Abruzzo

Riforma Abruzzo, Chiodi (FI), ‘Salvifica’? E’ ridicolo

«È veramente ridicolo spacciare la legge approvata in consiglio giovedì come una riforma della pubblica amministrazione, anzi come dice D’Alfonso come la riforma ‘salvifica’ del personale. Si tratta esclusivamente della nomina di un direttore generale, della riduzione dei direttori regionali per effetto della riduzione degli assessori e della possibilità di nomina di commissari, con soli poteri di indirizzo e controllo. Solo ‘dei promoter del nulla’ possono spacciare questa norma come il cambiamento della filosofia e dell’impostazione culturale di una regione come l’ha definita D’Alfonso o come la rivoluzione della pubblica amministrazione come l’ha definita Camillo D’Alessandro». Lo sottolinea il Consigliere regionale di Forza Italia Gianni Chiodi. «Durante i comizi – prosegue Chiodi – D’Alfonso ripeteva che l’Abruzzo vale una burocrazia facile, ma l’eccesso di burocrazia non si risolve di certo con l’introduzione di altri burocrati, ma attraverso la semplificazione normativa, la delegificazione, la rottura del perverso connubio tra classe politica e burocratica, la digitalizzazione di tutti i processi e la dematerializzazione che abbiamo già deliberato nella scorsa legislatura. Insomma siamo di fronte a una rappresentazione esteriore di tipo artistico ma priva di sostanza, d’altronde come tutte le »premure« annunciate per gli abruzzesi, in perfetto stile di questa maggioranza che ha difficoltà a collegare alle parole i fatti. Devo comunque riconoscere il buon lavoro che abbiamo portato avanti con l’opposizione con cui abbiamo sventato le norme che introducevano la progressione verticale dei dipendenti senza concorso e l’aumento del numero dei dirigenti regionali. Per ora, queste cambiali elettorali non potranno essere incassate. Abbiamo inoltre obbligato la maggioranza – aggiunge il Consigliere – a introdurre un tetto al compenso del nuovo direttore generale che non potrà superare il 20 per cento dello stipendio di un direttore regionale e concordato la riduzione del 30 per cento della spesa per il personale degli staff politici, considerando la riduzione degli assessori. Anche la figura del cosiddetto commissario realizzatore, andrà disciplinata da una legge obiettivo regionale che approveremo nei prossimi mesi e sarà una figura assai diversa rispetto a quella prospettata da D’Alfonso. La Regione che vogliamo per le future generazioni, – conclude Chiodi – deve essere si efficiente e competitiva, ma non vuole tornare indietro ai tempi in cui proliferavano poltrone e incarichi fuori controllo a totale discrezione della politica. Ora, l’Abruzzo ha rialzato la china, ha riconquistato il rispetto nei principali tavoli nazionali e non lo perderà per soddisfare ‘le promesse elettoralì di questa maggioranza»

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