che sta piuttosto nella alimentazione di dubbi sui comportamenti che da sempre sono stati improntati sulla civiltà, sulla lealtà, sulla fiducia tra i componenti della Comunità.

E’ questo l’aspetto che più mi sta a cuore e che dobbiamo analizzare aiutandoci con una ricostruzione flash di quanto accaduto:

– documento di Pizzone (o dei Sindaci):

1) proposto da alcuni sindaci e sottoscritto da tutti i presenti tranne uno (assemblea del 2/8/13);

2) discusso in presenza del capo della segreteria politica del ministro;

3) inviato (su mandato dell’assemblea) a tutti i decisori: al Ministro, ai Presidenti delle Regioni e ai Presidenti delle Commissioni parlamentari;

4) rimasto senza esito e successivamente riproposto su richiesta della successiva assemblea di ottobre che aveva duramente stigmatizzato la mancanza di attenzione del Ministero nei confronti della Comunità del Parco.

Il documento viene ancora totalmente ignorato dal ministro: neanche un cortese riscontro, come vorrebbero i rapporti di buona educazione se non il rispetto nei confronti dell’organo di un ente sottoposto alla propria vigilanza

Solo a metà dicembre (a oltre quattro mesi dal primo invio) e solo dopo ripetute e umilianti sollecitazioni e-mail, vengo convocato per un incontro con i più stretti collaboratori del ministro (che, mi viene scritto, non riceve per parlare di nomine).

L’incontro avviene il 13 dicembre 2013 al ministero. Sono presenti il Capo della Segreteria Politica del Ministro, il Direttore Generale della Direzione Natura .., Il Capo della Segreteria Tecnica ed altri.

In un clima di ostentata freddezza, Illustro il contenuto del documento di Pizzone.

Ribadisco che un preventivo ascolto della Comunità del Parco (anche in considerazione del tipo di candidato individuato), anche se non previsto, sarebbe stato utile e opportuno.

Non aggiungo altro ma i miei interlocutori fanno riferimento ad alcuni nomi che sarebbero stati vagliati e alla controproposta di un altro nominativo avanzata dalla Regione Abruzzo.

Ciononostante, affermano che non ci sono alternative alla proposta del ministro e che quindi la procedura andrà avanti sollecitando l’intesa con la Regione Abruzzo (l’unica delle tre regioni a non averla ancora concessa).

Sostanzialmente una chiusura totale e la conferma di una blindatura della scelta del ministro ( che, a questo punto, non può più essere chiamata una proposta ma un vero diktat nei confronti di tutti, regioni e territorio).

Un resoconto dettagliato della riunione viene inviato a tutti i componenti della Comunità e pubblicato in rete confermando la disponibilità ad accogliere eventuali richieste di convocazione di un’assemblea ad hoc.

Intanto cosa accade intorno a noi…

Siamo al mese di gennaio:

– si attivano esponenti locali di partiti, associazioni nazionali e movimenti spontanei che mettono in discussione modalità e scelte, segnalano criteri di selezione, chiedono udienza al ministro. Il ministro:

riceve separatamente

– i rappresentanti delle associazioni nazionali (8 su 10) firmatarie di una lettera-appello,

– il primo firmatario di un appello sottoscritto da cinquantuno tra giuristi, ambientalisti intellettuali, scrittori di livello nazionale;

– (informalmente) esponenti di forze politiche che avevano chiesto ascolto sollecitati da amministratori e cittadini.

A tutti i suoi interlocutori il ministro ribadisce che non ci sono alternative al nominativo da lui proposto. Su quel nominativo ha avuto anche l’intesa della Regione Abruzzo. La procedura prosegue con l’invio della proposta alle Commissioni parlamentari per il parere consultivo.

Ribadisco che in nessuna occasione ho proposto nomi in alternativa alla proposta del ministro. I nominativi circolati sulla stampa sono contenuti in alcuni degli appelli sopra richiamati e rappresentati direttamente al ministro dai firmatari.

La stampa locale.

La vicenda ha avuto vasta eco sulla stampa locale. Non entro in dettaglio. Un breve riferimento e’ necessario però alla discussione e va fatto.

Dopo l’incontro del 13 dicembre al ministero, non sono più intervento sull’argomento. Ho solo dovuto fare una precisazione rispetto ad un articolo pubblicato su un giornale locale a metà gennaio. Un articolo non proprio “spontaneo” nel quale si faceva un collegamento tra l’accelerazione verso la nomina e i vari documenti della Comunità che mi è sembrata una palese forzatura. In sintesi l’articolo diceva: il ministro procede verso la nomina secondo quanto gli e’ stato richiesto anche dalla Comunità del Parco.

Non è andata proprio così. La comunità, certo, da sempre ha chiesto di superare un commissariamento assurdo ma…attraverso un percorso partecipato e basando la scelta del presidente su criteri trasparenti “assumendo la competenza” come requisito base.

Questo e non altro ho inteso precisare a beneficio di una informazione corretta e rispettosa delle posizioni da noi assunte attraverso documenti e deliberazioni.

Questo è, al di là dei titoli ad effetto dei giornali.

Dopo la pubblicazione di questa mia precisazione (la cui sintesi decontestualizzata dal contenuto di una trattazione più articolata può aver indotto, come spesso accade, ad equivoci e interpretazioni interessate), qualcuno ha voluto parlare di

-strumentalizzazioni del documento dei sindaci;

-di considerazioni fatte a titolo personale dal Presidente.

lanciando accuse ed insinuazioni ingiustificate e finalizzate a dividere la Comunità del Parco alle quali ho ritenuto di non dover replicare perché l’unica cosa che mi sta a cuore è il funzionamento e l’unità dell’organo che sono stato chiamato a presiedere

La lealtà.

Un funzionamento della Comunità che, al di la delle insufficienze che pure ci sono e dei limiti normativi, e’ stato sempre basato sulla più assoluta lealtà e sul rispetto reciproco la cui messa in discussione e’ davvero preoccupante.

Preoccupazione. Ancora più forte e’ stata la mia preoccupazione nel venire indirettamente a conoscenza di una iniziativa

– irrituale,

– irrispettosa sul piano istituzionale,

– divisiva

– che fa male alla Comunità del Parco;

– che fa male all’immagine del Parco;

– che fa male al territorio.

Mi riferisco alla nota fatta circolare peraltro solo tra alcuni sindaci e poi inviata alla segreteria politica del ministro e quindi alle commissioni parlamentari.

Un’iniziativa che, a prescindere dal contenuto (ciascuno e’ libero di esprimere le proprie opinioni o anche di cambiarle) -per come e’ stata messa in atto – incrina consolidati rapporti di lealtà e di rispetto.

Un’iniziativa che poteva essere portata utilmente all’attenzione di questa assemblea e liberamente discussa.

Si fa presto a scavare fossati di diffidenza e incomprensione. Difficile e’ poi ricoprirli per lavorare insieme sulle cose da fare.

Su questo occorre riflettere serenamente per fare chiarezza al fine di salvaguardare i rapporti di fiducia che sempre ci sono stati tra noi al di la delle opinioni che possono anche divergere.

Siamo qui per rappresentare le comunità locali interessate alla soluzione dei problemi – che sono tanti- non ad altro.

A noi è richiesto di contribuire alla buona amministrazione del Parco e quindi di un patrimonio che è’ fondamentale per la vita e per l’economia del territorio.

Per questo saremo giudicati e di questo dovremo rispondere alle comunità locali e all’opinione pubblica nazionale e internazionale

PERCHÉ NOI SIAMO “IL” PARCO NAZIONALE!

Quello – degli armentari e dei pastori della grande tradizione della transumanza;

– dei boscaioli e dei mulattieri;

– degli allevatori e degli artigiani delle costruzioni;

– degli operatori turistici, dei ristoratori e dei giovani delle nuove professioni;

– di quella generazione di dirigenti di parchi e aree protette che qui sono passati e qui si sono formati prima di assumere responsabilità nazionali;

– degli amministratori locali che nei rapporti quotidiani con le problematiche della conservazione hanno maturato competenze, conoscenze ed esperienze che consentono loro di assumere oggi le più elevate responsabilità politiche e gestionali;

– degli intellettuali e degli scrittori che qui vengono a cercare ristoro e ispirazione.

Noi siamo i custodi e gli sviluppatori di questa grande tradizione, di questa storia secolare fatta anche di insufficienze attraverso le quali siamo giunti ad essere quello che siamo e che vogliamo continuare ad essere cambiando quel che c’è da cambiare ma lasciando fuori dalla porta logiche di contrapposizione strumentale che non interessano le nostre comunità, non ci aiutano nel nostro compito di amministratori, non aiutano il Parco.

Alberto D’Orazio

Presidente della Comunità Pnalm

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Dottori Commercialisti di Avezzano e della Marsica

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Si è insediato il 09 gennaio u.s. il nuovo consiglio dell’Ordine dei
Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avezzano e della Marsica.

Nel corso della riunione, presieduta dal Presidente Dr. Valerio
Dell’Olio, si è provveduto all’elezione delle cariche dell’Ente:

Vice Presidente: Rag.Fabrizio Ranieri

Segretario: Dr.Walter Di Giacomantonio

Tesoriere: Dr. Orlando Viscogliosi

Enti Locali e Istituzionali:Dr. Antonio Del Fosco

Formazione e Università: Dr.ssa Monica Pestilli

Formazione Giovani: Dr.ssa Barbara Cleofe

Attività Produttive e Associazioni di Categoria: Dr.ssa Marisa Gismondi

Informatizzazione ed Eventi: Dr. Stefano Olivieri

Il nuovo Consiglio ha poi provveduto alla votazione dei membri del
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti dove è stata eletta
quale supplente la Dr.ssa Felicia Mazzocchi dell’Odcec di
Avezzano e della Marsica.

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano

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Acqua minerale a chilometri zero a Celano grazie alle casette dell’acqua installate in Piazza Aia e in località Campitelli. Entro pochi giorni entreranno in funzione le due casette per la distribuzione di acqua naturale e gassata, al costo di 5 centesimi al litro.

“Non è stato facile realizzare il progetto – dice il Sindaco Settimio Santilli – a causa delle lungaggini burocratiche per ottenere tutte le autorizzazioni,  ma alla fine la nostra perseveranza è stata premiata. Abbiamo avviato tutto l’iter relativo alla installazione delle casette dell’acqua già al momento del nostro insediamento nel 2015 e ci siamo spesso confrontati con enti superiori quali l’Ato, il Cam e la stessa Regione. Ora la faticosa e tortuosa prassi  si avvia a conclusione e possiamo offrire ai cittadini un servizio  adeguato, conveniente e funzionale”.

“Al momento – continua il Sindaco Santilli – le casette sono state localizzate in piazza Aia e nel Rione Campitelli, in quanto si tratta di due zone della Città molto fruibili, con ampie zone di parcheggio, frequentate e densamente popolate. Tre parametri essenziali  per verificare la bontà del progetto che l’Amministrazione comunale intende estendere successivamente in altre zone della Città. Se i risultati del monitoraggio saranno quelli che ci aspettiamo – conclude il Sindaco – altri due impianti di distribuzione verranno installati a Borgo di Strada 14 e nel quartiere Stazione”.

Il secondo step del programma acqua a Km zero, infatti, prevede che nel corso dei prossimi tre mesi venga effettuato una sorta di attento monitoraggio per verificare l’indice di gradimento da parte dei cittadini che quotidianamente si recheranno nei punti di distribuzione per rifornirsi di acqua naturale e mineralizzata. Le casette dell’acqua, come detto, verranno posizionate in luoghi ben visibili, accessibili a tutti e per evitare episodi di danneggiamento o altro sarà in funzione anche un sistema di videosorveglianza.

Insomma l’Amministrazione comunale ha concretamente predisposto un ulteriore servizio a favore dei cittadini, un servizio che presenta non solo un’alta valenza sociale ma che non trascura anche un aspetto squisitamente economico, consentendo di usufruire con costi contenuti di un bene che appartiene  a tutta la comunità.

casette acqua 1

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Note argentate, i nuovi corsi di musica per i pensionati e over 65

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L’Accademia Musicale- Yamaha Music Point di Avezzano, sotto la direzione didattica del M° Stefano Fonzi, organizza a partire da gennaio 2017 i corsi mattutini di strumento musicale e canto rivolti a pensionati e over 65.

Gli strumenti disponibili sono: Fisarmonica, Pianoforte, Tastiere, Canto, Chitarra Classica, Chitarra Elettrica, Basso Elettrico, Batteria.

Il M° Stefano Fonzi è direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore che collabora costantemente con artisti quali Gino Paoli, Nina Zilli, Fabio Concato, Fabrizio Bosso, Dee DeeBridgewater, autore delle musiche per molte trasmissioni RAI e che ha diretto, tra le altre, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e l’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini.

Da sempre attento alla formazione dei giovani il M° Fonzi, dopo anni di insegnamento ai più piccoli, ha deciso di rivolgere lo sguardo anche agli adulti, in particolare agli over 65 e ai pensionati più in generale.

Un’attenzione particolare”, dichiara il M° Fonzi, “va rivolta a chi, dopo una vita di lavoro e di intensi rapporti sociali, andando in pensione si ritrova a sentirsi quasi inutile, rischiando anche traumi psicologici importanti. La musica fa bene a tutti, ci sono centinaia di libri e migliaia di studi che lo dimostrano, per cui abbiamo pensato con la nostra Accademia musicale di attivare dei corsi lowcost per pensionati, in modo da socializzare ulteriormente con persone della stessa fascia d’età, e con un interesse comune che è quello della musica. Sempre più spesso incontro persone ormai in età pensionabile che mi dicono che avrebbero voluto imparare uno strumento, ma i loro tempi non c’erano le possibilità. Oggi ci sono tutte, e non è mai troppo tardi per iniziare a suonare uno strumento”.

Il metodo di insegnamento Yamaha, riconosciuto come uno dei migliori metodi al mondo per l’educazione musicale sin dai primi anni d’età, sarà al centro dello sviluppo musicale di ogni iscritto.

Il metodo Yamaha, è frutto dell’esperienza di più di 50 anni nel campo della didattica musicale dove tutti i docenti ricevono una formazione di altissimo livello ed un continuo aggiornamento professionale, svolgendo le lezioni in un clima rilassato e divertente con l’obiettivo di far sì che l’allievo impari con gioia e interesse.

I docenti, diplomati nei conservatori nazionali e professionisti del faranno scoprire il piacere della musica a chi da piccolo non ne ha avuto modo.

Le lezioni saranno costituite da piccoli gruppi da 2 a 5 persone a seconda dello strumento e avranno una durata di 60 minuti ognuna con cadenza settimanale con un costo mensile di 40 € per le quattro lezioni.

Per ulteriori informazioni: Tel. 0863 1940160 – 338 8844727 – info@accademiamusicale.eu

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Natale 2016: la generosità della classe 1976

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Magliano. Ci sono ancora persone con un cuore immenso in questo mondo. E’ il caso dei componenti della classe del 1976 di Magliano Dei Marsi, che hanno compiuto un gesto di grande generosità donando alla scuola primaria dell’Istituto Comprensivo una banco scuola speciale per un bimbo che frequenta la classe prima.
I quarantenni maglianesi si sono autotassati per riuscire a realizzare il sogno di un bimbo e cioè quello di poter frequentare le lezioni in classe senza alcun disagio con un banco adatto alle sue esigenze “speciali”.
Ieri mattina il banco scuola  è stato consegnato alla presenza della mamma del piccolo e delle sorelline, delle insegnanti della classe prima, del vice Sindaco del Comune di Magliano Dei Marsi Domenico Cucchiarelli e dei giovani della classe 1976.

 

 

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Tre ricette gustose senza sale, senza grassi e zuccheri aggiunti da preparare durante le feste natalizie

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Ecco tre ricette “famose” suggerite da Marcello Coronini nel suo libro La Cucina del Senza. Perfette per la cucina di ogni giorno, per una cena con gli amici o per una festa in famiglia. Dimostrano che con la Cucina del Senza bastano i giusti accorgimenti per guadagnare in salute senza rinunciare al piacere di mangiar bene.
  1. Pipe saltate con uva passa e scarola
  2. Caciucco di fagioli cannellini 
  3. Torta di mele 
PIPE SALTATE CON UVA PASSA E SCAROLA
1 cespo di scarola da 1 kg, 30 g di uva passa, 500 ml di brodo di verdure senza sale, 1 scalogno 4 filetti di acciuga 20 g di pinoli olive denocciolate 350 g di pipe o lumache 3 cucchiai di pangrattatoPreparazione:
lavatela e riducetela a listarelle non troppo sottili. Sbollentatela per qualche minuto mantenendola croccante, quindi scolatela e tenetela da parte. Mettete l’uva passa in acqua calda e lasciatela in ammollo il tempo necessario a renderla morbida. In un’ampia padella con un mestolino di brodo fate stufare per 5 minuti lo scalogno. Riducete a pezzetti 3 filetti di acciuga e aggiungeteli allo scalogno, schiacciandoli con un cucchiaio di legno fino a disfarli. Unite l’uva passa, ben strizzata, i pinoli e la scarola sbollentata. Aggiungete una manciata di olive tagliate a fettine, un altro mestolino di brodo e proseguite con la cottura. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua non salata. In un padellino antiaderente fate sciogliere il restante filetto d’acciuga con dell’acqua e poi tostatevi il pangrattato per qualche minuto. Scolate le pipe lasciandole molto al dente, e trasferitele nella padella con la scarola facendole cuocere per 4 minuti. Se necessario, aggiungete un altro mestolino di brodo vegetale. Servite la pasta in una zuppiera precedentemente riscaldata con l’acqua di cottura e cospargetela con il pane tostato alle acciughe.

CACIUCCO DI FAGIOLI
1 cipolla, 1 spicchio di aglio, 2 filetti di acciuga dissalati, 500 g di fagioli cannellini lessati, 200 g di erbette o biete piccole, 1 l di brodo vegetale senza sale concentrato di pomodoro, 4 fette di pane rustico, 90 g di Parmigiano-Reggiano stagionato almeno 30 o 36 mesi, olio extravergine di oliva pepe in grani
Preparazione:
In una casseruola fate stufare con qualche cucchiaio d’acqua la cipolla affettata e l’aglio in camicia. Quando l’aglio è morbido, eliminatelo e unite i filetti di acciuga spezzettati, in modo che si disfino, quindi i fagioli e le erbette spezzettate, già lavate e scolate. Cuocete a fuoco dolce per qualche minuto. Versate quindi il brodo, spolverizzate con un po’ di pepe macinato al momento e aggiungete un cucchiaino di concentrato di pomo- doro. Rigirate bene e proseguite la cottura a fuoco basso fino a quando le erbette non sono cotte.
Disponete nei piatti fondi le fette di pane. Versate il cacciucco sul pane e cospargete con il Parmigiano-Reggiano a scaglie. Condite con un giro d’olio e servite caldo.

TORTA DI MELE
1 kg di mele Granny Smith + 2 per decorare, 2 uova, 2 vasetti da 125 g di yogurt bianco non zuccherato, 250 g di farina 1 bustina lievito per dolci, confettura senza zucchero (gusto a piacere)
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 160 °C. Lavate e sbucciate le mele, tagliatele a pezzi e frullatele in un mixer con le uova, lo yogurt e la farina. Unite il lievito e azionate nuovamente. Trasferite l’impasto in una tortiera da 28 cm di diametro, rivestita con carta da forno. La- vate e tagliate le 2 mele rimanenti a fettine sottili, lasciando la buccia, e disponetele a cerchio sopra l’impasto. Portate la temperatura del forno a 180 °C e infornate per 40 minuti circa. A 5 minuti dalla cottura stendete 1 cucchiaio abbondante di confettura sopra le mele e cuocete per altri 5 minuti. Sfornate quando la confettura è del tutto sciolta e avrà formato una sottile crosticina.

La Cucina del Senza può rivoluzionare la nostra alimentazione grazie alla facilità di esecuzione e, inoltre, può essere considerata come una cucina preventiva e allo stesso tempo valida per chi ha problemi di salute. È adattabile ad ogni regime alimentare in atto: una dieta non dieta che coinvolge tutta la famiglia.

http://marsicanews.com/?attachment_id=97714
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Abruzzo

Presentato in Abruzzo il “CalendErsercito 2017”

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Presentato stamane a L’Aquila presso l’Auditorium “Elio Sericchi” della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il CalendEsercito 2017 dedicato quest’anno alle innovazioni tecnologiche del periodo bellico di inizio secolo scorso,  divenute col tempo patrimonio della collettività. L’evente  si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, è stato introdotto dal Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, Gen. B. Rino De Vito, e ha visto la partecipazione  del Dott. Giuseppe  Di  Pangrazio, Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo, della Dott.ssa Marcella Nocilla, Responsabile Servizio Rapporti Istituzionali e Coordinamento del Segretariato Generale della Difesa, nonchè di numerose altre autorità civili e militari.

Ad ispirare le pagine dell’intera opera editoriale sono state le numerose invenzioni e scoperte che videro la luce proprio durante il Primo Conflitto Mondiale e che, ancora oggi, vengono utilizzate anche in campo civile. Dall’orologio “da trincea”, ora da polso, al “Ponte istantaneo” precursore dell’attuale “Ponte Bailey”, dalla bicicletta “pieghevole” all’utilizzo delle prime “aereo-fotogrammetrie”,  dai prefabbricati di montagna alla ruota “a cingolo”, solo per citare alcuni esempi. Un importante tributo culturale e di memoria all’intelletto umano, dunque, e  alla scienza che sempre accompagnano i processi evolutivi della società. In tema di innovazione, nelle pagine del CalendEsercito 2017, spicca quest’anno l’introduzione dei codici QR (Quick Response),  moderno sistema di cattura digitale delle informazioni che, con una semplice applicazione, consente di scaricare i contenuti di approfondimento presenti su ogni pagina del calendario utilizzando il proprio dispositivo mobile, sia esso smartphone o tablet.

Denso di significato anche il paginone centrale dedicato all’emancipazione femminile, vera innovazione sociale che, improvvisamente vide le donne, da sempre relegate alle semplici mansioni domestiche, occuparsi di ruoli considerati sino a ad allora totale appannaggio degli uomini. L’evento è stato inoltre valorizzato dalla partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore  “Domenico Cotugno”  di  L’Aquila. Quest’opera celebrativa sottolinea,  ancora una volta, lo stretto rapporto tra Esercito e società scaturito un secolo fà, ancorché in un tragico periodo della nostra storia, ma tuttora vivo e sempre più forte e solido, richiamando al lettore quelle invenzioni e scoperte che ci accompagnano ancora oggi e della cui origine, probabilmente, poco si conosceva. Il Gen. B. De Vito inoltre, nell’intento di rafforzare  anche nelle giovani generazioni  i sentimenti di unità, identità e coesione che da sempre caratterizzano la più sana coscienza di appartenenza alla Patria,  ha consegnato una Bandiera Nazionale alla rappresentante dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Domenico Cotugno”. Infine ha formulato gli auguri per le festività natalizie a tutti gli intervenuti.

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L’amazzone Velia Angelini premiata dal Comune di Avezzano

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Avezzano.Si è tenuta questa mattina nella Sala Consiliare del palazzo municipale di Avezzano,  la cerimonia di premiazione che ha visto protagonista, ancora una volta, l’amazzone Velia Angelini, della Scuderia I Mandorli.

Il riconoscimento per i meriti sportivi conseguiti le è stato assegnato dall’assessore  allo sport Arch. Fabrizio Amatilli che si è congratulato con l’atleta in rappresentanza del Sindaco e della città: 

” Siamo onorati di avere un’atleta del calibro di Velia Angelini nel nostro territorio per l’equitazione e per il lavoro che quotidianamente svolge nel centro ippico che ha creato e che gestisce con il suo team, la Scuderia i Mandorli “

Velia Angelini, in divisa Fise Team Italia, ricevendo questo riconoscimento ha dichiarato di essere altrettanto onorata e grata all’assessore che le ha strappato la promessa di portare a “casa” risultati sempre più prestigiosi e di continuare a lavorare per la diffusione di questo bellissimo e formativo sport, ancora cosi poco conosciuto in Abruzzo. 

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